Tutor Online: formazione, ricerca e condivisione

Instructional design e game-based learning


formare1E’ appena uscito il n. 3 del 2014 della rivista Form@are, Open Journal per la formazione in Rete. Oggetto del numero è la progettazione didattica in relazione al gioco e al suo potenziale per l’apprendimento. Leggiamo dall’Editoriale:

Il rapporto tra i videogiochi e i processi di insegnamento e apprendimento continua a destare attenzione. Solo limitandosi alle riviste pubblicate nel contesto italiano, sono da ricordare negli ultimi anni, in successione cronologica, i numeri monografici o con specifici dossier di Research on Education and media curato da Rivoltella (2010), di Bricks curato da Limone (2012), di Interaction Design and Architecture(s) Journal curato da Dimaraki, Castellano, Karpouzis e Khaled (2013), mentre nel contesto internazionale spicca il recente lavoro di Mayer (2014) orientato a “fare il punto” sull’efficacia didattica delle diverse tipologie di gioco in ottica evidence based. Pur nella diversità di approcci e di sottolineature, questi lavori evidenziano un livello crescente di attenzione sul tema. L’interesse per lo studio dei videogiochi, nelle differenti accezioni – psicopedagogiche media-educative, socioantropologiche, o semplicemente culturali – si dipana, da quasi mezzo secolo, senza mostrare cenni di flessione.

gennaio 3, 2015 Posted by | articoli | , , , | Lascia un commento

L’e-tutor in Italia: una rassegna della letteratura scientifica


L’articolo di Veronica Mattana è stato pubblicato nel primo numero del volume 14 (2014) della rivista Form@re, Open Journal per la formazione in rete. Il lavoro, che si concentra sulla figura del tutor online in Italia,  analizza i contributi apparsi su riviste specializzate o su atti di convegni nel campo dell’e-learning. Due sono gli obiettivi dello studio, così come evidenziati dall’autrice:

  • fornire un quadro sullo status della ricerca sull’e-tutor in Italia, sintetizzando le evidenze empiriche fin qui emerse, attraverso l’analisi di quei contributi scientifici che hanno adottato un disegno di ricerca sperimentale o quasi sperimentale, hanno riportato i risultati ottenuti con tecniche di analisi quantitative e/o qualitative;
  • mettere a disposizione dei professionisti del settore, in un’ottica di condivisione delle evidenze e di decisione comune, alcune idee o spunti di riflessione per la progettazione e realizzazione di futuri corsi di formazione online, al fine di poter
    individuare già nella fase di progettazione i ruoli, gli stili e le funzioni degli etutor più adatti agli obiettivi e alla tipologia di percorso che si intende sviluppare.

Link diretto all’articolohttp://www.fupress.net/index.php/formare/article/viewFile/14752/13797

Link del sito della rivistahttp://www.fupress.net/index.php/formare.

 

gennaio 1, 2015 Posted by | articoli | , | Lascia un commento

Form@re: Vol.14, N. 1


formare1Il primo numero del 2014 della rivista Form@re “Open Journal per la Formazione in Rete” è online ed è dedicato al seguente tema: Open content: OER, OEP. Quali scenari per l’educazione?

I diversi contributi affrontano il tema delle Open Educational Resources presentando riflessioni ed esperienze su MOOC, digital Badges e e-book.

Si indica il link del sito della rivista per visionare e scaricare gli articoli, ma anche per consultare le tematiche delle prossime call for papers: http://www.fupress.net/index.php/formare/index.

agosto 24, 2014 Posted by | articoli | , , , , | Lascia un commento

Formazione, lavoro, persona: la sfida dei media


Il numero di luglio 2013 della rivista “Formazione, lavoro, persona” (Scuola internazionale di dottorato in formazione della persona e mercato del lavoro, università degli studi di Bergamo) presenta una raccolta di saggi e recensioni sul tema: La sfida dell’educazione alla “cultura” dei media e delle nuove tecnologie“.

