Tutor Online: formazione, ricerca e condivisione

Convegno Tecnologie e Linguaggi dell’Apprendimento


Il convegno “TECNOLOGIE E LINGUAGGI DELL’APPRENDIMENTO: TRAIETTORIE E SFIDE MEDIAEDUCATIVE” avrà luogo Giovedì 26 e Venerdì 27 marzo 2015  nell’ Aula Magna Rettorato dell’Università di Torino ed è organizzato dal Centro Interdipartimentale CINEDUMEDIA (CEM – Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione Dipartimento di Studi Umanistici).

Come evidenziato nella locandina:

Il convegno, di due giornate, si propone di lanciare la sfida media-educativa degli anni a venire grazie alla partecipazione di importanti esperti, accademici e formatori di solido impianto scientifico e approccio didattico innovativo. L’evento è rivolto agli insegnanti del terzo millennio, agli educatori, ai giornalisti e a tutti i comunicatori, agli esperti di media, video-maker, registi, ai produttori e a tutti coloro che intendono condividere l’interesse per la mediaeducazione con approccio scientifico e orientarsi a una formazione che possa essere davvero competente ed efficace.

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marzo 5, 2015 Posted by | convegni | , , , | Lascia un commento

“La valutazione nella formazione a distanza”


Credo che un aspetto da approfondire, perché complesso e pieno di variabili da considerare, sia quello della valutazione: se è uno dei compiti più critici per un formatore “in presenza”, lo sarà ancor di più per un tutor che agisce “a distanza”.

Ricercando in rete delle risorse su tale argomento, ne ho trovate alcune in pdf piuttosto interessanti di cui elenco titoli e link:

– “ La valutazione nella formazione a distanza: un barlume all’ orizzonte”

http://www.tdmagazine.itd.cnr.it/files/pdfarticles/PDF25/barlume.pdf

– “La valutazione nei processi di formazione a distanza”

http://www.unipegaso.it/materiali/PostLaurea/DeSimone/Perf20/Lezione_X.pdf

– “ Scenari e strumenti di valutazione nella formazione a distanza”

http://www.altrascuola.it/convegni/siel/didattica_e_valutazione.pdf

-“La valutazione del facilitatore nella formazione a distanza: un modello e i risultati di una sperimentazione”

http://www.elearninglab.eu/publications/ISDM_b.pdf

– “La valutazione nella formazione on line”

(file in formato word)

Consultando tali documenti ho avuto conferma di come l’e-tutor debba pensare, progettare e realizzare il momento della valutazione con la stessa attenzione con cui pensa, progetta e realizza gli altri momenti del corso.

La valutazione deve essere coerente col modello didattico su cui si costruisce tutto il corso e deve essere costante (vd. valutazione iniziale – in itinere – finale); la valutazione assume caratteristiche diverse in base:

–  alla finalità o funzione (vd. ad es. valutazione formativa);

– all’oggetto (vd. ad es. valutazione del processo d’apprendimento o dei prodotti);

– all’approccio (vd. valutazione quantitativa o qualitativa).

Ecco allora che è assolutamente necessario per il tutor stilare dei criteri valutativi ben precisi, da illustrare ai corsisti in modo che questi possano comportarsi di conseguenza, nonché predisporre degli strumenti di valutazione adeguati ad essi.

 

maggio 9, 2012 Posted by | articoli, corsi, modelli didattici, ricerca, strategie didattiche, strumenti didattici, tutor online | , , , , , | Lascia un commento

Riflessioni riguardo la scrittura in rete.


Da quando ho letto il libro “Tecnologia e costruzione di mondi. Post-costruttivismo, linguaggi e ambienti di apprendimento” (P. G. Rossi) c’è un aspetto che mi ha particolarmente colpito, e che ho ritrovato in alcuni articoli che ho segnalato: si tratta delle peculiari caratteristiche che la scrittura assume nella comunicazione in rete e di come essa stia modificando (se sta modificando) le nostre “tradizionali” modalità di pensare e scrivere.

C’è un elemento che sembra emergere nella società odierna: la fretta. Viviamo in un’epoca in cui si tende a voler avere tutto e subito, in cui le facilitazioni offerte dai sevizi stanno accorciando i tempi di attesa per ogni cosa, un tempo in cui le tecnologie si modificano in tempi assai brevi, si continuano a inventare “innovazioni” che costringono a continui aggiornamenti.

Sembra esserci una vera e propria ossessione per la fretta, che ritroviamo in tutti gli ambiti della vita sia privati che pubblici, dal lavoro alle comunicazioni, alle relazioni interpersonali,  quasi una rincorsa continua in cui non possiamo più prenderci un po’ di  tempo per fermarsi a pensare.

