Tutor Online: formazione, ricerca e condivisione

Essere un buono studente on line…


Se è vero che l’affermazione dell’e-learning ha modificato radicalmente il ruolo del docente, la modalità di presentazione e fruizione dei contenuti didattici, determinando e accrescendo l’importanza della figura del tutor, alla fine del mio percorso di formazione (Tutor On line), sento di dovermi soffermare qualche istante sui significativi mutamenti del ruolo e delle funzioni dello studente, mutamenti che ho vissuto in prima persona, essendo il mio primo corso di formazione fruito interamente on line.

Intanto, la formazione on line richiede al corsista competenze aggiuntive e motivazioni particolari generalmente non richieste dalla formazione tradizionale; questo può talvolta rendere complesso l’approccio all’apprendimento. Tra le principali criticità che possono essere individuate, riporto quelle che ritengo più rilevanti e in parte vissute durante il percorso:

– difficoltà di conciliare i tempi necessari allo studio con gli impegni lavorativi e personali della vita quotidiana;

– problemi di interrelazione, derivanti dal fatto che un corso erogato interamente on line, priva completamente i corsisti del contatto diretto ed empatico con docenti e colleghi di corso;

– problemi connessi al mancato possesso di attrezzature informatiche adeguate o alla poca padronanza delle tecnologie informatiche e dei diversi strumenti di comunicazione in rete;

– problemi legati ad una progettazione inadeguata del corso o ad un inadeguato supporto fornito ai corsisti (non è stato il caso del corso che sto concludendo, nel quale mi sono sentita sempre guidata e sostenuta!).

Penso dunque che, prima di affrontare un percorso di formazione on line, ogni studente debba essere in grado di valutare serenamente e consapevolmente la propria propensione verso questa specifica modalità formativa, per non incorrere in frustrazioni, insoddisfazioni o, ancor peggio, nell’abbandono del percorso (il cosiddetto e-dropout). A tale scopo ritengo importantissimo che le istituzioni che erogano corsi in rete (alcune lo fanno già), prevedano anche dei test di autovalutazione, per permettere ai futuri corsisti di valutare, in pochi minuti, le proprie potenzialità e attitudini.

Un buono studente on line deve innanzitutto avere ben chiari i suoi obiettivi di apprendimento e un’adeguata forza di volontà per perseguirli; deve possedere una forte motivazione e un approccio positivo, attivo e propositivo nei confronti del corso e delle sue metodologie; deve avere una certa propensione a condividere con gli altri corsisti quanto conosciuto già o imparato strada facendo e deve essere capace di instaurare un rapporto di fiducia con docente e tutor, ai quali deve poter e saper rivolgersi in caso di difficoltà. In definitiva, uno studente che decide di intraprendere un corso in rete deve essere consapevole che si tratta di un’esperienza molto impegnativa e coinvolgente nella quale, aumentando l’entusiasmo con cui la si affronta, aumentano sicuramente i benefici che si possono ottenere.

Noemi Nespoli

maggio 3, 2012 - Posted by | apprendimento, riflessioni | , , , , , ,

2 commenti »

  1. Ho trovato davvero significativo questo articolo perché sottolinea un aspetto che generalmente viene sottovalutato, dato per scontato o addirittura non preso in considerazione. Quando si pensa alla formazione e quindi ad un percorso di studi ci si focalizza su ciò che deve fare il docente o, nel caso specifico della FAD il tutor, ma mai su ciò che deve fare il discente… E’ come se il discente non dovesse far nulla se non frequentare le lezioni; eppure si sta scartando l’immagine passiva dell’allievo, privilegiando l’idea di quest’ultimo come fautore della propria formazione, della costruzione del proprio apprendimento… Alla luce di questa nuova figura di studente, che è corretta, allora è necessario esplicitare anche i requisiti a lui richiesti, così come le sue responsabilità e i suoi doveri cui è chiamato per la buona riuscita del percorso formativo.

    Commento di francescatarulli | maggio 5, 2012 | Rispondi

  2. è giusto quello che scrivi però non sono convinta sui test di autovalutazione, in questo caso io lo estenderei a tutti i corsi di laurea specie quelli professionalizzanti (per es. area sanitaria), poi è fisiologico (ma sarebbe meglio che non lo fosse!) l’abbandono di studenti o passaggi da un corso all’altro (lavoro in università), non pensi?
    E’ vero che per affrontare un corso come quello che abbiamo frequentato è preferibile una certa familiarità con forum, e comunicazione online, io non credo che avrei compreso tutte le problematiche delle attività del tutor e dello studente se non facendolo. Un paio di anni fà ho abbandonato questo corso per alcune delle ragioni che hai scritto, le difficoltà ci sono state lo stesso soltanto che ho fatto delle scelte e mi sono data delle regole di studente!

    Commento di tomas60 | maggio 5, 2012 | Rispondi


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