Il numero, accessibile online, presenta diversi contributi centrati sul ruolo dei nuovi media nella formazione e nella pratica didattica.

Download il numero della rivista.

agosto 18, 2014 Posted by | articoli | , , | Lascia un commento

E-tutor o e-Teacher? : Rivista Scuola IaD n. 5/2012


Nel numero 5 del 2012 del periodico semestrale della Scuola IaD, Modelli, Politiche R&T (Università degli Studi di Roma Tor Vergata) è appena uscito l’articolo “E-tutor o e-Teacher? La figura del tutor nella didattica a distanza ” di Chiara Coccia.

Il contributo traccia un quadro di riferimento rispetto alle competenze e alle certificazioni professionali focalizzandosi sull’insegnamento a distanza della lingua straniera. Viene citato il caso dei corsi della Open University (UKOU) e delle ricerche sviluppate nell’ambito di un progetto che ha visto la partecipazione della Open University (UK) e della Massey University (New Zealand) da cui emerge la tendenza a sovrapporre le due figure di teacher e tutor.

Chiara Coccia è assegnista di ricerca presso la Scuola IaD.

agosto 9, 2012 Posted by | articoli | , | Lascia un commento

“La valutazione nella formazione a distanza”


Credo che un aspetto da approfondire, perché complesso e pieno di variabili da considerare, sia quello della valutazione: se è uno dei compiti più critici per un formatore “in presenza”, lo sarà ancor di più per un tutor che agisce “a distanza”.

Ricercando in rete delle risorse su tale argomento, ne ho trovate alcune in pdf piuttosto interessanti di cui elenco titoli e link:

– “ La valutazione nella formazione a distanza: un barlume all’ orizzonte”

http://www.tdmagazine.itd.cnr.it/files/pdfarticles/PDF25/barlume.pdf

– “La valutazione nei processi di formazione a distanza”

http://www.unipegaso.it/materiali/PostLaurea/DeSimone/Perf20/Lezione_X.pdf

– “ Scenari e strumenti di valutazione nella formazione a distanza”

http://www.altrascuola.it/convegni/siel/didattica_e_valutazione.pdf

-“La valutazione del facilitatore nella formazione a distanza: un modello e i risultati di una sperimentazione”

http://www.elearninglab.eu/publications/ISDM_b.pdf

– “La valutazione nella formazione on line”

(file in formato word)

Consultando tali documenti ho avuto conferma di come l’e-tutor debba pensare, progettare e realizzare il momento della valutazione con la stessa attenzione con cui pensa, progetta e realizza gli altri momenti del corso.

La valutazione deve essere coerente col modello didattico su cui si costruisce tutto il corso e deve essere costante (vd. valutazione iniziale – in itinere – finale); la valutazione assume caratteristiche diverse in base:

–  alla finalità o funzione (vd. ad es. valutazione formativa);

– all’oggetto (vd. ad es. valutazione del processo d’apprendimento o dei prodotti);

– all’approccio (vd. valutazione quantitativa o qualitativa).

Ecco allora che è assolutamente necessario per il tutor stilare dei criteri valutativi ben precisi, da illustrare ai corsisti in modo che questi possano comportarsi di conseguenza, nonché predisporre degli strumenti di valutazione adeguati ad essi.

 

Mag 9, 2012 Posted by | articoli, corsi, modelli didattici, ricerca, strategie didattiche, strumenti didattici, tutor online | , , , , , | Lascia un commento

“Il tutor on line: percorsi di formazione e stili di azione”


Navigando nel web per reperire materiali aggiuntivi in merito ai diversi aspetti dell’articolata figura dell’e-tutor, ho notato un valido articolo. Oltre ad esplicitare le tre principali tipologie di e-tutor e a spiegare le problematiche connesse alla complessità del contesto della classe virtuale slegata da coordinate spazio-temporali e spesso eterogenea negli stili comunicativi, qui si danno indicazioni sui requisiti richiesti e indicazioni concrete  su percorsi di preparazione relativamente alla professione “e-tutor”.