È vero che tutto si muove più velocemente, ma la velocità è cosa ben diversa dalla fretta: nel testo on line “L’umanità dell’Internet. Le vie della rete sono infinite” cap. 26) (http://gandalf.it/uman/26.htm) ho trovato una frase di Svetonio che riassume in due parole questo concetto, festina lente – affrettati piano. Per essere al passo coi repentini cambiamenti della società sono certamente necessarie una costante attenzione, velocità di reazione, flessibilità ed elasticità, capacità di adattamento alle novità e rapidità di apprendimento, ma è altrettanto indispensabile possedere pazienza, capacità di selezione, attenzione, e riflessione, e soprattutto capacità di attesa. Insomma un misto tra urgenza e pazienza.

Cosa c’entra la scrittura in rete con tutto ciò? Basta dare uno sguardo a come gli utenti della rete comunicano tra loro per rendersi conto di quanto la rapidità sta avvolgendo la nostra vita.

Il linguaggio della rete (specie tra i giovanissimi, anche se è sempre più diffuso) è un linguaggio improntato all’immediatezza, ad una sempre maggiore informalità, e sebbene la comunicazione on line si avvalga della lingua scritta essa sembra sempre più avvalersi dei caratteri dell’oralità.

Si ricerca una velocità di scambio, un botta e risposta per comunicare quanti più contenuti possibili in un tempo brevissimo, pertanto si ricercano espedienti nelle forme di scrittura che agevolino tale immediatezza. L’uso degli emoticons ne è un esempio: con 3 o 4 caratteri si possono esprimere un gran numero di emozioni; a questi si aggiungano gli acronimi, le frequenti abbreviazioni (“x” al posto di “per”, “cmq” e “qlcn” per dire comunque e qualcuno, “k” a sostituire “ch”), l’assenza di punteggiatura, l’omissione di congiuntivi e forme verbali lunghe e complesse, e tutta una serie di altri espedienti per rendere la lingua (e la comunicazione) più snella e immediata possibile. Chi di noi non si è mai trovato di fronte ad un messaggio del tipo “ciao!cm stai?tt ok? C ved stsr? T v 1kdb”…

Negli sms, ad esempio, ci troviamo costretti ad essere brevi e concisi, a dover trovare espedienti linguistici per condensare un contenuto in uno spazio assai ristretto.

I vantaggi offerti dalla rete ai fini di una comunicazione sempre più rapida, immediata e incurante delle barrire spazio temporali sono assolutamente ovvi e, in un certo senso, indiscutibili. ciò che mi fa riflette, però, è l’effetto che tutta questa velocità potrà avere sulle nostre modalità di pensiero. Tuttavia, mi trovo d’accordo con chi che teme che questa nuova tipologia di scrittura e comunicazione possa “inficiare” le nostre modalità di pensiero.  Il timore è che gli utenti si abituino ad “utilizzare le tecnologie come scappatoia per evitare il compito (assai più difficile e impegnativo) di offrire contenuti significativi e bene organizzati”.

Internet è essenzialmente grafica, immagini, colori, link, deve essere in primis accattivante a livello visivo. Oggi la comunicazione deve essere istantanea, la conoscenza può costruirsi e fruirsi con immediatezza e rapidità. Si parla di un’intelligenza simultanea che, sebbene abbia il pregio di saper saltare con rapidità da un contenuto all’altro, tuttavia spesso non scende nel profondo.

siamo stati abituati a ritenere che chi aveva troppa fretta correva il rischio di combinare dei pasticci. Oggi la fretta non si chiama più fretta ma velocità. […] di conseguenza abbiamo una produzione di messaggi poco strutturati, poco significativi, poco interessanti. La velocità della comunicazione telematica ci rende frettolosi, accelerati e, io credo, anche superficiali.

la conoscenza accelerata non e’ conoscenza. la conoscenza deve prendersi il suo tempo, specialmente se e’ conoscenza complicata”. (Simone, 2000; in “Tecnologia e costruzione di mondi”, P. G. Rossi).

Speriamo davvero che la rapidità non ci conduca alla sterilità..

maggio 5, 2012 Posted by | apprendimento, comunicazione, comunità, libri, riflessioni | , , , | 1 commento

“Il tutor on line: percorsi di formazione e stili di azione”


Navigando nel web per reperire materiali aggiuntivi in merito ai diversi aspetti dell’articolata figura dell’e-tutor, ho notato un valido articolo. Oltre ad esplicitare le tre principali tipologie di e-tutor e a spiegare le problematiche connesse alla complessità del contesto della classe virtuale slegata da coordinate spazio-temporali e spesso eterogenea negli stili comunicativi, qui si danno indicazioni sui requisiti richiesti e indicazioni concrete  su percorsi di preparazione relativamente alla professione “e-tutor”.

L’articolo “Il tutor on line” è tratto da psico-pratika – Numero 5 – Anno 2003 ed è della Dott.ssa Anna Fata, psicologa, progettista FAD e redattrice on line.

Segnalo l’indirizzo per chi volesse leggere l’articolo e approfondire attraverso i link presenti.

http://www.humantrainer.com/articoli/fata_tutor_formazione_a_distanza.html

 

maggio 5, 2012 Posted by | apprendimento, articoli, comunità, corsi, modelli didattici, periodici, riviste, strategie didattiche, tutor online, Uncategorized | , , , , , | Lascia un commento

Come migliorare la formazione del tutor on line?


