Tutor Online: formazione, ricerca e condivisione

E-learning e dinamiche cicliche. Tra il fittizio e il reale


Ho seguito diversi corsi online e mi sono resa conto che esistono delle dinamiche relazionali che si ripetono e ripetono e ripetono…sempre, a prescindere dal tipo di corso e dal tipo di formazione dei corsisti.

La molteplicità caratteriale finisce quasi col ridursi – tutto sommato – a poche categorie, dove è possibile inquadrare tutte le personalità che s’incontrano (e scontrano) in un corso online.

Strano da dirsi, soprattutto per chi – come me – detesta le catalogazioni. Eppure online può succedere anche questo: anche noi corsisti possiamo essere catalogati e smistati in Categorie e Tags!

Trovo che l’universo online sia una fedele riproduzione in miniatura (e neppure tanto in miniatura, vista l’immensità del web) dell’universo relazionale “reale”.

Sebbene virtuali, le relazioni che intercorrono e vengono a crearsi tra i corsisti non sono il risultato di interazioni sviluppate autonomamente da qualche software sofisticato e innovativo, ma interazioni manovrate da persone in carne, ossa, anima e cervello.

La nostra pedina virtuale non si muove unicamente in una direzione (a differenza del Monopoli) e soprattutto non si muove in modo indipendente: siamo noi a dirigerla ed indirizzarla in una direzione piuttosto che un’altra, imprimendole carattere, fornendole un’indole più o meno estroversa, più o meno polemica, più o meno ironica, più o meno fedele alla realtà.

Spesso si sente dire da chi partecipa ai reality shows che “dopo un po’ ci si scorda delle telecamere”. Probabile che sia così. Ma io non lo scoprirò mai (infatti lascio che la mia unica conoscenza del Grande Fratello rimanga fossilizzata su “1984” di Orwell).

Ma trovo che la metafora calzi proprio a pennello.

Riflettendoci su, infatti, si nota una certa somiglianza: in un corso online accade che un gruppo di persone diverse e sconosciute si ritrovino dentro ad una scatola, condividendo parte del proprio tempo, dei propri pensieri, del proprio modo di essere, dapprima in modo contenuto e talvolta asettico, successivamente in modo sempre meno controllato e quindi più naturale e fedele alla realtà.

Ed ecco dunque nascere simpatie e antipatie, complicità, affinità, dimostrazioni di supporto o di totale indifferenza… e in alcuni casi – possibile! – ci si può anche ritrovare improvvisamente “affetti” dalla cosiddetta computer rage (una sorta di sindrome d’odio verso il pc).

E’ proprio a questo punto – paradossalmente nel momento esatto in cui ci ritroviamo completamente a nostro agio e le nostre azioni sono ormai libere dal blocco emotivo – che vengono fuori i “ruoli”, le personificazioni archetipiche di questa sorta di opera teatrale.

E allora mi torna in mente la nostra chat di simulazione: ad ognuno era stata affidata una parte da interpretare – lo studente distratto, quello insicuro, quello puntiglioso, quello egocentrico eccetera.

Ed ognuno ha dato il meglio di sé, suppongo, per riuscire a recitare al meglio la propria parte.

Dunque mi viene da pensare che sia proprio vero: nella ragnatela esistono dei “prototipi” del corsista; talvolta vengono solo rievocati ma più spesso, come i boccioli in primavera, riaffiorano – uguali eppure sempre diversi.

aprile 29, 2010 - Posted by | riflessioni, Uncategorized | , , ,

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