L’articolo “Il tutor on line” è tratto da psico-pratika – Numero 5 – Anno 2003 ed è della Dott.ssa Anna Fata, psicologa, progettista FAD e redattrice on line.

Segnalo l’indirizzo per chi volesse leggere l’articolo e approfondire attraverso i link presenti.

http://www.humantrainer.com/articoli/fata_tutor_formazione_a_distanza.html

 

Mag 5, 2012 Posted by | apprendimento, articoli, comunità, corsi, modelli didattici, periodici, riviste, strategie didattiche, tutor online, Uncategorized | , , , , , | Lascia un commento

“E-tutor si diventa”


Il futuro dell’e-learning ricomincia dall’e-tutor e dalla consapevolezza che occorre investire nella formazione continua delle sue competenze e nel consolidamento del suo ruolo professionale, nell’educazione orientata alla qualità.

Come orientare e finalizzare le politiche di formazione degli e-tutor?

Prendendo spunto da un articolo di Mario Rotta Il percorso formativo di un e-tutor,   comparso sul sito etutorcommunity.org, nel quale, in pochi mesi, si è costituita una comunità professionale di e-tutor,si afferma che la figura del tutor viene  a definirsi con più forza nel momento in cui si comincia a caratterizzare la formazione in rete definita di terza generazione o mediata dalle tecnologie, nella quale l’enfasi è posta sulla presenza sociale che le nuove tecnologie consentono e che recupera dimensioni fondamentali della tradizionale educazione degli adulti basata sul dialogo e sul contatto faccia a faccia.

La maggior parte del processo formativo, pertanto, avviene in rete “ attraverso l’interazione dei partecipanti, in una vera e propria comunità di apprendimento che favorisce sia il superamento dell’isolamento del singolo sia la valorizzazione dei suoi rapporti con il gruppo.”

 Nell’articolo Mario Rotta sostiene che anche se l’e-tutor è ormai una figura professionale con sua precisa connotazione, i suoi compiti e le sue funzioni, nel futuro,  tenderanno a modificarsi nella scuola, nella formazione dei docenti, nell’università, nella pubblica amministrazione, in azienda, nelle piccole e medie imprese o in ambito editoriale.

Nell’articolo si afferma che a diventare e-tutor si impara, oltre che attraverso percorsi formali, anche attraverso esperienze autonome di apprendimento informale e soprattutto maturando esperienza sul campo.

aprile 22, 2012 Posted by | articoli | , | Lascia un commento

Il Corso Tutor Online dell’Università di Macerata come esempio di supporto effettivo allo sviluppo delle competenze nella formazione professionale.


In questo articolo vorrei aprire una riflessione sullo sviluppo delle competenze alla luce dell’esperienza come fruitrice del Corso di Perfezionamento “Tutor online” organizzato dall’Università di Macerata.

Dagli anni ’70 ad oggi il discorso sulle competenze si è fatto molto più complesso ed articolato: se  allora la competenza era collegata alla definizione di una performance corrispondente a delle altrettanto definite abilità, ed era considerata valutabile e quindi monitorabile con la pratica del testing, ora – anche se non si è ancora raggiunta una definizione univoca di tale concetto – i più sono concordi nel riconoscervi una natura complessa che conduce ad un’orchestrazione di schemi  e che deve tener conto di disposizioni interne, risorse esterne, momenti decisionali e scelte personali.

Rey[1] evidenzia la strettissima connessione fra la competenza e la riflessione: l’unica

possibilità di trasferimento o di trasversalità […] attiene al fatto che il soggetto prenda coscienza delle sue pratiche e delle similitudini tra le situazioni.

L’intenzionalità del soggetto che si trova impegnato in situazioni complesse in cui deve prendere decisioni, è secondo Rey, l’unico aspetto effettivamente trasversale che può essere preso in considerazione nell’ottica sia formativa che valutativa.

