Tutor Online: formazione, ricerca e condivisione

E-learning universitario: urgente intervento normativo


Il titolo del post è il titolo dell’intervento inserito alcuni giorni fa da  Paula de Waal nel sito ADI, l’IDEARIO dell’Agenda Digitale Italiana, un network che consente a tutti di registrarsi, inserire le proprie idee per una discussione pubblica e partecipare alle iniziative pubblicate da altri.

L’idea inserita da Paula de Waal riguarda l’esigenza di un intervento normativo per ottimizzare l’offerta di corsi universitari erogati in modalità e-learning.

L’intero intervento e la relativa discussione sono visibili al seguente link: http://adi.ideascale.com/a/dtd/E-learning-universitario-urgente-intervento-normativo/130299-18808.

Vi invito a leggere l’intervento, la discussione e ad esprimere il vostro parere in merito, ritengo che sia notevolemente utile aprire la discussione a un audience allargata per evidenziare aspetti relativi alla gestione e alla fruizione dei corsi e-learning che, spesso, vengono sottostimati.

Indichiamo, inoltre, il link della Mozione a sostegno dell’innovazione didattica nelle Università da parte della Sie-l.

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maggio 25, 2012 Posted by | comunità, riflessioni | , , , , | 1 commento

“Il galateo della rete”


Frequentando il corso di formazione a distanza “Tutor on line” ho avuto l’opportunità di riflettere sull’aspetto della Netiquette, aspetto che spesso si dà per scontato o addirittura si sottovaluta… Probabilmente non essendoci contatto fisico con gli altri utenti del web, né confini spazio-temporali, si pensa che internet sia un mondo “privo di regole”, dove tutto è permesso perché “nessuno vede o sente”: ecco che  vengono a mancare quel buon senso e quella buona educazione che sono essenziali anche negli ambienti virtuali e nelle relazioni in rete.

A tal proposito ho trovato una risorsa piuttosto interessante che consiglio di leggere, il cui link è :

http://www.bio.unipd.it/local/internet_docs/netiq.html

Qui dapprima si dà una definizione generale della Netiquette  ( da  Net – rete – e Etiquette – Etichetta o Galateo – ) come di un insieme di semplici regole per il rispetto delle risorse del web e degli altri utenti dello stesso, di seguito si specificano i corretti comportamenti da seguire nell’uso di alcuni specifici strumenti on line, quali:

– posta elettronica

– gruppi di discussione

– trasferimento di dati e documenti

– “World Wide Web”.

E’ importante che tutti conoscano e osservino tali norme: il tutor, lo studente e tutti coloro che  utilizzano la rete, anche se per fini diversi dalla formazione.

maggio 8, 2012 Posted by | comunicazione, comunità, riflessioni | , , , , | Lascia un commento

Riflessioni sulla simulazione nel ruolo di tutor nel corso tutor on-line


Ecco la mia esperienza, attraverso la simulazione, nel ruolo di tutor!

La prima cosa che ho imparato, è che essere tutor … non è proprio facile!!

Di difficoltà ne ho incontrate, e di errori ne ho commessi, ma credo sia normale è un lavoro che non avevo mai sperimentato!

Ho ripercorso tutte le competenze di cui, attraverso i testi forniteci, ero venuta a conoscenza, relativamente alla figura del tutor, ma mi sono accorta di una nuova caratteristica importante a cui non avevo pensato:  un bravo tutor deve avere ESPERIENZA!!!

Infatti, dagli errori si impara…

rivedendo il mio percorso mi è capitato di dire spesso: “ho sbagliato, potessi tornare in dietro farei diversamente!”

Ho vissuto come una difficoltà il rendermi presente costantemente;  soprattutto nelle attività relative ai web forum, in cui i ragazzi dovevano confrontarsi, scambiare le loro idee e organizzarsi avrei potuto supportarli con miei interventi e domande stimolo. Non l’ho fatto spesso, ammetto, per mancanza di tempo. Così anche per quanto riguarda l’inserimento di bookmarks in diigo…non sono riuscita a leggerli tutti e a commentarli…mi sono limitata a vedere se fossero in modo generico attinenti alla consegna e a esprimere un parere solo su quelli che mi erano sembrati più interessanti e alla fine dell’attività!

