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piccoli pensieri di gruppo


Vorrei condividere con voi alcune riflessioni sul concetto di gruppo. Mi chiamo Domenico, e nel momento in cui scrivo sto seguendo un corso di perfezionamento in tutor on line.
Può darsi che le cose che dirò appariranno scontate, banali; cosa mai ci sarà da dire sul gruppo ?, ma non è stato gia detto tutto ?.
Eppure, nonostante avessi già molte esperienze di lavoro in gruppo, mi riferisco a esperienze di gruppo in presenza, questa mia prima partecipazione ad un gruppo in rete, ha fatto nascere in me una serie di domande che sino ad ora non mi ero mai posto, spingendomi a proporre un parallelo tra i due mondi.
Beh, che ci sia qualche differenza tra gruppo in presenza e gruppo in rete penso sia ovvio. Nel gruppo in presenza puoi guardare negli occhi gli altri; ti accorgi subito, anche dai loro silenzi, se una cosa che dici è condivisa oppure no; puoi dare una pacca sulla spalla ad un tuo collega e dirgli “bravo !”; puoi dire: “ragazzi, vi va un caffè?”. In rete tutto ciò non è possibile, i rapporti interpersonali sono diversi, ma questo forse non è un male, paradossalmente lo si può considerare un vantaggio; lavori in un modo più attento, sei più riflessivo, concentrato, soprattutto il livello emozionale si abbassa. Non sei distratto dal tuo collega che mostra con orgoglio il suo nuovo palmare; l’abito firmato della tua collega non ti fa ne caldo ne freddo. Sei impegnato unicamente a lavorare per il gruppo e poco importa se nessuno mai ti darà una pacca sulla spalla. Anche l’aspetto competitivo muta. In un gruppo in presenza la competizione tra i vari membri, se presente, non sempre produce un beneficio collettivo, a volte si rischia di compromettere l’armonia che si è creata. Parallelamente, invece, ritengo che la competizione in un gruppo in rete abbia molte meno possibilità di manifestarsi, è più probabile che io entri in competizione con me stesso anzichè con gli altri, e a che scopo lo farei se non per portare tutto il gruppo ad un livello più alto ? L’ultimo pensiero va alla comunicazione. Lavorando in rete devi necessariamente abituarti all’idea che la comunicazione tra te ed il resto del gruppo a volte sarà in asincrono, non avrai sempre un interlocutore in tempo reale con cui scambiare opinioni, in questo modo, però, si può correre il rischio di interpretare in modo sbagliato le pause che intercorrono tra una domanda ed una risposta. Un silenzio può ferirti più di un acceso diverbio, o semplicemente disorientari.
Mi fermo qui, ho ancora tanto da imparare e le vostre opinioni, per chi avrà la bontà di leggere questi piccoli pensieri, mi saranno di grande aiuto.

febbraio 25, 2010 - Posted by | riflessioni |

3 commenti »

  1. In effetti, caro Domenico, la questione del filtro emotivo è sicuramente delle più rilevanti.
    Condivido le tue osservazioni sul diverso livello di concentrazione e sottolineerei che il punto di forza del lavoro di gruppo on line sia costituito dal medium: la scrittura. Diversa da quella classica, più veloce e informalem, tuttavia ne conserva tutti i vantaggi, in primis quello di oggettivare il pensiero, fissarlo e renderlo accessibile a tutti in egual misura (salva la lbera interpretazione, ovviamente). Dopo tutto, e per chiudere in saggezza: verba volant…

    Commento di gigicu4 | febbraio 25, 2010 | Rispondi

  2. Ciao Domenico, non è per nulla scontato quelli che hai scritto, anzi. Sono d’acordo con te sul fatto che il gruppo in rete sia più concentrato e vada dritto all’obiettivo, più di quanto non faccia un gruppo reale. Per quanto riguarda il non potere guardare gli altri negli occhi e notare il loro comportamento, penso che le stesse informazioni si possano trarre da quello che viene scritto. 🙂

    Commento di Mr.Loto | febbraio 26, 2010 | Rispondi

  3. Non sono sicura che la competizione in un gruppo in rete abbia molte meno possibilità di manifestarsi, al contrario: io credo che la possibilità di prendere tempo e riflettere, prima di rispondere e formulare proposte, dia la possibilità ai temperamenti meno “esplosivi” di emergere rispetto a quelle situazioni in presenza dove chi è più ponderato rischia di essere scambiato per insicuro, poco deciso o peggio, poco preparato. La competizione scatta sempre, in tutti i luoghi frequentati da esseri umani, fisici o virtuali che siano…

    Commento di Michela | febbraio 27, 2010 | Rispondi


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