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Importanza delle interfacce


Le interfacce ad esempio sono state caratterizzate per molto tempo da una modalità di tipo puramente testuale, da linguaggi con sintassi rigide, da elementi di natura tecnica spesso ostici per molti utenti. Gradatamente si è passati alle più moderne interfacce basate su finestre, menù a tendina ed icone evocative ed oggi esse si possono finalmente definire multimediali: l’utente non deve più conoscere linguaggi di comando troppo elaborati e le funzionalità di una applicazione diventano facilmente accessibili anche a chi non ha competenze tecniche. Ciò sta portando le interazioni con il computer ad essere sempre più naturali ed amichevoli. Di conseguenza anche il ruolo delle interfacce nelle applicazioni didattiche si è modificato. Inizialmente si riteneva che l’interfaccia fosse slegata dai contenuti, doveva solo evitare la formazione di barriere psicologiche e costituire un utile fattore di motivazione. Oggi la funzione che viene attribuita all’interfaccia è sicuramente più attiva: essa deve partecipare al processo di apprendimento suggerendo, ad esempio, la struttura del sapere in campi ancora sconosciuti per l’allievo, o facilitando la risoluzione di problemi, o ancora, usando il movimento e l’animazione per rappresentare cambiamenti di stato. L’interfaccia in un ambiente didattico interattivo non può quindi più essere indipendente dai contenuti, ma ne deve ricalcare la struttura e i processi diventando così elemento centrale della progettazione didattica.

febbraio 15, 2010 Posted by | riflessioni, strategie didattiche, strumenti didattici, tutorial, Uncategorized | , , , , , , | Lascia un commento

Valutare il software didattico


Il problema della valutazione del software utilizzato in ambito didattico è legato alla mancanza di parametri per poterne stimare la qualità. Uno stesso software infatti può essere ottimo per una certa situazione didattica, ma pessimo per un’altra. La soluzione migliore è quella di analizzare all’interno dei prodotti software tre elementi:

l’interfaccia, ossia come il prodotto si presenta e come il programma gestisce il dialogo utente-computer;

i contenuti, e quindi cosa il prodotto insegna, che argomenti tratta e a quali obiettivi risponde;

il metodo didattico e cioè come il software insegna.
Relativamente all’interfaccia infatti è importante che il carattere grafico utilizzato sia facilmente leggibile al fine di favorire la comprensione e non generare affaticamento. Va ricordato inoltre che le caratteristiche del software sono legate alla possibilità di vedere immagini e sentire suoni e quindi occorre valutare la proporzione della loro presenza rispetto alla quantità totale dei contenuti. La configurazione delle icone e dei bottoni deve essere comprensibile, e quindi va stabilito se l’impiego del software necessita o meno di un supporto esterno. E’ importante infine tener presente che una buona struttura del prodotto favorisce l’autosufficienza dell’utente.
Rispetto ai contenuti, occorre valutare la loro correttezza scientifica, il valore culturale e la corrispondenza dei materiali presentati dal software rispetto a quanto si ritiene assodato all’interno della disciplina. Le informazioni, i concetti, le prospettive comunicate devono risultare aggiornate e, naturalmente, i contenuti devono essere sempre alla portata degli studenti a cui sono rivolti.
Per quanto riguarda infine la metodologia didattica, va sempre tenuto presente che l’uso del software deve consentire esperienze che non potrebbero essere acquisite in altro modo e garantire una facilità di accesso ai contenuti sconosciuta agli altri strumenti disponibili nella scuola. Esso inoltre necessita di un tempo compatibile con la programmazione didattica e risulta vantaggioso se produce “risparmi” sul piano dei tempi e dei carichi di lavoro.

sintesi tratta da:
http://www.itd.cnr.it/tdmagazine/PDF16/SOFTDID.pdf

Questi elementi di valutazione possono essere applicati a tutte le Risorse tecnologiche per l’apprendimento:
•    software didattico in senso stretto;

•    strumenti software con funzionalità generali (per es., ambienti di scrittura, e-mail,
ambienti autore ecc..);

•    risorse in senso stretto, cioè archivi di documenti, immagini, suoni, video che
possono però essere impiegati a fini didattici;

•    ambienti tecnologici per l’apprendimento, come sistema di rete, portali, piattaforma e-learning, LAN.

febbraio 15, 2010 Posted by | articoli, riflessioni, strategie didattiche, strumenti didattici | , , , | Lascia un commento