Tutor Online: formazione, ricerca e condivisione

Il futuro è nella crossmedialità?


Il percorso formativo svolto nel  Corso Tutor on line dell’Università di Macerata, seppure breve ma intensivo, mi ha orientato a condividere le mille risorse del web con più consapevolezza e meno pregiudizi, diffidenza  e timori. Le attività di collaborazione e di ricerca hanno stimolato a leggere e aggiornarmi sulle nuove modalità di comunicazione online. Diverse risorse sono state utilizzate e tante altre sono da sperimentare, ed il futuro  è proprio nella sperimentazione di metodologie, tecniche digitali, media sempre più avanzati  in ogni settore della società (nell’area della formazione, marketing, editoria ecc..) al fine di rendere fruibili su più piattaforme lo stesso prodotto.

L’articolo “Prove tecniche di crossmedialità” (Vittorio Canavese, 2012) spiega come ha condotto una sperimentazione per “dimostrare la possibilità di sviluppare rapidamente risorse formative in rete facendo ricorso a tecnologie facilmente accessibili e di costo contenuto” . Il laboratorio creato da un gruppo di formatori è stato intitolato “ Prove tecniche di crossmedialità”, hannoa utilizzato software per le mappe mentali come Xmind, particolarmente flessibile e in grado di essere esportato in vari formati come flash,  MindMeister che offre funzionalità direttamente in rete , l’uso di You Tube per l’accesso ai video.

In breve mi sono chiesta cos’è la Crossmedialità ?  Secondo Alberto Bianchet – Crossmedia manager “ è un modo di coordinare strumenti, strategie e metodi di comunicazione al fine di progettare e produrre contenuti e messaggi da subito adatti a diversi e distinti mezzi e supporti di comunicazione (non necessariamente digitali)“.

La crossmedialità è la caratteristica di un prodotto di veicolare i propri contenuti tramite diversi media, da quelli tradizionali (teatro, cinema, televisione) a quelli di ultima generazione ( tv interattiva, siti internet, social network) utilizzando quindi device diversi. “(Isabel de Maurissens e Silvia Panzarotta, 2011 “Crossmedialità e apprendimento”)

A conclusione,  il significato di crossmedialità esposto in formato video dal titolo  Cos’è la crossmedialità ? di Edoardo Fleischner, docente di Nuovi media e comunicazione alla Statale di Milano, spiega come la crossmedialità consente con più formati di età diverse, tecnologie, prodotti /servizi di collegarsi tra loro e interscambiarsi come la Televisione, Internet e Twitter.

Sitografia:

http://www.aifonline.it/archivioLearningNews/articoli/2012_n03_07_Multilabpsecondaparte.pdf

http://crossmediale.blogspot.it/search/label/cross%20media

http://www.treccani.it/webtv/videos/Int_Edoardo_Fleischner_crossmedialita.html

http://www.screenweavermedia.com.au/crossmedia.html (Crossmedia Digital Marketing “The age of endless possibilities”)

Immagine tratta da: http://www.indire.it/content/index.php?action=read&id=1700 )

aprile 16, 2012 Posted by | presentazione | , , , | Lascia un commento

Primi passi verso il Portfolio


Nel corso Tutor online ci è stato consigliato di iniziare a costruire una cartella nominandola “Portfolio”.  Ho messo così le mie attività, lavori, proiezioni e riflessioni proposte durante tutto il corso. Alla fine del percorso anche se in forma non completa, grezza,  ho realizzato un portfolio.

La realizzazione di tutti i prodotti realizzati, le riflessioni, momenti di condivisione con gli altri studenti  con i forum, wiki, la progettazione e la sperimentazione di un corso sono confluiti nel Portfolio che in sintesi si può definire:

1. uno strumento per misurare e automisurare la crescita personale e per incoraggiare la riflessione;

2. la raccolta delle più importanti esperienze concretizzate nel corso del proprio lavoro e studio;

3. la raccolta delle considerazioni più rilevanti, su queste esperienze, prodotte autonomamente con il contributo delle persone che ci hanno aiutato a portarle a termine (per esempio i gruppi di studio, il tutor ).