Perrenoud[2], con la metafora dell’incontro, sostiene che la competenza si manifesta nella relazione complessa di due sistemi, quello del soggetto e quello del contesto. L’autore introduce il concetto di mobilitazione come insieme di operazioni mentali complesse che si differenziano dall’applicazione e che hanno un effetto trasformativo sulle conoscenze. Queste ultime infatti devono essere di volta in volta adattate, differenziate, generalizzate, coordinate ed orchestrate.

Emergono dunque degli aspetti fondamentali della competenza: la complessità, l’esprimersi all’interno dell’evento e la riflessione come suo presupposto e come suo rilancio.

Come utente posso affermare che il percorso di apprendimento a cui ho partecipato ha coerentemente puntato allo sviluppo di tutti questi aspetti dedicando spazi alla riflessione, alla consapevolezza, alla partecipazione ed al confronto attraverso attività collaborative, coinvolgendo gli studenti nella loro totalità di persone, portatrici di soggettualità definite e multiformi fin dalle prime fasi di “Accoglienza” .

La proposta formativa dunque non solo è andata al di là di quelle iniziative sviluppate secondo una modalità prescrittiva che non favorisce l’atteggiamento di ricerca e di problematizzazione, rivolte esclusivamente all’efficacia dei risultati, ma ha anche pensato e puntato alla costruzione effettiva delle competenze e alla relativa riflessione, abbracciandone la complessità che ho appena accennato. Non ha pertanto demandato totalmente lo sviluppo della competenza dei corsisti all’opportunità di una futura – più o meno probabile – esperienza nel ruolo di tutor ed ha cercato invece di fornire a tutti i partecipanti quei presupposti per l’inizio immediato della strutturazione della professionalità che ha dichiarato voler formare.

Durante il cammino infatti i fruitori sono stati supportati nella costruzione un modus operandi utile per divenire figure competenti: attraverso l’esperienza diretta predisposta a fianco di ottimi strumenti di riflessione sulla stessa, alcuni dei quali – come questo Blog – rimarranno a disposizione anche al termine del corso, coerentemente con l’idea di formazione permanente connessa con quella di professionalità nell’età della conoscenza.

Secondo Wiggins[3] la modellizzazione, alla base dello sviluppo della competenza, può esser sviluppata attraverso dei compiti che egli definisce “autentici”, e trovo che la simulazione in primo luogo, la costruzione di un corso in seconda istanza,  ma anche la scelta delle produzioni di artefatti concettuali attraverso le wiki rispondano efficacemente a questa proposta dimostrando di possedere le caratteristiche dei compiti autentici, che infatti – secondo l’autore – devono essere rilevanti nel mondo reale, devono racchiudere problemi poco strutturati, devono essere complessi e prolungarsi nel tempo, devono attivare processi di selezione ed organizzazione, ed essere difficilmente portati avanti da un solo studente, devono poter far riflettere sull’efficacia dei percorsi scelti e  coinvolgere conoscenze pluridisciplinari nella produzione di artefatti cognitivi o materiali che dimostrino anche la coerenza fra gi obiettivi finali e le risposte finali.

Ciò che mi ha colpito di più, che ho trovato innovativo rispetto a molte altre offerte formative, è stato il tentativo di puntare sull’esperienza reale delle situazioni di tutoring attraverso la simulazione del tutoraggio che è stata presente durante la maggior parte dello svolgimento del corso e che ha coinvolto  a rotazione tutti i corsisti.

La scelta della simulazione è inoltre stata assolutamente coerente rispetto alla consapevolezza che la dimensione della competenza è proprio l’evento, unica realtà spazio-temporale dove le competenze prendono forma quasi tangibile, pur nella loro sfumata definizione. Infatti per alcune dimensioni professionali, come quella del tutor, le competenze assumono una natura strettamente contestuale, tanto che per Rey ha senso parlare di competenze esclusivamente in situazione.

