Tutor Online: formazione, ricerca e condivisione

Il valore della simulazione


L’esperienza vissuta di un corso simulato mi ha dato modo di riflettere su quanto valga, in concreto, il mettersi alla prova ai fini dell’apprendimento di un’arte.

In realtà mi sono trovato come l’apprendista falegname che, dopo aver studiato i fondamenti dell’arte e osservato il lavoro del suo maestro, si veda consegnare da questi i ferri del mestiere e un tronco d’albero con l’ esplicito incarico di realizzare, che so, un comò.

E’ come se i responsabili del corso avessero detto “vai, provaci tu, mostra quel che sai fare ora che hai studiato già un po’!”.

In effetti, se non ti sperimenti è ben difficile che tu possa capire se questa sia un’arte per cui sei “tagliato” o no, per cui mai come per quest’attività il c.d. learning by doing è fondamentale.

In effetti, quel che mi ha sopreso di più è stata la varietà di strumentazioni cui si è fatto ricorso per la verifica sul campo delle competenze, delle abilità, delle “idoneità” se del caso.

Il forum, la chat, la stessa esperienza di scrittura collaborativa nella wiki hanno funzionato quasi come ideali “locations” di un vero e proprio reality educativo/formativo. Simulare ha voluto dire “mettersi nei panni”, “recitare il ruolo”, “svolgere il compito”. In fondo, avendo dei ruoli assegnati nella chat e poi nella sperimentazione di corso tutti noi abbiamo percorso una strada tracciata, ma con gli strumenti di cui ognuno di noi è dotato.

Dunque non solo cultura, esperienza didattica, ma anche dominio di sé e delle proprie emozioni, atteggiamento propositivo, equilibrio, moderazione, attitudine all’organizzazione, al negoziato, al saper cogliere l’essenza del ragionamento altrui.

Tutto questo ha fatto di me, di noi, non dei meri recettori passivi di teorie, concetti, nozioni, ma degli sperimentatori di ruolo. Tutto questo mi (ci) ha reso consapevole/i che la consapevolezza nell’uso degli strumenti teorici dev’essere, nel ruolo del e-tutor, vissuta intimamente quanto più egli viene chiamato in causa dai discenti virtuali. La consapevolezza del suo ruolo deve essere sottilmente “partecipata” agli altri attraverso una sapiente discrezione, che parta dall’idea che non è Laura, non è Daniela ad essere sulla piattaforma, ma sono Laura e Daniela in quanto tutors, in quanto persone che sono lì a svolgere una funzione docente e non solo. In quanto persone, cioé, che a loro volta, con la loro verità intima, si calano nel ruolo e vi aderiscono fino in fondo, affinché l’obiettivo didattico possa dirsi centrato nella massima misura possibile.

In questo senso mi sembra di aver colto quanto in ambito didattico virtuale (non meno che nella vita reale) si metta in scena un gioco delle parti, in cui ognuno sa di dover essere fedele alla “parte” che si è scelto, rispettando la verità del ruolo, il che richiede anche grande onestà intellettuale personale.

Da qui l’utilità dell’esperienza di simulazione, che consente di saggiare quanto siamo in grado di aderire al ruolo, quanta simmetria vi sia tra esso e il nostro modo di essere, la nostra cultura, il nostro retroterra esperienziale. La simulazione diviene, per tal modo, un preciso percorso di formazione di conoscenza, perché consente a noi stessi di trarre dal nostro intimo le risorse che abbiamo e quelle che pensavamo di non avere: in un certo senso, è un’esperienza di carattere maieutico, se mi si passa l’azzardo.

La partecipazione collettiva, poi, ad un’esperienza di simulazione consente di condividere tali risorse che, combinate tra loro, ne generano altre, e ancora producono ulteriore consapevolezza di ciò che siamo e riusciamo ad essere.

Ecco, questo, in rapidi appunti di viaggio, credo di aver capito.

Roberto Pellegrini

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aprile 20, 2010 - Posted by | Uncategorized |

1 commento »

  1. Verissimo Roberto, il ruolo di tutor on line non si impara leggendo teorie o studiando chissà quali manuali. Certo, è utile anche conoscere un pò di teoria, ma penso che solo sperimentando concretamente in prima persona si possa capire cosa significa essere tutor.
    Il nostro corso è stato molto utile proprio perché ci ha permesso di utilizzare strumenti, di sperimentare, di immedesimarci in ruoli precisi, di costruire.
    Essendo stati in qualche modo costretti a metterci alla prova, ci siamo dovuti confrontare con i nostri limiti e abbiamo scoperto nuove capacità che non pensavamo di possedere.

    Commento di paolacarlini | aprile 22, 2010 | Rispondi


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