Tutor Online: formazione, ricerca e condivisione

Gli effetti della CMC sugli individui


Frequentando il corso “tutor on line” ho avuto la possibilità di leggere, ricercare e scambiare molti materiali interessanti sulla comunicazione on line. Ho potuto sperimentare in prima persona i diversi strumenti che la rete offre e rendermi conto delle mie difficoltà a rapportarmi con persone sconosciute e lontane da me nel tempo e nello spazio.

Grazie a tutti gli articoli, alle informazioni recepite e all’esperienza diretta ho trovato molto significativo l’aspetto psicologico della comunicazione mediata dal computer.

Quali effetti hanno le nuove modalità comunicative sull’individuo? Quali comportamenti si adottano? Essi rispecchiano la realtà o una figura che ci si costruisce per la rete?

Queste domande mi hanno dato la possibilità di riflettere e di approfondire l’argomento.

Durante la mia ricerca ho trovato un interessante articolo della dottoressa Daniela Rigli, tratto dal sito http://www.psicologiaebenessere.it/la-comunicazione-mediata-dal-computer-cmc/, nel quale, attraverso il confronto fra la comunicazione mediata dal computer e la comunicazione “faccia a faccia”, si delineano i diversi comportamenti degli individui.

Dall’analisi dell’articolo è possibile affermare che sostanzialmente due sono gli approcci che solitamente le persone adottano negli ambienti di comunicazione online:

  1. I soggetti si disinibiscono, diventando più aperti e più liberi di esprimersi, poiché, in un certo senso, si isolano e non devono affrontare il contatto diretto con l’altro.
  2. le persone diventano più impulsive e irresponsabili; la mancanza di un contesto reale e l’idea di parlare con qualcuno “lontano e sconosciuto” provoca nell’individuo l’abbandono delle regole e la convinzione di poter dire tutto senza badare alla forma, al tono e quindi alla netiquette.

Ho scoperto, con molta sorpresa, di far parte del primo approccio (dico con sorpresa perché di solito preferisco il contatto fisico a qualsiasi altra forma di comunicazione); man mano che l’ambiente diventava più familiare e le persone più “conosciute” mi sono aperta e sono riuscita a dire il mio pensiero, anche se questo poteva essere in disaccordo con quello degli altri.

Non nego, però, che la tentazione e la voglia di incontrare “realmente” i miei compagni e di poterli guardare negli occhi siano forti, spero, infatti, di vederli finalmente tutti il giorno dell’esame finale.

In questa esperienza ho avuto modo di scoprire il piacere della comunicazione mediata dal computer e con essa l’insieme di emozioni, pensieri e legami che si intrecciano e che ci danno la possibilità di crescere e di migliorare.

Per concludere riporto un passo dell’articolo della dott.ssa Rigli che, come psicologa, ci dà un importante suggerimento:

… invito l’uomo moderno a non soppiantare i vecchi metodi di comunicazione con quelli moderni ma ad integrarli con la consapevolezza degli effetti positivi e negativi in modo da migliorare la qualità di vita e aumentare il benessere delle persone.

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maggio 3, 2012 - Posted by | riflessioni, tutor online | ,

2 commenti »

  1. come te è stato un piacere comunicare con il gruppo, è vero la chat è stata molte volte risolutiva e si è dimostrata un ottimo modo per trasmettere i nostri pensieri direttamente all’interlocutore e così spezzare le lunghe catene di post dall’esito certo di avere un cervello “in fumo”! Penso che come tutti i mezzi di comunicazione debbano essere usati con buon senso e consapevolezza da entrambi le parti. Utilizzare le regole di netiquette, mantenere un minimo di forma nella comunicazione scritta ci evitano spesso incomprensioni e comunicazioni distorte. Sono d’accordo con la dott.ssa Rigli, io provo la differenza tra una cartolina e una email dei miei nipoti o fratelli spedita dalle vacanze, loro rappresentano la famiglia e integrare “i vecchi metodi” spesso fà avvicinare e rendere più partecipi della felicità dell’altro .

    Commento di tomas60 | maggio 3, 2012 | Rispondi

  2. Interessante la citazione della Dott.ssa Rigli, la condivido!!! Anche per la comunicazione, come per gli altri aspetti della vita; non si può eliminare del tutto il vecchio per il nuovo, né si può restare morbosamente legati al vecchio scartando a priori il nuovo; si dovrebbe integrare con intelligenza i due metodi a seconda delle situazioni, sfruttando i punti di forza di ciascuno.

    Commento di francescatarulli | maggio 5, 2012 | Rispondi


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