Se la conseguenza problematica della natura contestuale della competenza è che nelle pratiche riflessive si crei un’ineliminabile frattura fra l’esperienza, dove risiede la competenza, e la narrazione (si crea infatti un ambiente di parole che vogliono raccontare e spiegare un ambiente di cose e che rendono lineare[4] una realtà che invece è complessa), questa osservazione costituisce un altro elemento a supporto della bontà del corso di formazione proposto, sviluppato non solo sulla riflessione sulle esperienze personali, ma anche sulla condivisione di attività su cui fondare il confronto, che hanno riguardato l’utilizzo di vari tool per l’apprendimento e la costruzione di conoscenza – all’apice delle quali credo possa essere posta appunto la simulazione, attività ed insieme strategia didattica del percorso.

Secondo Damiano[5] nello sviluppo della competenza la consapevolezza dell’interpretazione ha un ruolo fondamentale dal momento che nel tradurre un evento, nel raccontarlo, avviene una selezione da parte del soggetto che racconta: l’affrontare questo ostacolo ed il divenire consapevoli di questo limite si è tradotto nella partecipazione ai forum, presenti per tutta la durata del percorso, che hanno sviluppato la riflessione ed il confronto di più prospettive sui materiali predisposti per l’approfondimento e sulle dinamiche di apprendimento in rete, sviluppate attraverso strumenti di costruzione collaborativa della conoscenza come le wiki, che sono state condivise e sperimentate insieme agli altri corsisti.

Pellerey[6] ricorda l’importanza della capacità del professionista di comunicare agli altri la propria competenza giustificando le proprie scelte alla luce di una coerenza interna e dei modelli di riferimento, permettendo ai chi voglia monitorarne le dinamiche di sviluppo, di sostenere un’indagine fondata sulla coerenza rispetto ai processi, i quali quindi dovrebbero essere necessariamente esplicitati: questa opzione è stata assolutamente colta dai progettisti del corso attraverso la predisposizione di attività e consegne pensate appunto per sviluppare la consapevolezza del futuro tutor rispetto alle sue azioni, rispetto alle sue posizioni e rispetto alle sue scelte.

Per comprendere meglio questo aspetto e collocarlo attraverso esempi pratici del contesto-corso è utile prendere a riferimento la proposta di Pellerey[7] : la raccolta di informazioni di diversa natura che possano indicare la presenza di una competenza. Queste sarebbero collezionate grazie ad un approccio che coinvolga tre prospettive: una di tipo intersoggettivo che si svolga attraverso l’osservazione sistematica; una di tipo soggettivo, che si svolga attraverso l’autovalutazione utilizzando strumenti come l’autobiografia e la narrazione; ed una di tipo oggettivo che si fondi invece sulla rilevazione, misurazione, analisi ed interpretazione di risultati.

Riportando queste considerazioni all’interno del corso predisposto, vedremo che nessun aspetto è trascurato: per la prima dimensione è possibile rifarsi, anche se in modo probabilmente meno strutturato rispetto a quello pensato dall’autore, a ciò che si è ricreato fin dai primi forum, e che ha rappresentato il momento più fecondo nel forum “Riflettere” in cui gli studenti quasi quotidianamente si sono confrontati sulle reciproche sperimentazioni dei corsi costruiti dagli altri, ed insieme si sono ritrovati a leggere e riflettere sulle considerazioni degli altri corsisti a proposito delle sperimentazioni dei corsi che essi stessi avevano costruito.

Se poi è nella dimensione dell’autovalutazione che il soggetto è chiamato ad esplicitare la percezione che ha di sé e delle proprie capacità, le sue motivazioni ed  significati con i quali riveste le proprie azioni,  il corso online ha predisposto uno spazio specifico per strutturare questa attività, senza dubbio agevolata dalla riflessione in forum e  dalla presenza di validi documenti di riferimento che hanno permesso la costruzione di un modello di tutor competente a cui far riferimento durante l’elaborazione delle proprie scritture: ossia le quattro “Proiezioni” alla fine di ogni Modulo e al termine del corso.