Un altro grave errore è stato di carattere tecnico, r elativo a una domanda di funzionamento del blog….purtroppo ho dato una risposta scorretta!!

Avrei dovuto informarmi meglio sul funzionamento di uno strumento che gli studenti avrebbero dovuto usare!!! Quindi incompetenza e fretta nella risposta mi hanno portato all’errore!!!

Sarebbero state necessarie più presenza, attenzione, competenza tecnica e contenutistica per svolgere al meglio il mio arduo compito!!!

Di bello c’è stato che i ragazzi sono stati bravissimi e comprensivi…quest’aspetto psicologicamente mi ha aiutato molto così come sapere che c’erano altre mie “colleghe” a cui avrei potuto affidarmi.

Fondamentale è stato il supporto della vera tutor che in un paio di occasioni è stata davvero risolutivo.

Comunque anche se un pò faticosa… … sono stata davvero felice dell’esperienza fatta! scendere direttamente in campo è senza dubbio il modo migliore per formarsi ed apprendere!

 

maggio 7, 2012 Posted by | riflessioni | | Lascia un commento

riflessioni come studente nel corso tutor on-line


Alla fine del mio percorso di formazione in Tutor On line, ecco le mie riflessioni  nel ruolo di studente.

Quando ho intrapreso questa nuova avventura non mi rendevo conto di ciò che avrei “immagazzinato” e soprattutto di quante fossero le competenze di cui avrei avuto bisogno per portarla a termine!

Prima di ogni cosa competenze relazionali: mi sono accorta che se non si usano le giuste strategie per entrare in empatia con gli altri studenti … tanto avanti non si va! 😉

Devo dire che il rischio di scontri, in un corso on line, in cui le attività siano in altissima percentuale collaborative, è davvero alto! Le differenze individuali, lo stress dovuto al non dover solo pensare al corso, ma al proprio lavoro e problemi di vita quotidiana, alcune volte hanno scaturito incomprensioni fra i membri del gruppo.

Ma è giusto sottolineare anche la forte collaborazione, la solidarietà, il rispetto e la confidenza che d’altra parte, ho ricevuto da alcuni studenti con cui ho lavorato più a stretto contatto! Quindi a chi dice che un corso erogato interamente on line, priva completamente i corsisti del contatto diretto ed empatico con docenti e colleghi di corso…io rispondo: per me non è stato così!! E mi sono un giorno anche ricreduta su un’ opinione (forse stereotipo e pregiudizio) che da sempre ho sostenuto: la solidarietà femminile non esiste, gli uomini sanno collaborare e sostenersi di più!

Ora anche su questo posso dire: non è così!

Nelle ragazze con cui ho condiviso lo svolgimento di attività ho trovato sostegno, aiuto, comprensione, e voglia di fare bene unendo le forze, camminando nella stessa direzione senza rivalità e tenendoci per mano! Grazie ragazze!!

Un’altra competenza di cui ho avuto bisogno è stata quella tecnologica … e qui diversi problemi per me sono emersi a causa della mia scarsa padronanza sulle tecnologie informatiche e sui diversi strumenti di comunicazione in rete. Però ho scoperto che molti miei limiti erano mentali … è proprio vero che l’ignoranza crea barriere!! Nel momento in cui ero obbligata a svolgere attività in cui dovevo utilizzare strumenti di cui prima non avevo mai sentito parlare (wiki, diigo….) entravo nel pallone!! Poi magari mi accorgevo che erano strumenti semplicissimi!

Quindi sono felice non solo di aver appreso nuove nozioni “informatiche”, ma soprattutto di aver modificato il mio stato mentale di rifiuto verso di esse! Ora niente mi spaventa … perché so che con buona volontà e pazienza QUASI tutto è possibile!

Altra difficoltà da me incontrata durante il corso è stata quella di conciliare i tempi necessari allo studio con gli impegni lavorativi e personali della vita quotidiana … se ho resistito devo dire solo grazie ha coloro che hanno strutturato questo motivante e accattivante corso. Mi è piaciuto davvero!! Oltre le mie aspettative! Certo le attività erano molte, e il fatto che il proprio lavoro e i propri tempi di esecuzione condizionassero quelli degli altri, provocava spesso ansia, ma allo stesso tempo non ti permetteva di mollare la presa!!

