Tutor Online: formazione, ricerca e condivisione

Identità personale alla luce delle nuove tecnologie


La partecipazione al corso Tutor on line dell’Università di Macerata, come mia prima esperienza nel campo dell’e-learning, mi ha portato a riflettere sull’importanza dell’identità personale e al suo ripensamento alla luce del crescente sviluppo delle tecnologie digitali e delle nuove forme di comunicazione.

Il web è sicuramente un universo affascinante, ma non deve farci cadere nell’errore di perdere coscienza del proprio io.

La sperimentazione del corso simulato, inizialmente mi ha disorientata, ho assistito ad uno “sdoppiamento della mia persona”, una sorta di doppia identità “reale” e “virtuale” alla quale ho ceduto inconsapevolmente per poi ritornare ad essere me stessa.

Una bellissima esperienza che mi ha fatto riflettere su come oggi siamo un po’ tutti  utenti “inconsapevoli” di internet.

Mi chiedo,  a questo punto, saremo ancora in grado di mitigare le distanze tra il mondo reale e quello virtuale?

Riusciremo a conservare la nostra identità staccata da tutto ciò che internet rappresenta?

Capisco l’importanza della rete,  ma la mia paura risiede nella incapacità di conservare la propria libertà individuale e proiettarsi in un mondo virtuale sempre più diverso ma talmente integrato con il mondo reale da non riuscire a distinguere il vero dal falso  e il bene dal male.

Prendendo spunto da un noto film, non vorrei svegliarmi un giorno e scoprire di aver vissuto in un mondo virtuale, credendo che fosse la mia vita reale.  Lo so, è fantascienza e mi auguro che rimanga tale.

aprile 30, 2012 Posted by | riflessioni, tutor online | , , | 1 commento

Piccolo vademecum per scrivere sul web


Il corso tutor online dell’università di Macerata mi ha permesso di riflettere su aspetti a cui non avevo pensato prima. Ho posto l’attenzione sull’efficacia del messaggio comunicativo in rete e come sia necessario creare dei contenuti di qualità. Dalla lettura di un articolo di Maurizio Boscarol  su http://www.usabile.it/32000.htm, ho tratto questa sintesi, una mini guida per chi vuole scrivere sul web.

L’articolo di Boscarol ha  attratto la mia attenzione perché pone l’accento su “errori” che durante il corso tutor online ho constatato personalmente. Mi è infatti capitato che, leggendo articoli troppo lunghi o interventi nei vari forum troppo corposi , la mia attenzione veniva distratta e finivo per leggere solo alcune righe.  Ho pertanto ritenuto interessante condividere tali consigli  in questo blog.

Nel web gli utenti scorrono un testo, viene meno la comunicazione orale e lo strumento principale attraverso il quale si può comunicare è la scrittura. Anche la scrittura sul web, come la scrittura cartacea,  richiede un uso corretto della grammatica e della sintassi.

Sul web, inoltre, occorre considerare ulteriori criteri di scrittura e composizione per facilitare la lettura, così come vi sono errori da non fare.

Bisogna in particolar modo tener presenti alcuni aspetti.

E’ importante scrivere la quantità di informazioni necessarie, in modo chiaro e pertinente con l’argomento trattato catturando l’attenzione del lettore già nelle prime righe mettendo i concetti più importanti in cima.

I lettori non vogliono perdere tempo in rete. L’utente vuole sapere subito se troverà qualcosa che può interessarlo.

Il web vuole una scrittura pratica e coincisa, meglio togliere le parole superflue ed esprimere in maniera diretta i contenuti senza espressioni vaghe.

Occorre utilizzare anche degli espedienti visivi per catturare l’attenzione del lettore come per esempio:

  • spezzare i periodi andando spesso a capo,
  • evidenziare le parole chiave, utilizzando il grassetto piuttosto che il corsivo come si fa su carta,
  • utilizzare una colonna di testo non troppo larga, perché gli occhi faticano a mantenersi su una riga lunga,
  • utilizzare dove possibile elenchi puntati o numerati,
  • gli articoli se troppo lunghi non vanno spezzati su più pagine, ma è consigliabile dividere l’argomento in più articoli diversi.

Non esiste un’unica modalità di scrittura, ma attraverso questi consigli è possibile darne una giusta rilevanza.

