Tutor Online: formazione, ricerca e condivisione

La formazione del tutor online come richiamo alla professionalizzazione


Il corso di perfezionamento “Tutor on line” attivato dalle Università degli studi di Camerino, di Macerata e del Molise è giunto quasi alla sua conclusione e come studente mi trovo a riflettere sull’evoluzione del percorso formativo intrapreso. Rivedendo il percorso progettato, nella sua visione d’insieme, mi sono accorta che questo riprende in parte il principio dell’alternanza teoria-pratica-teoria tanto caro alla professionalizzazione (1).

Affinché si costruisca una professionalità occorre partire dai saperi teorici, cioè possedere dei saperi e conoscere gli strumenti essenziali del proprio mestiere. L’inizio del corso è stato fondamentale per esplorare l’ambiente OLAT, per approfondire le conoscenze degli strumenti che un tutor on line ha a disposizione nell’ambiente, per esaminare, mediante le letture di articoli (proposti dai docenti del corso o condivisi direttamente in diigo dai corsisti) sul ruolo di questa figura, sulle competenze che dovrebbe possedere, sulle problematiche che deve saper affrontare.

Dopo questo periodo di studio maggiormente teorico si è passati alla pratica: si è progettato un intero corso on line seguito dalla simulazione del percorso costruito insieme durante la quale alcuni studenti hanno avuto i ruoli da tutor e docente. Durante questa fase ho svolto il ruolo di tutor (per circa 10 giorni) e l’attività è risultata abbastanza impegnativa ma mi ha permesso di simulare, in sicurezza, il ruolo di e-tutor: ho dovuto trasformare i miei saperi teorici in saperi pratici, anche se alcune volte la realtà che avevo di fronte si è mostrata più complessa e imprevedibile rispetto a ciò che avevo studiato.  La figura del tutor deve da un lato collaborare con il docente del corso e dall’altro monitorare il percorso personale di ogni corsista. Il tutor deve instaurare un rapporto collaborativo e in accordo con il docente in modo da rendere più chiaro possibile il percorso, deve accordarsi con lui sulle modalità di svolgimento delle attività, deve informarlo delle problematiche dei corsisti in modo che ognuno abbia la possibilità di portare a termine con successo il percorso. Dall’altra parte il tutor è il punto di riferimento per i corsisti, rappresenta la figura centrale in un corso di FaD, “sono i tutor che fanno la qualità dell’e-learning creando la ‘vicinanza psicologica’, l’interattività in presenza e a distanza che permette di far percepire l’apprendimento come un’esperienza fondamentalmente sociale” (2). Devono saper gestire il corso, controllare che ogni corsista abbia preso parte alle attività proposte, risolvere i problemi che possono crearsi, sia a livello organizzativo che tecnico,… “Ecco allora la necessità, da parte del tutor di rete che gestisce e organizza la comunicazione, di riuscire a monitorare ciò che accade, indagando sia gli aspetti più propriamente quantitativi che quelli più specificatamente qualitativi, al fine di orientare il gruppo verso una identità che permetta di favorire la piena collaborazione e cooperazione. Se per i primi sarà indispensabile conoscere la frequenza con cui gli appartenenti alla comunità si scambiano i messaggi, il numero dei messaggi per ciascun thread di discussione, lo scarto tra chi interviene di più e chi rimane ai margini, per gli aspetti qualitativi sarà fondamentale verificare la coerenza dei contenuti con il compito assegnato, distinguendo gli aspetti teorici, quelli tecnici, le richieste di aiuto e collaborazione, la capacità di innescare reazioni e discussioni” (3).

Infine, dopo la parte pratica si è ritornati alla “teoria”, sempre in riferimento al ciclo teoria-pratica-teoria. L’esperienza di per sé non è sufficiente ma subentra il paradigma del professionista riflessivo che deve rendere conto di come ha agito e rielaborare la propria azione. Attraverso il processo riflessivo si prende le distanze dalla propria esperienza per estrarre un modello; si riflette per comprendere come si è operato, quali strategie sono state utilizzate, quali problematiche si sono incontrate. Nel percorso di formazione la fase finale sta prevedendo la riflessione su quanto è stato fatto durante la simulazione: si analizzano gli errori commessi come tutor o docenti, le problematiche incontrate, cosa migliorare,… E nel ruolo di studenti abbiamo osservato da vicino come opera un tutor, abbiamo avuto la possibilità di discutere insieme ai colleghi su cosa magari non ci è piaciuto di un determinato comportamento e, implicitamente, abbiamo riflettuto su cosa sarebbe meglio fare o non fare nel ruolo di e-tutor.