Interessantissime le fasi in cui avvenivano simulazioni … proprio grazie alle quali ho compreso davvero meglio la figura del tutor.

maggio 7, 2012 Posted by | riflessioni | | Lascia un commento

Riflessioni riguardo la scrittura in rete.


Da quando ho letto il libro “Tecnologia e costruzione di mondi. Post-costruttivismo, linguaggi e ambienti di apprendimento” (P. G. Rossi) c’è un aspetto che mi ha particolarmente colpito, e che ho ritrovato in alcuni articoli che ho segnalato: si tratta delle peculiari caratteristiche che la scrittura assume nella comunicazione in rete e di come essa stia modificando (se sta modificando) le nostre “tradizionali” modalità di pensare e scrivere.

C’è un elemento che sembra emergere nella società odierna: la fretta. Viviamo in un’epoca in cui si tende a voler avere tutto e subito, in cui le facilitazioni offerte dai sevizi stanno accorciando i tempi di attesa per ogni cosa, un tempo in cui le tecnologie si modificano in tempi assai brevi, si continuano a inventare “innovazioni” che costringono a continui aggiornamenti.

Sembra esserci una vera e propria ossessione per la fretta, che ritroviamo in tutti gli ambiti della vita sia privati che pubblici, dal lavoro alle comunicazioni, alle relazioni interpersonali,  quasi una rincorsa continua in cui non possiamo più prenderci un po’ di  tempo per fermarsi a pensare.

È vero che tutto si muove più velocemente, ma la velocità è cosa ben diversa dalla fretta: nel testo on line “L’umanità dell’Internet. Le vie della rete sono infinite” cap. 26) (http://gandalf.it/uman/26.htm) ho trovato una frase di Svetonio che riassume in due parole questo concetto, festina lente – affrettati piano. Per essere al passo coi repentini cambiamenti della società sono certamente necessarie una costante attenzione, velocità di reazione, flessibilità ed elasticità, capacità di adattamento alle novità e rapidità di apprendimento, ma è altrettanto indispensabile possedere pazienza, capacità di selezione, attenzione, e riflessione, e soprattutto capacità di attesa. Insomma un misto tra urgenza e pazienza.

Cosa c’entra la scrittura in rete con tutto ciò? Basta dare uno sguardo a come gli utenti della rete comunicano tra loro per rendersi conto di quanto la rapidità sta avvolgendo la nostra vita.

Il linguaggio della rete (specie tra i giovanissimi, anche se è sempre più diffuso) è un linguaggio improntato all’immediatezza, ad una sempre maggiore informalità, e sebbene la comunicazione on line si avvalga della lingua scritta essa sembra sempre più avvalersi dei caratteri dell’oralità.

Si ricerca una velocità di scambio, un botta e risposta per comunicare quanti più contenuti possibili in un tempo brevissimo, pertanto si ricercano espedienti nelle forme di scrittura che agevolino tale immediatezza. L’uso degli emoticons ne è un esempio: con 3 o 4 caratteri si possono esprimere un gran numero di emozioni; a questi si aggiungano gli acronimi, le frequenti abbreviazioni (“x” al posto di “per”, “cmq” e “qlcn” per dire comunque e qualcuno, “k” a sostituire “ch”), l’assenza di punteggiatura, l’omissione di congiuntivi e forme verbali lunghe e complesse, e tutta una serie di altri espedienti per rendere la lingua (e la comunicazione) più snella e immediata possibile. Chi di noi non si è mai trovato di fronte ad un messaggio del tipo “ciao!cm stai?tt ok? C ved stsr? T v 1kdb”…

Negli sms, ad esempio, ci troviamo costretti ad essere brevi e concisi, a dover trovare espedienti linguistici per condensare un contenuto in uno spazio assai ristretto.

I vantaggi offerti dalla rete ai fini di una comunicazione sempre più rapida, immediata e incurante delle barrire spazio temporali sono assolutamente ovvi e, in un certo senso, indiscutibili. ciò che mi fa riflette, però, è l’effetto che tutta questa velocità potrà avere sulle nostre modalità di pensiero. Tuttavia, mi trovo d’accordo con chi che teme che questa nuova tipologia di scrittura e comunicazione possa “inficiare” le nostre modalità di pensiero.  Il timore è che gli utenti si abituino ad “utilizzare le tecnologie come scappatoia per evitare il compito (assai più difficile e impegnativo) di offrire contenuti significativi e bene organizzati”.

