Tutor Online: formazione, ricerca e condivisione

Il tutor e la coscienza virtuale


Leggevo su Il Corriere di mercoledì 17 marzo scorso l’articolo dal titolo: Così la rete ci ha rubato l’oblio di Carlo Formenti. Si tratta di un articolo tratto dal saggio Delete. Il diritto all’oblio nell’era digitale di Viktor Mayer-Schönberger, consulente dell’UE e docente alla Kennedy School of Government di Harvard.
Nell’articolo si parla di quanto l’avvento del digitale abbia sovvertito il principio biologico per cui dimenticare è la regola e ricordare l’eccezione. Prosegue poi narrando di quanto la memoria sociale condivisa si dilati paurosamente diventando universalmente accessibile e dove le informazioni e i dati in comune sfuggano al nostro controllo e la conseguenza più grave sia appunto quella di perdere il sacrosanto diritto all’oblio che permetteva ad esempio ad un uomo perduto di rifarsi una vita e di cambiare identità.
La lettura dell’articolo mi ha portato alla memoria le nostre prime esperienze di corsisti on-line quando ci veniva richiesto di registrarci a questo o quel sito di pubblica utilità per accedere al quale però era necessario doversi accreditare. E con la registrazione nasceva l’imbarazzo di dover rendere noti al mondo il nome, il cognome, l’età anagrafica, la professione, la residenza ecc, un imbarazzo foraggiato dalla paura di essere rintracciati, intercettati e, a nostra insaputa, manipolati da anonimi, e magari maleintenzionati voyeur della rete. E quindi ecco comparire i più svariati nickname o secondi nomi con relativi connotati altrettanto fantomatici. Insomma, l’anonimato in risposta all’anonimo pericolo della rete. Un cortocircuito paradossale. Perché nascondere i propri dati reali per tutelarli può essere fatto con buone intenzioni, ma anche, ancora una volta, con le peggiori. I social network da una parte e dall’altra le comunità chiuse, basate su piattaforme dedicate, hanno spezzato il cortocircuito dell’anonimato. In questo senso ritengo che centrale sia proprio la figura del tutor, chiamato a guidare e a moderare i contributi degli utenti non solo all’interno dei confini della piattaforma cui dà il suo apporto, ma anche all’infuori di essi, suggerendo le vie per sfruttare al meglio la rete in generale. Sono convinta infatti, che la figura del tutor sia talmente fondamentale al fine di raggiungere gli obiettivi principali della navigazione virtuale, ossia saper essere in rete e saper utilizzare la rete che, a mio modesto parere, andrebbe inserita in tutti i social network e social media, ovunque si richieda interazione e condivisione. Forse è una provocazione che cozza con i sacrosanti diritti di libertà, uguaglianza e democrazia che la rete manifesta, per molti il tutor in quei contesti potrebbe essere visto lui stesso come un voyeur o un intruso… A me invece, in questi casi, piacerebbe pensare a lui come a una sorta di “coscienza virtuale”.

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aprile 13, 2010 - Posted by | tutor online |

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