L’e-tutor risulta una figura poliedrica, con una grande competenza progettuale, tecnica, strategica, fenomenologia, comunicativo-relazionale…. Poi a seconda delle esigenze ci sono diverse tipologie di tutor:  il “tutor/istruttore ‘fa lezione’ a distanza sfruttando l’infrastruttura della rete come mezzo di erogazione e distribuzione di contenuti” (4); l’“e-teacher: corrisponde al tutor disciplinare, persona esperta sui contenuti che si fa carico del training del soggetto che apprende”; oppure l’e-moderator: è il tutor di sistema, responsabile delle dinamiche internazionali, della facilitazione, del monitoraggio delle attività in funzione della valutazione” (5).

Credo che ogni situazione richieda un ruolo differente al tutor, è importante però che sappia svolgere il ruolo giusto al momento adatto: a volte deve essere moderatore, altre maggiormente istruttore, a seconda di come richieda il contesto. Il professionista, quindi, possiede e si costruisce dei repertori d’azione e deve essere in grado di recuperarli e costruire altre combinazioni pertinenti a seconda di ciò che richiede il contesto.

(1) Altet M. (2003), La ricerca sulle pratiche d’insegnamento in Francia, Editrice La scuola, Brescia.

(2) Cfr. A. Calvani, Intervista a cura di S. Panzavolta (Indire) al Convegno E-learning, apprendimento, società della conoscenza, Firenze, 5 settembre 2003:  http://www.indire.it/content/index.php?action=read&id=242.

(3) Calvani A. e Rotta M. (1999), Comunicazione e apprendimento in Internet, Erickson, Trento.

(4) Cfr. M. Rotta, Il tutor on line: tipologie, “Form@re – Newsletter per la formazione in rete”, n. 8, Febbraio 2002: in http://formare.erickson.it/archivio/febbraio/tipologie.html.

(5) Livia Petti, E-tutor: una figura strategica per l’e-learning; in: http://www.liviapetti.net/LiviaPetti_IIpaper.pdf.

aprile 22, 2012 Posted by | tutor online | , , , , , , | 2 commenti

CLIL: la nuova frontiera


Nel sito del Programma LLP Comenius sono disponibili tutti i materiali della conferenza “La metodologia CLIL all’interno della Progettazione Europea” che si è svolta il 12 dicembre 2011 a Roma.

Il CLIL (Content and Language Integrated Learning o “Apprendimento Integrato di Lingua e Contenuto”) dal prossimo anno entrerà di fatto nelle scuole italiane: la conferenza ha affrontato proprio questo argomento, rilevando come, nonostante questa metodologia sarà completamente nuova in alcune scuole, in quelle dove sono già avvenute delle esperienze si è creato il terreno per avviare l’insegnamento integrato di lingua e contenuti.

aprile 22, 2012 Posted by | convegni | , , , , | Lascia un commento

“E-tutor si diventa”


Il futuro dell’e-learning ricomincia dall’e-tutor e dalla consapevolezza che occorre investire nella formazione continua delle sue competenze e nel consolidamento del suo ruolo professionale, nell’educazione orientata alla qualità.

Come orientare e finalizzare le politiche di formazione degli e-tutor?

Prendendo spunto da un articolo di Mario Rotta Il percorso formativo di un e-tutor,   comparso sul sito etutorcommunity.org, nel quale, in pochi mesi, si è costituita una comunità professionale di e-tutor,si afferma che la figura del tutor viene  a definirsi con più forza nel momento in cui si comincia a caratterizzare la formazione in rete definita di terza generazione o mediata dalle tecnologie, nella quale l’enfasi è posta sulla presenza sociale che le nuove tecnologie consentono e che recupera dimensioni fondamentali della tradizionale educazione degli adulti basata sul dialogo e sul contatto faccia a faccia.