Internet è essenzialmente grafica, immagini, colori, link, deve essere in primis accattivante a livello visivo. Oggi la comunicazione deve essere istantanea, la conoscenza può costruirsi e fruirsi con immediatezza e rapidità. Si parla di un’intelligenza simultanea che, sebbene abbia il pregio di saper saltare con rapidità da un contenuto all’altro, tuttavia spesso non scende nel profondo.

siamo stati abituati a ritenere che chi aveva troppa fretta correva il rischio di combinare dei pasticci. Oggi la fretta non si chiama più fretta ma velocità. […] di conseguenza abbiamo una produzione di messaggi poco strutturati, poco significativi, poco interessanti. La velocità della comunicazione telematica ci rende frettolosi, accelerati e, io credo, anche superficiali.

la conoscenza accelerata non e’ conoscenza. la conoscenza deve prendersi il suo tempo, specialmente se e’ conoscenza complicata”. (Simone, 2000; in “Tecnologia e costruzione di mondi”, P. G. Rossi).

Speriamo davvero che la rapidità non ci conduca alla sterilità..

maggio 5, 2012 Posted by | apprendimento, comunicazione, comunità, libri, riflessioni | , , , | 1 commento

Riflessioni al termine del corso Tutor on line: dinamiche comunicative-relazionali.


Un aspetto di me che non ha subito grandi benefici dal corso è quello relazionale: nonostante per altri ambiti sento di aver incrementato abbastanza le mie competenze, le interazioni a distanza rimangono per me ancora un ostacolo non indifferente. Sebbene abbia svolto tutte le attività didattiche con puntualità ed impegno, ho partecipato davvero poco alla vita della comunità, ho preferito dedicare il tempo che avevo allo svolgimento dei lavori e alla conoscenza dell’ambiente, più che allo scambio di “quattro chiacchiere”con i colleghi.

Grazie alle attività del corso, ho acquisto una buona familiarità con i diversi tools per la comunicazione in rete, ma le mie interazioni sono state per lo più circoscritte alle occasioni di lavoro, non ho sviluppato l’abitudine di scambiare costantemente esperienze, opinioni ecc. con gli altri utenti, infatti mi percepisco solo parzialmente come parte di una comunità.

Ciò che mi blocca nell’intrattenere interazioni on line è l’assenza fisica del mio interlocutore: non mi viene naturale “parlare” con qualcuno che non mi è di fronte, che non posso “toccare” e di cui non riesco a cogliere le espressioni e reazioni corporee alle mie parole. Spesso trovavo i discorsi già avviati, e personalmente faccio difficoltà ad inserirmi in un discorso già strutturato che non mi coinvolge in prima persona, e non sempre trovo qualcosa da dire perché non so se “di là” c’è qualcuno che mi ascolta.

I lavori in piccolo gruppo che abbiamo svolto nelle varie fasi del corso (negoziazione tag; scrittura collaborativa in wiki; chat) mi sono stati di grandissimo aiuto: mi hanno permesso di vincere le mie resistenze, la mia diffidenza e non-abitudine a lavorare in questo modo; ho trovato molto più semplice curare le interazioni nel piccolo gruppo rispetto che nel grande gruppo.

Al contempo, sempre inerentemente l’ambito comunicativo-relazionale, c’è un aspetto che mi ha molto colpito: la netiquette. Nel modulo 2 del corso “Sperimentare-La comunicazione in rete” ho potuto studiare diversi materiali riguardanti le regole per una buona comunicazione in rete, e grazie all’attività del case study ho preso consapevolezza di quanto sia importante avere un “codice” condiviso di comportamento quando si comunica e lavora con altre persone nella rete. In assenza del non verbale, è fondamentale avere una maggior cura di come ci si rapporta con l’altro, perché ogni cosa può essere facilmente fraintesa, col rischio di generare discussioni e situazioni spiacevoli all’interno della comunità. Dal di fuori sembra superfluo, ma mi sono accorta in prima persona di quanto sia difficile intrattenere una comunicazione corretta e proficua in rete, data la peculiarità della situazione. L’aver acquisito conoscenze al riguardo mi ha portato ad “analizzare” criticamente le mie usuali modalità d’interazione: è incredibili quanti errori si commettono (in buona fede ovviamente!). Sicuramente ora posso porre una maggiore attenzione quando intrattengo uno scambio comunicativo in rete per iscritto!