Nella breve, ma intensa esperienza del corso tutor online, ho sperimentato l’utilità di questi suggerimenti nella stesura di testi individuali o in collaborazione e come prima di arrivare ad un articolo definitivo sia necessario un processo di revisione che comporta spesso un riadattamento dello stesso.

Cercherò, sicuramente, di far tesoro di questi consigli applicandoli ogni volta che ne avrò l’opportunità, tenendo a mente che il tempo passato a curare i contenuti è sempre tempo speso bene.

aprile 30, 2012 Posted by | comunicazione, tutor online | , , | Lascia un commento

AUTOAPPRENDIMENTO E FORMAZIONE COME STRUMENTO DI CRESCITA


Il Corso Tutor On line mi ha fatto riflettere sull’importanza dell’autoapprendimento e della formazione come strumento di crescita per l’individuo. Le continue trasformazioni sociali, economiche  e lavorative impongono all’individuo di acquisire maggiori capacità e possibilità di continuare ad apprendere consentendo di rimodellare le proprie conoscenze e competenze.

L’autonomia nell’apprendimento si va rivelando sempre più come una delle competenze fondamentali da perseguire nei processi di formazione. Favorire attività di autoapprendimento è una delle modalità attraverso cui è possibile oggi, sostenere la motivazione, e adeguarsi ai tempi e agli stili di apprendimento mediante il potenziamento dei mezzi che favoriscono un percorso di apprendimento individualizzato. L’autoformazione spinge a riconoscere i vantaggi che derivano dagli strumenti per l’autoapprendimento e a scegliere i metodi di comunicazione più adatti.

È possibile costruire il proprio apprendimento acquisendo specifiche competenze attraverso i sistemi multimediali e telematici di formazione a distanza che assumono sempre più importanza e offrono l’opportunità :

_di acquisire e consolidare nuove conoscenze e di approfondire i contenuti disciplinari sfruttando al meglio i tempi di apprendimento;

_di sollecitare situazioni di autoapprendimento e di verificarne  l’efficacia;

_di  facilitare lo scambio ed il confronto di esperienze, favorendo la valutazione e l’autovalutazione.

Oggi i corsi on line vengono costruiti per essere fruiti in autoapprendimento, con un alto livello di interattività con i contenuti, per rendere collaborativo e più stimolante l’apprendimento.  All’interno di questo modello didattico i  tutor on-line  guidano l’interazione con l’ambiente virtuale di apprendimento.


 

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Il Corso Tutor On line mi ha fatto riflettere sull’importanza dell’autoapprendimento e della formazione come strumento di crescita per l’individuo.  Le continue trasformazioni sociali, economiche  e lavorative impongono all’individuo di acquisire maggiori capacità e possibilità di continuare ad apprendere consentendo di rimodellare le proprie conoscenze e competenze.

L’autonomia nell’apprendimento si va rivelando sempre più come una delle competenze fondamentali da perseguire nei processi di formazione.  Favorire attività di autoapprendimento è una delle modalità attraverso cui è possibile oggi, sostenere la motivazione, e adeguarsi ai tempi e agli stili di apprendimento mediante il potenziamento dei mezzi che favoriscono un percorso di apprendimento individualizzato.  L’autoformazione spinge a riconoscere i vantaggi che derivano dagli strumenti per l’autoapprendimento e a scegliere i metodi di comunicazione più adatti.

È possibile costruire il proprio apprendimento acquisendo specifiche competenze attraverso i sistemi multimediali e telematici di formazione a distanza che assumono sempre più importanza e offrono l’opportunità…

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aprile 24, 2012 Posted by | Uncategorized | , | Lascia un commento

STORIA DEI MEDIA E DELL’APPRENDIMENTO ON LINE


La storia dei media è la storia del popolo italiano e del suo cammino verso la gestione democratica di uno strumento “neutro” dalle altissime potenzialità, capace di persuadere gli animi delle persone, di acclamare consensi o dissensi, di orientare le scelte dei cittadini e di svolgere una funzione psico educativa.

Tale cammino, difficile e pieno d’insidie, a tutt’oggi non appare conclusosi a causa del costante controllo politico, economico e finanziario esercitato sul sistema mediatico.