La maggior parte del processo formativo, pertanto, avviene in rete “ attraverso l’interazione dei partecipanti, in una vera e propria comunità di apprendimento che favorisce sia il superamento dell’isolamento del singolo sia la valorizzazione dei suoi rapporti con il gruppo.”

 Nell’articolo Mario Rotta sostiene che anche se l’e-tutor è ormai una figura professionale con sua precisa connotazione, i suoi compiti e le sue funzioni, nel futuro,  tenderanno a modificarsi nella scuola, nella formazione dei docenti, nell’università, nella pubblica amministrazione, in azienda, nelle piccole e medie imprese o in ambito editoriale.

Nell’articolo si afferma che a diventare e-tutor si impara, oltre che attraverso percorsi formali, anche attraverso esperienze autonome di apprendimento informale e soprattutto maturando esperienza sul campo.

aprile 22, 2012 Posted by | articoli | , | Lascia un commento

“Campus virtuale” per la formazione dei dipendenti.


“MarchE-campus” è il nome del progetto pensato nell’ambito della formazione programmata per il personale regionale con l’obiettivo di creare un “Campus” virtuale per la formazione, aperto ai dipendenti e di facile accesso. Un luogo d’incontro tra professionalità in continua crescita.

 IL PERCORSO FORMATIVO

Sara’ articolato in corsi e-learning e blended learning, da aprile 2012 a luglio 2013, con l’utilizzo di strumenti di apprendimento collaborativo per innalzare la qualita’ e l’efficacia dell’apprendimento e attivita’ di comunicazione in rete per permettere lo scambio di esperienze all’interno della community di discenti. Un modello formativo che pone l’e-learner al centro del processo di apprendimento in quanto adotta metodi, strumenti e infrastrutture progettati sulle modalita’ di apprendimento delle persone. I partecipanti saranno accompagnati da uno staff di tutor tecnici e di animazione che contribuiranno ad agevolare l’accesso ai corsi on-line e a rendere piu’ agevole l’utilizzo di strumenti web 2.0 resi disponibili. Saranno coinvolti 1.045 dipendenti per un totale di 7.375 ore di formazione

 Con MarchE-campus la formazione a distanza diviene una modalità estremamente flessibile e vantaggiosa, in quanto consente all’Amministrazione di sciogliere l’attività formativa dai vincoli spazio-temporali, di soddisfare le esigenze logistiche del personale in servizio nelle strutture decentrate e le esigenze di economicità di attività formative destinate a target elevati di dipendenti, di permettere il riuso, grazie al rispetto di standard nella realizzazione dei contenuti e dei materiali didattici, in periodi differenti e tra Amministrazioni diverse, di sviluppare contemporaneamente, nel personale in formazione, competenze tecniche e trasversali e di capitalizzare a livello organizzativo i saperi e le competenze individuali attraverso la creazione di comunità di pratica

 

LE TEMATICHE

I  corsi si articolano su quattro  aree tematiche: la normativa in materia di Privacy; salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (formazione di base dei lavoratori); salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (formazione dei dirigenti e preposti); diritto amministrativo.

La Scuola regionale di formazione della pubblica amministrazione ha affidato la gestione del progetto al RTI EOS-Talento vincitore di una gara ad evidenza pubblica, che si occuperà di tutti gli aspetti gestionali ed organizzativi.

riferimenti su:

regioni.it

 

aprile 22, 2012 Posted by | Uncategorized | 2 commenti

“Psicologia dell’apprendimento multimediale”


Penso che un valido supporto didattico per il tutor on line possa essere rappresentato dal testo: Psicologia dell’apprendimento multimediale” di N. Mammarella, C. Cornoldi, F. Pazzaglia, Il Mulino. Il testo, infatti, ci permette di comprendere:

  • l’apprendimento multimediale,
  • perché parliamo di apprendimento attivo,
  • il ruolo della metacognizione,
  • le teorie che sono alla base di questi studi.

Dopo aver letto questo libro ed essersi soffermati sulle teorie della doppia codifica di Paivio, della rappresentazione multimediale di Schnotz, del carico cognitivo di Chandler e Sweller è più facile comprendere il pensiero di Mayer. Si riesce, in questo modo, a rispondere  alle esigenze dell’utente che va posto sempre al centro del proprio apprendimento.

aprile 22, 2012 Posted by | apprendimento, libri | | Lascia un commento