Tutor Online: formazione, ricerca e condivisione

Sintesi sulla figura dell’E-Ttutor


Bartolazzi Eva, Elia Antonella, Gatti Dora, Paoloni Daniela, Pellegrini Roberto, Pesce Arianna.

Nella formazione in rete i formatori assolvono un ruolo diverso da quello richiesto nei corsi in presenza, essendo coinvolti intensivamente sia nelle fasi preparatorie dell’intervento sia nella sua conduzione. Importante è sottolineare come il ruolo di formatore in rete richieda una spiccata propensione alle interazioni sociali, un forte interesse nei confronti del processo di apprendimento, una notevole capacità di adattarsi e di inserirsi in gruppi di lavoro sempre diversi, una rilevante capacità di mediazione, di negoziazione e di relazione in generale. Molte di queste caratteristiche fanno parte della personalità dell’individuo ma possono essere acquisite, sviluppate e affinate con il tempo, lo studio e l’esperienza.

Tra le figure professionali coinvolte nella progettazione e nell’erogazione della formazione in rete troviamo l’e-tutor (o tutor on-line) che deve possedere competenze didattico/formative abbinate alla conoscenza delle tecnologie della comunicazione e delle dinamiche interpersonali. La sua azione è quindi riconducibile a tre aree funzionali: organizzativa, sociale e didattica.
Nella funzione organizzativa il tutor on-line si occupa di illustrare le modalità di partecipazione al corso, di presentare i materiali e gli esperti, di organizzare i lavori, ecc.
Nella funzione sociale il suo compito è quello di favorire i processi di comunicazione e di intervenire sui processi di socializzazione dei corsisti.
Nella funzione didattica il tutor on-line agisce pure in qualità di esperto d’area qualora possegga competenze specifiche rispetto agli argomenti trattati nel corso (Trentin, 2004).

L’e-tutor riveste quindi una funzione fondamentale in un corso online, in quanto la sua capacità di gestire e organizzare le risorse informative dispiega appieno le potenzialità del processo formativo.
Tra le sue responsabilità rientra talvolta anche la programmazione di un corso in rete e in questo caso gli viene richiesta anche una competenza specifica nella materia di studio.
In tale caso particolare il suo compito è quello di creare le condizioni favorevoli affinché il soggetto padroneggi e conduca autonomamente il proprio percorso. La prima azione del tutor si svolge nella fase di accoglienza dei partecipanti al corso. Egli deve essere chiaro nelle indicazioni e disponibile alla risoluzione dei problemi; deve far capire ai corsisti che è presente e pronto alla discussione e al confronto, ma deve anche dimostrarsi sicuro nel definire le consegne e nel far rispettare le scadenze.
Durante le varie fasi del lavoro, il compito del tutor deve essere quello di attento osservatore a distanza e di moderatore silente. Se non in caso di estrema necessità, il tutor non dovrebbe partecipare alle libere conversazioni e progettazioni, ma dovrebbe intervenire solo per aggiustare il tiro o rinfocolare una discussione che si va spegnendo. Egli deve saper valutare il lavoro dei corsisti e cogliere tra le righe della comunicazione a distanza le qualità di ognuno e la capacità di gestione del mezzo e delle dinamiche collaborative, ovvero deve coltivare la propria competenza del saper “essere in rete”.
Quanto più un tutor interverrà opportunamente nel lavoro comune -in un equilibrio sottile tra presenza e discrezione- tanto più i corsisti si sentiranno rassicurati, confermati, stimolati, apprezzati, informati, riconosciuti e tanto più sarà sereno l’ambiente di lavoro e sarà favorito l’apprendimento.
Diverse sono le competenze che il tutor deve possedere per svolgere al meglio la propria funzione di “guida” (dominio, tecnica, metodologica,fenomenologica).
Collins e Berge delineano tre tipi di tutor:
Istruttore (lavoro sui contenuti);
Facilitatore (gestione gruppi di lavoro);
Moderatore (forme di scaffolding).
Possiamo distinguere due profili in base alle modalità dell’interazione in rete (Shepherd):
1. un tutor on line che agisce in un’ottica di real-time;
2. un tutor “asincrono”, la cui azione è più meditata, dunque diluita nel tempo.
Il tutor utilizza strumenti differenti per verificare continuamente l’apprendimento degli studenti. Elenchiamo i più usati:
casi di studio;
allenamento;
dimostrazione;
referenze online;
simulazioni;
consigli ;
tutoriali;
wizards.

In sintesi diverse sono le funzioni che l’e-tutor dovrà svolgere. Esse sono strettamente correlate ai diversi ambiti operativi in cui si troverà ad operare (ad es. scuola, università, pubblica amministrazione, azienda, etc.). Egli dovrà in generale supportare la comprensione di contenuti, svolgere al funzione di facilitatore cognitivo e di processo, orientare, valutare, offrire supporto tecnico e, quando richiesto, fornire supporto integrativo, svolgere la funzione di animatore di comunità o di sostenitore e mentore. In base al contesto operativo e alle strategie prescelte le funzioni summenzionate potranno avere un ruolo fondamentale, importante o marginale (Rotta – Ranieri, 2005).

”’REFERENCES”’

Rotta M., Ranieri M.(2005),”E-tutor. identità e competenza” Erickson

Trentin G. (2004), ”Dalla formazione a distanza all’apprendimento in rete” Franco Angeli

febbraio 18, 2010 - Posted by | riflessioni |

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