I primi passi risalgono alle origini del giornalismo e quindi alle gazzette di fine seicento dove, la censura preventiva imposta dai principi, era la dimostrazione palese dell’assenza di qualsiasi tipo di libertà di stampa, nonostante gli innumerevoli cambiamenti avuti ad opera dello Statuto albertino nel 1848, della Repubblica nel 1946 con la correlata Costituzione atta a sostituire ed arricchire lo Statuto albertino grazie soprattutto all’art. 21 e nonostante, l’affermarsi della rivoluzione industriale che portò nel ’52 all’avvento della Tv mentre nel ‘80 della Tv commerciale e, infine, dell’era digitale con il computer che ha iniziato ad assolvere a finalità multiple.

Tutt’oggi permangono tentativi di strumentalizzazione e manipolazione del pensiero umano, tentativi che solo un corretto ed appropriato utilizzo degli innumerevoli mezzi tecnologici può arrestare.

Come evidenziano le ricerche della Confindustria, l’utilizzo di Internet nelle famiglie, dal 2003 al 2009, è aumentato di circa il 13%, e l’affabetizzazione informatica di circa il 5% condizione che ci fanno capire chiaramente l’evoluzione antropologica a cui stiamo assistendo giorno dopo giorno, internet sta crescendo accanto ai vecchi media assemblandoli assieme in un unico sistema informativo educativo globale.

In questo scenario è nata e si sta diffondendo la figura del tutor on line, testimonianza del repentino cambiamento didattico perfettamente in linea con le diverse modalità d’apprendimento che caratterizzano le nuove generazioni.

Tra il “docente” e l’allievo, nella didattica on line, sono presenti i media, “strumenti” estremamente differenti da quelli analogici considerati da Vygotskij e da Colle “strumenti intelligenti” frutto del risultato di un lungo procedimento evolutivo che ha portato alla soluzione si un problema.

L’uomo, infatti, ha dato vita ai media nel tentativo di risolvere un problema comunicativo.

Grazie ai nuovi media e al “connettivismo”, essere un tutor on line non significa semplicemente trasmettere la conoscenza ai propri discenti; significa, invece, essere un “co-costruttore” della conoscenza, significa mettersi in discussione costantemente e raggiungere il sapere assieme al proprio gruppo d’apprendimento.

Una funzione estremamente articolata realizzabile soltanto grazie ad una preparazione continua unita alla pratica.

ANNA POLLIO

aprile 23, 2012 Posted by | riflessioni | | Lascia un commento

La formazione del tutor online come richiamo alla professionalizzazione


Il corso di perfezionamento “Tutor on line” attivato dalle Università degli studi di Camerino, di Macerata e del Molise è giunto quasi alla sua conclusione e come studente mi trovo a riflettere sull’evoluzione del percorso formativo intrapreso. Rivedendo il percorso progettato, nella sua visione d’insieme, mi sono accorta che questo riprende in parte il principio dell’alternanza teoria-pratica-teoria tanto caro alla professionalizzazione (1).

Affinché si costruisca una professionalità occorre partire dai saperi teorici, cioè possedere dei saperi e conoscere gli strumenti essenziali del proprio mestiere. L’inizio del corso è stato fondamentale per esplorare l’ambiente OLAT, per approfondire le conoscenze degli strumenti che un tutor on line ha a disposizione nell’ambiente, per esaminare, mediante le letture di articoli (proposti dai docenti del corso o condivisi direttamente in diigo dai corsisti) sul ruolo di questa figura, sulle competenze che dovrebbe possedere, sulle problematiche che deve saper affrontare.