 

maggio 5, 2012 Posted by | comunicazione, comunità, corsi, riflessioni | , , | Lascia un commento

Come migliorare la formazione del tutor on line?


Giunta alla fine del mio percorso di perfezionamento sulla figura del tutor on line, pur ritenendomi estremamente soddisfatta di quanto appreso e sperimentato, sto provando ad auto-valutarmi per capire se, a questo punto, potrei essere in grado di agire correttamente come tutor in un reale corso on line. In che cosa mi sento ancora carente? Mi sento adatta a svolgere questo ruolo? In che cosa sento di dover migliorare? Gli interrogativi sono tanti e nascono dalla considerazione che il tutor on line deve possedere una molteplicità di competenze non sempre e non tutte raggiungibili attraverso la sola formazione esplicita. A questo punto mi sono chiesta: di che cosa avrei bisogno per sentirmi pronta all’azione?

Innanzitutto, ho pensato che potrebbe essere utile permettere a tutti i corsisti di sperimentare concretamente in prima persona il ruolo di tutor on line. Perché non prevedere, ad esempio, una sorta di tirocinio, anche breve, per misurarsi con il tutoraggio in un corso reale e non simulato? Naturalmente in questa fase di tirocinio bisognerebbe essere seguiti passo passo dal tutor reale del corso di perfezionamento, che dovrebbe fornire un feedback costante sull’operato del corsista/tutor. In tal modo si avrebbe la possibilità di mettere in pratica quanto appreso e soprattutto di verificare concretamente se si agisce in maniera corretta (attraverso il feedback del tutor reale). Si tratterebbe così di riscontrare il possesso di competenze operative e non teoriche.

Per “misurare” invece la propria attitudine allo svolgimento del ruolo di tutor on line, si potrebbe prevedere una sorta di test di autovalutazione che consenta ad ogni corsista di verificare se possiede le caratteristiche umane, caratteriali e relazionali adatte per poter esercitare tale ruolo. Io credo che non sia una figura facilmente interpretabile; necessita impegno, dedizione e soprattutto alcune attitudini umane e caratteriali che non sempre si possono acquisire attraverso la formazione. Si tratterebbe semplicemente di dare ai corsisti la possibilità verificare se si è più o meno adatti a svolgere questo tipo di ruolo/professione. I risultati di questo test non impedirebbero certamente a nessuno di cimentarsi ugualmente in questa professione, ma consentirebbero di acquisire maggiore consapevolezza sulle proprie predisposizioni e potenzialità.

Che ne pensate?

Noemi Nespoli

 

maggio 5, 2012 Posted by | riflessioni, tutor online | , , , , , , | 2 commenti

Essere un buono studente on line…


Se è vero che l’affermazione dell’e-learning ha modificato radicalmente il ruolo del docente, la modalità di presentazione e fruizione dei contenuti didattici, determinando e accrescendo l’importanza della figura del tutor, alla fine del mio percorso di formazione (Tutor On line), sento di dovermi soffermare qualche istante sui significativi mutamenti del ruolo e delle funzioni dello studente, mutamenti che ho vissuto in prima persona, essendo il mio primo corso di formazione fruito interamente on line.

Intanto, la formazione on line richiede al corsista competenze aggiuntive e motivazioni particolari generalmente non richieste dalla formazione tradizionale; questo può talvolta rendere complesso l’approccio all’apprendimento. Tra le principali criticità che possono essere individuate, riporto quelle che ritengo più rilevanti e in parte vissute durante il percorso:

– difficoltà di conciliare i tempi necessari allo studio con gli impegni lavorativi e personali della vita quotidiana;

– problemi di interrelazione, derivanti dal fatto che un corso erogato interamente on line, priva completamente i corsisti del contatto diretto ed empatico con docenti e colleghi di corso;

– problemi connessi al mancato possesso di attrezzature informatiche adeguate o alla poca padronanza delle tecnologie informatiche e dei diversi strumenti di comunicazione in rete;

– problemi legati ad una progettazione inadeguata del corso o ad un inadeguato supporto fornito ai corsisti (non è stato il caso del corso che sto concludendo, nel quale mi sono sentita sempre guidata e sostenuta!).

