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le mappe concettuali


Le mappe concettuali sono strumenti grafici utilissimi largamente impiegati nella didattica. Vengono utilizzate per rappresentare graficamente le conoscenze su un argomento specifico secondo un principio cognitivo di tipo costruttivista. La teorizzazione si deve a Joseph Novak e a Bob Gowin negli anni ’80 (ma in embrione già negli anni ’60) come strategia innovativa per aiutare gli allievi ad imparare ad imparare e a rappresentare i significati di concetti scientifici. L’idea, tuttavia, non nasce all’improvviso ma matura attraverso il percorso iniziato da Vygotskji, con la teorizzazione della zona di sviluppo prossimale e con il concetto di interazione sociale vista come base per l’apprendimento, continuato da Ausubel, con il concetto di apprendimento significativo e l’approfondimento sul ruolo della conoscenza previa, e attraversato da Bruner, con il suo concetto di scaffolding. In verità, il termine specifico mappa concettuale ha nella letteratura scientifica una valenza e una struttura precise che la differenziano nettamente dalla mappa mentale e da altri organizzatori grafici (mappa lessicale, mappa semantica). Le mappe mentali hanno ad esempio una genesi parallela alle mappe concettuali ma una paternità diversa: si deve infatti a Tony Buzan la specificità di tale rappresentazione grafica. Un altro elemento di divergenza è rappresentato dal fatto che, mentre il modello delle mappe concettuali è di tipo connessionista, le altre adottano un modello associazionista. Anche la disposizione grafica è diversa: nelle mappe concettuali i concetti sono gerarchizzati e disposti dall’alto al basso, mentre nelle mappe mentali la disposizione è libera, i nodi sono disposti a raggiera e i concetti non sono gerarchizzati. Nella pratica, tuttavia, oggi, la nozione di mappa concettuale si è dilatata al punto che ormai si utilizza questo termine per definire gran parte delle reti di conoscenza. In questo contributo il termine mappe concettuali viene utilizzato in senso allargato. Per il secondo lavoro di gruppo del corso di perfezionamento di tutor on line, insieme al gruppo Wiki1, ci siamo avvalsi dell’aiuto di mindmeister che aiuta a costruire mappe concettuali a più mani. Oltre ad essere divertente perché il programma è piuttosto intuitivo e offre diverse icone simpatiche e colorate, è stato molto utile perché ognuno di noi ha potuto aggiungere gradualmente nuove idee e immagini e insieme siamo riusciti a costruire il nostro concetto di e-tutor. La mappa concettuale può essere infatti realizzata e modificata in itinere sulla base dei contributi apportati dai partecipanti. Ciascuno diventa, così, autore del proprio percorso conoscitivo, contribuendo alla realizzazione di un apprendimento significativo, in grado di modificare le proprie strutture cognitive. Procedura che si contrappone all’apprendimento meccanico che si fonda esclusivamente sull’acquisizione mnemonica. Il risultato è il seguente

Cfr: http://ojs.cimedoc.uniba.it/index.php/glottodidattica/article/viewFile/74/6

febbraio 20, 2010 - Posted by | riflessioni, strumenti didattici | ,

4 commenti »

  1. ho trovato molto interessante il tuo articolo, in particolar modo la prima parte, quella storica, per intenderci. Sono solo rimasto con l’amaro in bocca per non aver potuto vedere il tuo, il vostro, lavoro in mindmeister, ci tenevo.

    Commento di domenicod | febbraio 20, 2010 | Rispondi

    • Ti ringrazio per l’interesse che hai mostrato per la nostra mappa.
      Ho provveduto subito ad effettuare la modifica inserendo direttamente l’immagine.
      Catia

      Commento di mugnanicatia | febbraio 20, 2010 | Rispondi

  2. per quanto poco conti il mio parere, trovo la vostra mappa
    chiara, lineare, funzionale ed anche, perche no, bella da vedere.

    Commento di domenicod | febbraio 22, 2010 | Rispondi

  3. Utile e interessante il paragone tra “Mappa mentale” e “Mappa concettuale”…Grazie per le delucidazioni apportate da quest’articolo!

    Commento di evabartolazzi | febbraio 24, 2010 | Rispondi


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