Dopo questo periodo di studio maggiormente teorico si è passati alla pratica: si è progettato un intero corso on line seguito dalla simulazione del percorso costruito insieme durante la quale alcuni studenti hanno avuto i ruoli da tutor e docente. Durante questa fase ho svolto il ruolo di tutor (per circa 10 giorni) e l’attività è risultata abbastanza impegnativa ma mi ha permesso di simulare, in sicurezza, il ruolo di e-tutor: ho dovuto trasformare i miei saperi teorici in saperi pratici, anche se alcune volte la realtà che avevo di fronte si è mostrata più complessa e imprevedibile rispetto a ciò che avevo studiato.  La figura del tutor deve da un lato collaborare con il docente del corso e dall’altro monitorare il percorso personale di ogni corsista. Il tutor deve instaurare un rapporto collaborativo e in accordo con il docente in modo da rendere più chiaro possibile il percorso, deve accordarsi con lui sulle modalità di svolgimento delle attività, deve informarlo delle problematiche dei corsisti in modo che ognuno abbia la possibilità di portare a termine con successo il percorso. Dall’altra parte il tutor è il punto di riferimento per i corsisti, rappresenta la figura centrale in un corso di FaD, “sono i tutor che fanno la qualità dell’e-learning creando la ‘vicinanza psicologica’, l’interattività in presenza e a distanza che permette di far percepire l’apprendimento come un’esperienza fondamentalmente sociale” (2). Devono saper gestire il corso, controllare che ogni corsista abbia preso parte alle attività proposte, risolvere i problemi che possono crearsi, sia a livello organizzativo che tecnico,… “Ecco allora la necessità, da parte del tutor di rete che gestisce e organizza la comunicazione, di riuscire a monitorare ciò che accade, indagando sia gli aspetti più propriamente quantitativi che quelli più specificatamente qualitativi, al fine di orientare il gruppo verso una identità che permetta di favorire la piena collaborazione e cooperazione. Se per i primi sarà indispensabile conoscere la frequenza con cui gli appartenenti alla comunità si scambiano i messaggi, il numero dei messaggi per ciascun thread di discussione, lo scarto tra chi interviene di più e chi rimane ai margini, per gli aspetti qualitativi sarà fondamentale verificare la coerenza dei contenuti con il compito assegnato, distinguendo gli aspetti teorici, quelli tecnici, le richieste di aiuto e collaborazione, la capacità di innescare reazioni e discussioni” (3).

Infine, dopo la parte pratica si è ritornati alla “teoria”, sempre in riferimento al ciclo teoria-pratica-teoria. L’esperienza di per sé non è sufficiente ma subentra il paradigma del professionista riflessivo che deve rendere conto di come ha agito e rielaborare la propria azione. Attraverso il processo riflessivo si prende le distanze dalla propria esperienza per estrarre un modello; si riflette per comprendere come si è operato, quali strategie sono state utilizzate, quali problematiche si sono incontrate. Nel percorso di formazione la fase finale sta prevedendo la riflessione su quanto è stato fatto durante la simulazione: si analizzano gli errori commessi come tutor o docenti, le problematiche incontrate, cosa migliorare,… E nel ruolo di studenti abbiamo osservato da vicino come opera un tutor, abbiamo avuto la possibilità di discutere insieme ai colleghi su cosa magari non ci è piaciuto di un determinato comportamento e, implicitamente, abbiamo riflettuto su cosa sarebbe meglio fare o non fare nel ruolo di e-tutor.

L’e-tutor risulta una figura poliedrica, con una grande competenza progettuale, tecnica, strategica, fenomenologia, comunicativo-relazionale…. Poi a seconda delle esigenze ci sono diverse tipologie di tutor:  il “tutor/istruttore ‘fa lezione’ a distanza sfruttando l’infrastruttura della rete come mezzo di erogazione e distribuzione di contenuti” (4); l’“e-teacher: corrisponde al tutor disciplinare, persona esperta sui contenuti che si fa carico del training del soggetto che apprende”; oppure l’e-moderator: è il tutor di sistema, responsabile delle dinamiche internazionali, della facilitazione, del monitoraggio delle attività in funzione della valutazione” (5).

Credo che ogni situazione richieda un ruolo differente al tutor, è importante però che sappia svolgere il ruolo giusto al momento adatto: a volte deve essere moderatore, altre maggiormente istruttore, a seconda di come richieda il contesto. Il professionista, quindi, possiede e si costruisce dei repertori d’azione e deve essere in grado di recuperarli e costruire altre combinazioni pertinenti a seconda di ciò che richiede il contesto.

(1) Altet M. (2003), La ricerca sulle pratiche d’insegnamento in Francia, Editrice La scuola, Brescia.

(2) Cfr. A. Calvani, Intervista a cura di S. Panzavolta (Indire) al Convegno E-learning, apprendimento, società della conoscenza, Firenze, 5 settembre 2003:  http://www.indire.it/content/index.php?action=read&id=242.

(3) Calvani A. e Rotta M. (1999), Comunicazione e apprendimento in Internet, Erickson, Trento.