Penso dunque che, prima di affrontare un percorso di formazione on line, ogni studente debba essere in grado di valutare serenamente e consapevolmente la propria propensione verso questa specifica modalità formativa, per non incorrere in frustrazioni, insoddisfazioni o, ancor peggio, nell’abbandono del percorso (il cosiddetto e-dropout). A tale scopo ritengo importantissimo che le istituzioni che erogano corsi in rete (alcune lo fanno già), prevedano anche dei test di autovalutazione, per permettere ai futuri corsisti di valutare, in pochi minuti, le proprie potenzialità e attitudini.

Un buono studente on line deve innanzitutto avere ben chiari i suoi obiettivi di apprendimento e un’adeguata forza di volontà per perseguirli; deve possedere una forte motivazione e un approccio positivo, attivo e propositivo nei confronti del corso e delle sue metodologie; deve avere una certa propensione a condividere con gli altri corsisti quanto conosciuto già o imparato strada facendo e deve essere capace di instaurare un rapporto di fiducia con docente e tutor, ai quali deve poter e saper rivolgersi in caso di difficoltà. In definitiva, uno studente che decide di intraprendere un corso in rete deve essere consapevole che si tratta di un’esperienza molto impegnativa e coinvolgente nella quale, aumentando l’entusiasmo con cui la si affronta, aumentano sicuramente i benefici che si possono ottenere.

Noemi Nespoli

maggio 3, 2012 Posted by | apprendimento, riflessioni | , , , , , , | 2 commenti

Gli effetti della CMC sugli individui


Frequentando il corso “tutor on line” ho avuto la possibilità di leggere, ricercare e scambiare molti materiali interessanti sulla comunicazione on line. Ho potuto sperimentare in prima persona i diversi strumenti che la rete offre e rendermi conto delle mie difficoltà a rapportarmi con persone sconosciute e lontane da me nel tempo e nello spazio.

Grazie a tutti gli articoli, alle informazioni recepite e all’esperienza diretta ho trovato molto significativo l’aspetto psicologico della comunicazione mediata dal computer.

Quali effetti hanno le nuove modalità comunicative sull’individuo? Quali comportamenti si adottano? Essi rispecchiano la realtà o una figura che ci si costruisce per la rete?

Queste domande mi hanno dato la possibilità di riflettere e di approfondire l’argomento.

Durante la mia ricerca ho trovato un interessante articolo della dottoressa Daniela Rigli, tratto dal sito http://www.psicologiaebenessere.it/la-comunicazione-mediata-dal-computer-cmc/, nel quale, attraverso il confronto fra la comunicazione mediata dal computer e la comunicazione “faccia a faccia”, si delineano i diversi comportamenti degli individui.

Dall’analisi dell’articolo è possibile affermare che sostanzialmente due sono gli approcci che solitamente le persone adottano negli ambienti di comunicazione online:

  1. I soggetti si disinibiscono, diventando più aperti e più liberi di esprimersi, poiché, in un certo senso, si isolano e non devono affrontare il contatto diretto con l’altro.
  2. le persone diventano più impulsive e irresponsabili; la mancanza di un contesto reale e l’idea di parlare con qualcuno “lontano e sconosciuto” provoca nell’individuo l’abbandono delle regole e la convinzione di poter dire tutto senza badare alla forma, al tono e quindi alla netiquette.

Ho scoperto, con molta sorpresa, di far parte del primo approccio (dico con sorpresa perché di solito preferisco il contatto fisico a qualsiasi altra forma di comunicazione); man mano che l’ambiente diventava più familiare e le persone più “conosciute” mi sono aperta e sono riuscita a dire il mio pensiero, anche se questo poteva essere in disaccordo con quello degli altri.

Non nego, però, che la tentazione e la voglia di incontrare “realmente” i miei compagni e di poterli guardare negli occhi siano forti, spero, infatti, di vederli finalmente tutti il giorno dell’esame finale.

In questa esperienza ho avuto modo di scoprire il piacere della comunicazione mediata dal computer e con essa l’insieme di emozioni, pensieri e legami che si intrecciano e che ci danno la possibilità di crescere e di migliorare.

