Tutor Online: formazione, ricerca e condivisione

Bilancio del corso “Tutor on line” 2010


In seguito alla mia esperienza di simulazione di tutorato on line nell’ambito del corso “Tutor on line” di quest’anno, in cui ho svolto il ruolo di docente, scrivo quest’articolo per condividere con tutti voi le mie riflessioni. Il corso sta per volgere al termine, quindi posso fare al tempo stesso un bilancio dell’intera esperienza che mi ha visto protagonista come studente.

In passato avevo già partecipato a un corso on line in veste di studente, e questa è stata pertanto la seconda volta. Invece, è stata la prima volta da docente, se si escludono le esperienze che ho maturato anni fa quando non esisteva ancora l’e-learning propriamente detto. Allora mi limitavo a preparare le lezioni, a mandarle ai miei studenti utilizzando la posta elettronica e a fare le correzioni. Mancava del tutto la dimensione collaborativa e il confronto tra gli studenti, che caratterizza la FAD di terza generazione.

Sia il corso che ho seguito in veste di studente che la breve esperienza di simulazione che ho fatto come docente mi hanno insegnato cose nuove, che non conoscevo prima e che mi hanno aiutato a comprendere le dinamiche di un ambiente di apprendimento a distanza. Innanzitutto l’importanza della presenza costante sulla piattaforma. Essendo un docente nella vita reale, so bene quanto la presenza fisica in aula stimoli il lavoro autonomo degli studenti. A volte mi capita di dover uscire dall’aula per un motivo qualunque (sempre giustificato, naturalmente!), e prima di farlo mi sincero che gli studenti abbiano qualche attività che li tenga occupati nel frattempo. Tuttavia, forse a motivo della giovane età dei miei studenti (che pure sono universitari), riscontro che in assenza del docente è molto forte la tentazione di rilassarsi e di non applicarsi seriamente all’attività proposta (è un dato di fatto che quando il gatto non c’è i topi ballano): al mio ritorno è raro non trovare gli studenti impegnati in chiacchiere che niente hanno a che fare con il compito che avevo assegnato. Per carità, la considero una cosa normale fino a un certo punto (e devo dire che per fortuna non accade sistematicamente), per cui non me la prendo più di tanto; tuttavia, questo mi fa pensare che senza una dovuta sorveglianza da parte del docente, la classe sarebbe allo sbando. D’altro canto, sono dell’idea che una presenza troppo dirigista e autoritaria del docente non promuoverebbe l’autonomia, la creatività e in definitiva l’apprendimento degli studenti, il  cui successo dipende in larga misura dall’instaurarsi di un clima rilassato e collaborativo all’interno della classe e da un rapporto di reciproca fiducia con il docente. Questi non è che un regista delle attività che si svolgono in classe: fornisce l’input e la motivazione necessaria, dà delle istruzioni chiare e precise per lo svolgimento delle attività, è sempre presente in caso di bisogno per sostenere gli studenti temporaneamente in difficoltà, ma il suo ruolo non è direttivo o accentratore. Può creare le condizioni più propizie all’apprendimento, ma non imparare al posto degli studenti o trasmettergli le sue conoscenze come per magia.

Ora, la stessa cosa si può dire per il docente di un corso on line o per il tutor di tale corso: la sua deve essere una presenza costante e rassicurante sulla piattaforma, ma non eccessivamente invasiva, per non scoraggiare la libera iniziativa degli studenti e intralciare il venirsi a creare di dinamiche collaborative all’interno del gruppo classe. Durante la simulazione a cui ho preso parte, è capitato che, a motivo dei numerosi impegni di tutti i partecipanti sia nell’ambito del corso che stavamo frequentando che nella vita di tutti i giorni, il tutor e il docente del corso non fossero sempre reperibili in tempi brevi o non rispondessero tempestivamente alle richieste di aiuto o di chiarimento da parte degli studenti. Come ho detto, ciò è del tutto giustificabile, considerando la mole di lavoro a cui siamo stati sottoposti, e che non ci ha permesso di essere sempre altamente efficienti nello svolgimento delle nostre mansioni; tuttavia, trasponendo quest’esperienza di simulazione a un vero corso on line, penso che sia fondamentale che il tutor faccia sentire la sua presenza rassicurante, anche solo con piccoli cenni di assenso, per far capire agli studenti che non sono soli e che sono seguiti passo dopo passo nel loro percorso di apprendimento che comunque è e resta autonomo.

Un’altra scoperta dell’esperienza appena conclusa consiste nell’aver acquisito consapevolezza dell’impegno richiesto al tutor on line e delle difficoltà che questi deve mettere in conto nell’esercizio della sua professione. Non è infatti sempre facile garantire un equilibrio tra vivacità di partecipazione a una discussione o a un compito collaborativo da una parte e  serenità del clima di apprendimento dall’altra. È sempre latente il rischio che l’interazione tra gli studenti perda di intensità fino a cadere nella meccanicità o nell’apatia generalizzata oppure che, all’estremo opposto, la presenza di molte personalità forti e dominanti rischi di mettere in luce gli elementi più esuberanti, che possono facilmente entrare in conflitto tra loro, e di eclissare quelli che invece sono i soggetti più restii a farsi notare all’interno di un gruppo. In tutto questo, il tutor ha il compito non certo facile di studiare le psicologie individuali così come traspaiono dai messaggi che gli studenti lasciano sul forum di discussione o dalle dinamiche relazionali che si instaurano all’interno del gruppo classe, e di stimolare adeguatamente l’equa partecipazione di tutti quanti, cercando di correggere eventuali “mosse” troppo audaci di alcuni o di vincere l’eccessiva titubanza di altri. Il suo intervento può in certi casi rendersi necessario al fine di riequilibrare una situazione che può facilmente sfuggire di mano se la sua gestione viene lasciata unicamente alla discrezione degli studenti, che possono essere troppo coinvolti emotivamente per considerare il quadro complessivo dell’interazione così come esso appare agli occhi di un osservatore esterno quale è il tutor.

Oltre a solide competenze tecniche e organizzative, al tutor si richiede quindi anche una straordinaria sensibilità e perspicacia e un’acuta propensione alle relazioni umane e alla gestione di conflitti e imprevisti, cose che non si imparano necessariamente sui libri né con una semplice simulazione, ma solo dopo aver accumulato una vasta esperienza di tutorato nelle più disparate situazioni e per un pubblico estremamente variegato.

Nonostante la consapevolezza da me maturata nel corso di questa esperienza relativamente alle numerose responsabilità che un tutor on line deve essere cosciente di dover assumersi prima di accettare un incarico così delicato, il bilancio conclusivo del corso che ho appena frequentato è senza dubbio positivo, in quanto mi ha permesso di conoscere meglio la realtà del tutorato on line, con (quasi) tutto quello che comporta, e mi ha trasmesso il desiderio di mettere in pratica presto le competenze acquisite grazie a una vera esperienza di tutor nell’ambito di un corso a distanza. Se è vero che la pratica val più della grammatica, non posso che essere soddisfatto di un corso che ha lasciato ampio spazio alla sperimentazione di noi studenti e delle prospettive che sono certo mi aprirà, grazie alle quali spero di consolidare le conoscenze e le abilità finora acquisite e di maturarne altre che si riveleranno preziose sia per la mia formazione personale e professionale che per gli studenti che avrò il privilegio di condurre lungo una fase del loro percorso di apprendimento.

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aprile 21, 2010 - Posted by | Uncategorized

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