(4) Cfr. M. Rotta, Il tutor on line: tipologie, “Form@re – Newsletter per la formazione in rete”, n. 8, Febbraio 2002: in http://formare.erickson.it/archivio/febbraio/tipologie.html.

(5) Livia Petti, E-tutor: una figura strategica per l’e-learning; in: http://www.liviapetti.net/LiviaPetti_IIpaper.pdf.

aprile 22, 2012 Posted by | tutor online | , , , , , , | 2 commenti

CLIL: la nuova frontiera


Nel sito del Programma LLP Comenius sono disponibili tutti i materiali della conferenza “La metodologia CLIL all’interno della Progettazione Europea” che si è svolta il 12 dicembre 2011 a Roma.

Il CLIL (Content and Language Integrated Learning o “Apprendimento Integrato di Lingua e Contenuto”) dal prossimo anno entrerà di fatto nelle scuole italiane: la conferenza ha affrontato proprio questo argomento, rilevando come, nonostante questa metodologia sarà completamente nuova in alcune scuole, in quelle dove sono già avvenute delle esperienze si è creato il terreno per avviare l’insegnamento integrato di lingua e contenuti.

aprile 22, 2012 Posted by | convegni | , , , , | Lascia un commento

“E-tutor si diventa”


Il futuro dell’e-learning ricomincia dall’e-tutor e dalla consapevolezza che occorre investire nella formazione continua delle sue competenze e nel consolidamento del suo ruolo professionale, nell’educazione orientata alla qualità.

Come orientare e finalizzare le politiche di formazione degli e-tutor?

Prendendo spunto da un articolo di Mario Rotta Il percorso formativo di un e-tutor,   comparso sul sito etutorcommunity.org, nel quale, in pochi mesi, si è costituita una comunità professionale di e-tutor,si afferma che la figura del tutor viene  a definirsi con più forza nel momento in cui si comincia a caratterizzare la formazione in rete definita di terza generazione o mediata dalle tecnologie, nella quale l’enfasi è posta sulla presenza sociale che le nuove tecnologie consentono e che recupera dimensioni fondamentali della tradizionale educazione degli adulti basata sul dialogo e sul contatto faccia a faccia.

La maggior parte del processo formativo, pertanto, avviene in rete “ attraverso l’interazione dei partecipanti, in una vera e propria comunità di apprendimento che favorisce sia il superamento dell’isolamento del singolo sia la valorizzazione dei suoi rapporti con il gruppo.”

 Nell’articolo Mario Rotta sostiene che anche se l’e-tutor è ormai una figura professionale con sua precisa connotazione, i suoi compiti e le sue funzioni, nel futuro,  tenderanno a modificarsi nella scuola, nella formazione dei docenti, nell’università, nella pubblica amministrazione, in azienda, nelle piccole e medie imprese o in ambito editoriale.

Nell’articolo si afferma che a diventare e-tutor si impara, oltre che attraverso percorsi formali, anche attraverso esperienze autonome di apprendimento informale e soprattutto maturando esperienza sul campo.

aprile 22, 2012 Posted by | articoli | , | Lascia un commento

“Campus virtuale” per la formazione dei dipendenti.


“MarchE-campus” è il nome del progetto pensato nell’ambito della formazione programmata per il personale regionale con l’obiettivo di creare un “Campus” virtuale per la formazione, aperto ai dipendenti e di facile accesso. Un luogo d’incontro tra professionalità in continua crescita.

 IL PERCORSO FORMATIVO

Sara’ articolato in corsi e-learning e blended learning, da aprile 2012 a luglio 2013, con l’utilizzo di strumenti di apprendimento collaborativo per innalzare la qualita’ e l’efficacia dell’apprendimento e attivita’ di comunicazione in rete per permettere lo scambio di esperienze all’interno della community di discenti. Un modello formativo che pone l’e-learner al centro del processo di apprendimento in quanto adotta metodi, strumenti e infrastrutture progettati sulle modalita’ di apprendimento delle persone. I partecipanti saranno accompagnati da uno staff di tutor tecnici e di animazione che contribuiranno ad agevolare l’accesso ai corsi on-line e a rendere piu’ agevole l’utilizzo di strumenti web 2.0 resi disponibili. Saranno coinvolti 1.045 dipendenti per un totale di 7.375 ore di formazione