Per concludere riporto un passo dell’articolo della dott.ssa Rigli che, come psicologa, ci dà un importante suggerimento:

… invito l’uomo moderno a non soppiantare i vecchi metodi di comunicazione con quelli moderni ma ad integrarli con la consapevolezza degli effetti positivi e negativi in modo da migliorare la qualità di vita e aumentare il benessere delle persone.

maggio 3, 2012 Posted by | riflessioni, tutor online | , | 2 commenti

La chat, fra simulazione e realtà


Giunti a conclusione del corso “Tutor online” sappiamo tutti oramai cosa sia una chat.

In sintesi possiamo dire che è uno strumento per la comunicazione in rete, è sincrona, basata su testi scritti, avviene in tempo reale e coinvolge più utenti contemporaneamente.

Grazie al corso ho avuto la possibilità e il privilegio di vivere l’esperienza della chat attraverso due ruoli diversi:

–         da studente (nelle attività del corso)

–         da Tutor (nella simulazione)

Riflettendo su entrambe le situazioni mi sono resa conto di quanto il mio approccio sia stato diverso sia per impegno che per modalità di esecuzione.

Affrontare una chat avendo il ruolo di tutor è più coinvolgente e allo stesso tempo molto più impegnativo: bisogna, infatti, essere preparati nei contenuti in modo da riuscire a risolvere qualsiasi dubbio venga proposto dai corsisti.

Inizialmente avevo ansia e timore di non riuscire a gestire le richieste e le esigenze di tutti gli studenti; avevo il pensiero fisso di dover poi essere valutata e questo ha frenato un po’ la mia iniziativa, anche se poi man mano mi sono sciolta e sentita più a mio agio.

Durante la chat cercavo di rispondere prontamente, sinteticamente e in modo preciso a ciascun messaggio, ricordandomi sempre di mettere il nome dello studente a cui stavo rispondendo.

Tentavo di leggere tutto con attenzione, senza dimenticarmi di nessuno e soprattutto capire le dinamiche e le problematiche che si stavano creando per farne fronte subito, prima che diventassero difficili da risolvere.

Alla fine della simulazione ammetto di aver avuto un gran mal di testa, ma anche una grandissima soddisfazione: non che pensassi di essere stata formidabile, ma sapevo di aver fatto del mio meglio e soprattutto di non aver creato grandi situazioni di disordine e di disagio.

Affrontare una chat da studente è davvero tutta un’altra cosa. Io personalmente ero più tranquilla, non avevo il timore di non capire anche perché ero io che usavo la chat per avere dei chiarimenti, quindi non dovevo per forza sapere tutto!!

Durante tutto il corso ho sempre preferito utilizzare la chat anziché il forum perché più immediata e perché la percezione della presenza dell’altro è molto più forte; inoltre è possibile scambiare anche quattro chiacchiere e frasi simpatiche per sdrammatizzare situazioni difficili.

Di tutti gli strumenti per la comunicazione online che ho conosciuto, dunque, il mio preferito è sicuramente la chat, forse proprio perché l’ho potuta sperimentare a tutto tondo.

Da questa mia esperienza ho potuto ricavare una serie di vantaggi e di svantaggi che spero possano essere utili a quanti vorranno utilizzare la chat come strumento per la comunicazione online.

VANTAGGI

  •  la sincronia della chat permette di prendere delle decisioni urgenti e di scambiare le informazioni con gli altri membri del   gruppoin modo immediato.
  • La presenza del tutor in chat ci dà la possibilità di ricevere dei feedback “istantanei” che evitano l’attesa della risposta ad un determinato problema.
  • Usando una modalità di interazione piuttosto informale, la chat favorisce la socializzazione e il senso di appartenenza al gruppo.
  • Attraverso la chat si rafforza il rapporto con il tutor: c’è uno scambio di fiducia reciproca.

 SVANTAGGI

  • Essendo una comunicazione piuttosto veloce, c’è il rischio che gli interventi si sovrappongano e si crei confusione.
  • Non c’è la possibilità di riflettere a lungo su quello che si vuole scrivere.

 

maggio 2, 2012 Posted by | riflessioni, tutor online | , , | Lascia un commento