La terza dimensione si focalizza in una valutazione oggettiva, valida ed attendibile delle performances definite adeguate o meno attraverso criteri predefiniti: questa sarà definita da docenti e tutor, anche attraverso il tracciamento delle attività permesso dalla piattaforma OLAT.

Concluderei ricordando che Magnoler[8] evidenzia come la formazione degli adulti si snodi in un percorso a due traiettorie: una che batte il terreno dei percorsi riflessivi, l’altra che invece si concentra sulle conoscenze relative alla professione e alle sue pratiche. La formazione insomma è sempre più un percorso che il professionista svolge in modo auto diretto, nel quale punta a costruire competenze attraverso la riflessione in contesto e la valorizzazione dei compiti. Questa visione di formazione si fonda sul potenziamento dell’autonomia, sulla libertà di scelta e sulla responsabilità individuale e collettiva, nell’esaltazione della persona umana.

La riflessione sull’esperienza, come scrive Magnoler, non è tuttavia naturale: è necessario quindi disporre di tempi e di luoghi specifici in cui il soggetto possa ripercorrere le proprie azioni ed analizzare le proprie scelte. Durante il corso, come è stato sopra esplicitato, degli artefatti adatti a questo specifico scopo si sono dimostrati sia le proiezioni che i forum … ma questo luogo, questo tempo potrebbe anche essere riconosciuto dai corsisti in questo stesso Blog identificato come strumento utile in termini di prospettive future,   un ambiente dove alcuni presupposti della competenza si possono mantenere vivi anche dopo il termine del corso: la riflessione, il confronto e l’aggiornamento sulle conoscenze, la narrazione, la spiegazione delle proprie scelte quali pilastri su cui fondare la propria competenza di tutor. Anche l’opportunità lavorativa – auguro a tutti – farà la sua parte.


[1] B. REY, Ripensare le competenze trasversali. Prefazione di Pier Giovanni Bresciani; traduzione, intervista e appendice bibliografica a cura di Roberto Frega, Milano, F. Angeli, 2003.

[2] P.PERRENOUD, Dieci nuove competenze per insegnare: invito al viaggio, Roma,  Anicia, 2010.

[3] G. WIGGINS, Educative Assessment. Designing assessment to inform and improve student performance, San Francisco 1993.

[4] A proposito della linearità semplificante della scrittura in contrapposizione alla simultaneità degli avvenimenti nella realtà vedere anche  R.SIMONE, La Terza Fase. Forme di sapere che stiamo perdendo, Bari, Editori Laterza, 2000.

[5] E. DAMIANO, Il sapere dell’insegnare, Milano, Franco Angeli, 2007.  .

[6] M. PELLEREY, Il questionario di percezione delle proprie competenze e convinzioni, Roma, Edizioni Lavoro, 2001.

[7] M. PELLEREY, Le competenze individuali e il portfolio, Milano, La Nuova Italia, 2004.

[8] P. MAGNOLER, L’insegnante professionista. Dispositivi per la formazione, Macerata, Eum, 2008.

aprile 11, 2012 Posted by | apprendimento, articoli, riflessioni, strategie didattiche, tutor online | , , , , , | Lascia un commento

e-learning e biblioteche


Indichiamo in questo post un interessante articolo di Valentina Comba (E-Learning Centre – University of Bologna) “E-tutorship and e-learning: reskilling librarians for interactive communication in virtual environments“.

L’articolo muove dal concetto di “re-skilling” ossia la rimodulazione delle abilità e si sviluppa analizzando il contesto professionale delle biblioteche e la creazione di nuova conoscenza e nuove competenze attraverso corsi di formazione per bibliotecari. L’analisi di due esperienze pratiche in cui tale processo ha avuto luogo mostra l’importanza del ruolo del bibliotecario come docente e e-tutor e le difficoltà incontrate nello sviluppo di tale progetto.

L’articolo mette, inoltre, in evidenza la stretta connessione tra l’e-learning e il mondo delle biblioteche.

luglio 25, 2010 Posted by | articoli | , , , , | Lascia un commento