 Con MarchE-campus la formazione a distanza diviene una modalità estremamente flessibile e vantaggiosa, in quanto consente all’Amministrazione di sciogliere l’attività formativa dai vincoli spazio-temporali, di soddisfare le esigenze logistiche del personale in servizio nelle strutture decentrate e le esigenze di economicità di attività formative destinate a target elevati di dipendenti, di permettere il riuso, grazie al rispetto di standard nella realizzazione dei contenuti e dei materiali didattici, in periodi differenti e tra Amministrazioni diverse, di sviluppare contemporaneamente, nel personale in formazione, competenze tecniche e trasversali e di capitalizzare a livello organizzativo i saperi e le competenze individuali attraverso la creazione di comunità di pratica

 

LE TEMATICHE

I  corsi si articolano su quattro  aree tematiche: la normativa in materia di Privacy; salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (formazione di base dei lavoratori); salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (formazione dei dirigenti e preposti); diritto amministrativo.

La Scuola regionale di formazione della pubblica amministrazione ha affidato la gestione del progetto al RTI EOS-Talento vincitore di una gara ad evidenza pubblica, che si occuperà di tutti gli aspetti gestionali ed organizzativi.

riferimenti su:

regioni.it

 

aprile 22, 2012 Posted by | Uncategorized | 2 commenti

“Psicologia dell’apprendimento multimediale”


Penso che un valido supporto didattico per il tutor on line possa essere rappresentato dal testo: Psicologia dell’apprendimento multimediale” di N. Mammarella, C. Cornoldi, F. Pazzaglia, Il Mulino. Il testo, infatti, ci permette di comprendere:

  • l’apprendimento multimediale,
  • perché parliamo di apprendimento attivo,
  • il ruolo della metacognizione,
  • le teorie che sono alla base di questi studi.

Dopo aver letto questo libro ed essersi soffermati sulle teorie della doppia codifica di Paivio, della rappresentazione multimediale di Schnotz, del carico cognitivo di Chandler e Sweller è più facile comprendere il pensiero di Mayer. Si riesce, in questo modo, a rispondere  alle esigenze dell’utente che va posto sempre al centro del proprio apprendimento.

aprile 22, 2012 Posted by | apprendimento, libri | | Lascia un commento

Cloud computing e didattica


Tra le varie attività svolte durante il corso “Tutor on line” di particolare interesse a livello didattico si è rivelato, a mio avviso, l’utilizzo della piattaforma di cloud computing Diigo. Ci è stato chiesto di creare un account, di condividere links e soprattutto di proporre tags per la sistematizzazione delle risorse condivise.

Strumenti di questo tipo vengono spesso scambiati per semplici servizi di memorizzazione on-line, ma possono essere molto di più. Nel caso del già citato Diigo e di DropBox, il nostro computer così come lo conosciamo oggi con le icone sul desktop, i programmi, le cartelle, i documenti, le fotografie e tutto il necessario è disponibile sempre ed ovunque, a patto di essere connessi alla Rete. Le Google Apps hanno ampliato l’offerta consentendo di creare addirittura documenti come testi, fogli elettronici, presentazioni direttamente sul web e facilmente condivisibili con altri utenti.

I vantaggi per la didattica sono diversi: poter salvare con facilità ogni sorta di documento, dai testi scritti, alle immagini, aggiungendo inoltre file audio e link a siti permette al docente, con uno sforzo minimo e in pochissimo tempo, di raccogliere il materiale didattico per una o più lezioni, immagazzinandolo in uno spazio raggiungibile da qualunque PC in rete e condividerlo, qualora lo ritenga opportuno, con i suoi studenti. In questo modo studenti e professori possono condividere progetti, lavorare e studiare in gruppo, da casa così come a scuola. Il limite più evidente di questa modalità  è la dipendenza dalla rete per raggiungere il proprio lavoro, ma per evitare questo rischio è sufficiente salvare sempre una copia su un disco esterno.

Naturalmente, anche questa risorsa del web 2.0 concorre a porre al centro del percorso formativo lo studente stimolandone la creatività, coinvolgendolo in maniera attiva, cambiando il suo ruolo e trasformandolo in costruttore di conoscenza; soprattutto, riesce a creare una collaborazione immediata tra docenti e studenti, in cui tutti imparano dalla condivisione di conoscenze e competenze.

aprile 21, 2012 Posted by | apprendimento, strumenti didattici, Tool | 1 commento