Il portfolio può essere presentato sotto forma di  dossier o pubblicato in un sito in internet. Nel web si trovano template, modelli predisposti da scaricare gratuitamente o a pagamento, oppure per chi usa Joomla o Worpress sono disponibili delle estensioni per portfolio da aggiungere al CMS. Ecco alcuni link utili:

DigiFolio component  per Joomla: http://extensions.joomla.org/extensions/directory-a-documentation/portfolio

Pixelmine Plugin per WordPress: http://www.alchimiegrafiche.com/allestire-vetrine-online-su-wordpress-con-pixelmine-plugin/

Immagine tratta da: http://ospitiweb.indire.it/adi/Eportfolio/ep1_200_eportfolio.htm.

aprile 14, 2012 Posted by | presentazione, strategie didattiche | | 1 commento

L’evoluzione della comunicazione online: dal web 1.0 al web 2.0


Da un punto di vista strettamente tecnologico il Web 2.0 è del tutto equivalente al Web 1.0 , ma si discosta dai classici siti web statici, dall’e-mail, dall’uso dei motori di ricerca, dalla navigazione lineare con un world wide web più dinamico e interattivo.

Il Web 2.0  ( il termine è stato coniato durante una sessione di brainstorming di un gruppo[1] mentre rifletteva sulla progressiva importanza del Web nella vita quotidiana e sul pullulare di nuovi servizi di nuova qualità), è  usato per indicare un generico stato di evoluzione di Internet e in particolare del World Wide Web, è una nuova visione di Internet che ha cominciato ad influenzare il modo di lavorare ed interagire col le informazioni in rete.  La  particolarità sta nell’approccio con il quale gli utenti si rivolgono al Web, che passa fondamentalmente dalla semplice consultazione alla possibilità di contribuire popolando e alimentando il Web con propri contenuti che diventano indipendenti da chi li produce o dal sito in cui vengono creati. L’informazione può essere suddivisa in unità che viaggiano liberamente da un sito all’altro. Gli utenti hanno la possibilità di prendere informazioni da diversi siti simultaneamente e di distribuirli sui propri siti per nuovi scopi.

Il Web 2.0 si va costruendo sempre più sull’approccio collaborativo e aperto tipico dei prodotti open-source che permette di condividere le informazioni e la conoscenza. Il Web 2.0 lascia ai dati una loro identità propria, che può essere cambiata, modificata o remixata da chiunque per uno scopo preciso. Fra le applicazioni del web 2.0 quelle più diffuse sono:

  • Blog ( vero e proprio luogo di incontro, discussione e condivisione di argomenti e contenuti, disponibili come testo, immagini, audio e video);
  • Wiki[2] ( La logica che muove e sviluppa i wiki è la partecipazione degli utenti a un obiettivo comune, come la creazione di un glossario o di un argomento specifico. In questo caso chiunque può aggiungere o modificare il contenuto (testo, immagini e video) presenti in un wiki. E’ messo in risalto l’elemento umano quale partecipazione libera per la costruzione di un bene culturale comune usufruibile da tutti gratuitamente ( es. l’enciclopedia mondiale online “Wikipedia” );
  • Social network (le reti sociali) ovvero i raggruppamenti di persone con passioni e interessi comuni, intenzionate a condividere pensieri e conoscenze ed organizzate tecnologicamente in tal senso, (es. MySpace, Youtube e Flickr che si occupano di raccogliere le personalità dei partecipanti, i loro video e le loro foto);
  • Podcasting e videocast sono l’evoluzione audio e video del blog. Una via di mezzo tra un diario ed una radio che offre potenzialità limitate solo dalla propria creatività in termini di efficacia nella comunicazione.

La grande innovazione di fondo del Web 2.0 è quindi l’aver reso il contenuto fruibile in tutte le sue applicazioni multimediali, come prodotto dell’interazione tra persone attraverso software ad hoc e basato su un approccio innovativo alla proprietà intellettuale.


[1] Articolo “What is Web 2.0”: http://oreillynet.com/pub/a/oreilly/tim/news/2005/09/30/what-is-web-20.html

[2] Wiki è un termine hawaiano che letteralmente significa “molto veloce”.Il wiki è tra gli “emerging tool” legati al web 2.o, è uno strumento previsto come modulo, eventualmente aggiuntivo in alcune piattaforme open source. Molte comunità di lavoro e di formazione utilizzano al loro interno o accanto una piattaforma e-learning, altri sistemi per la comunicazione e la condivisione di risorse, quali Skype, podcast, you tube, google docs & spreadsheets, cmap, ecc…La principale caratteristica dei Wiki è quella di poter creare pagine web senza specifiche conoscenze tecniche, in maniera collaborativa. Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_principale)  è una particolare e molto conosciuta forma di Wiki, strutturata come un’enciclopedia ipertestuale, che è diventata uno dei principali strumenti di creazione e “condivisione del sapere dal basso” (D.De Kerchove)

febbraio 19, 2010 Posted by | comunicazione | , , | 2 commenti