Giunta alla fine del mio percorso di perfezionamento sulla figura del tutor on line, pur ritenendomi estremamente soddisfatta di quanto appreso e sperimentato, sto provando ad auto-valutarmi per capire se, a questo punto, potrei essere in grado di agire correttamente come tutor in un reale corso on line. In che cosa mi sento ancora carente? Mi sento adatta a svolgere questo ruolo? In che cosa sento di dover migliorare? Gli interrogativi sono tanti e nascono dalla considerazione che il tutor on line deve possedere una molteplicità di competenze non sempre e non tutte raggiungibili attraverso la sola formazione esplicita. A questo punto mi sono chiesta: di che cosa avrei bisogno per sentirmi pronta all’azione?

Innanzitutto, ho pensato che potrebbe essere utile permettere a tutti i corsisti di sperimentare concretamente in prima persona il ruolo di tutor on line. Perché non prevedere, ad esempio, una sorta di tirocinio, anche breve, per misurarsi con il tutoraggio in un corso reale e non simulato? Naturalmente in questa fase di tirocinio bisognerebbe essere seguiti passo passo dal tutor reale del corso di perfezionamento, che dovrebbe fornire un feedback costante sull’operato del corsista/tutor. In tal modo si avrebbe la possibilità di mettere in pratica quanto appreso e soprattutto di verificare concretamente se si agisce in maniera corretta (attraverso il feedback del tutor reale). Si tratterebbe così di riscontrare il possesso di competenze operative e non teoriche.

Per “misurare” invece la propria attitudine allo svolgimento del ruolo di tutor on line, si potrebbe prevedere una sorta di test di autovalutazione che consenta ad ogni corsista di verificare se possiede le caratteristiche umane, caratteriali e relazionali adatte per poter esercitare tale ruolo. Io credo che non sia una figura facilmente interpretabile; necessita impegno, dedizione e soprattutto alcune attitudini umane e caratteriali che non sempre si possono acquisire attraverso la formazione. Si tratterebbe semplicemente di dare ai corsisti la possibilità verificare se si è più o meno adatti a svolgere questo tipo di ruolo/professione. I risultati di questo test non impedirebbero certamente a nessuno di cimentarsi ugualmente in questa professione, ma consentirebbero di acquisire maggiore consapevolezza sulle proprie predisposizioni e potenzialità.

Che ne pensate?

Noemi Nespoli

 

maggio 5, 2012 Posted by | riflessioni, tutor online | , , , , , , | 2 commenti

Essere un buono studente on line…


Se è vero che l’affermazione dell’e-learning ha modificato radicalmente il ruolo del docente, la modalità di presentazione e fruizione dei contenuti didattici, determinando e accrescendo l’importanza della figura del tutor, alla fine del mio percorso di formazione (Tutor On line), sento di dovermi soffermare qualche istante sui significativi mutamenti del ruolo e delle funzioni dello studente, mutamenti che ho vissuto in prima persona, essendo il mio primo corso di formazione fruito interamente on line.

Intanto, la formazione on line richiede al corsista competenze aggiuntive e motivazioni particolari generalmente non richieste dalla formazione tradizionale; questo può talvolta rendere complesso l’approccio all’apprendimento. Tra le principali criticità che possono essere individuate, riporto quelle che ritengo più rilevanti e in parte vissute durante il percorso:

– difficoltà di conciliare i tempi necessari allo studio con gli impegni lavorativi e personali della vita quotidiana;

– problemi di interrelazione, derivanti dal fatto che un corso erogato interamente on line, priva completamente i corsisti del contatto diretto ed empatico con docenti e colleghi di corso;

– problemi connessi al mancato possesso di attrezzature informatiche adeguate o alla poca padronanza delle tecnologie informatiche e dei diversi strumenti di comunicazione in rete;

– problemi legati ad una progettazione inadeguata del corso o ad un inadeguato supporto fornito ai corsisti (non è stato il caso del corso che sto concludendo, nel quale mi sono sentita sempre guidata e sostenuta!).

Penso dunque che, prima di affrontare un percorso di formazione on line, ogni studente debba essere in grado di valutare serenamente e consapevolmente la propria propensione verso questa specifica modalità formativa, per non incorrere in frustrazioni, insoddisfazioni o, ancor peggio, nell’abbandono del percorso (il cosiddetto e-dropout). A tale scopo ritengo importantissimo che le istituzioni che erogano corsi in rete (alcune lo fanno già), prevedano anche dei test di autovalutazione, per permettere ai futuri corsisti di valutare, in pochi minuti, le proprie potenzialità e attitudini.

Un buono studente on line deve innanzitutto avere ben chiari i suoi obiettivi di apprendimento e un’adeguata forza di volontà per perseguirli; deve possedere una forte motivazione e un approccio positivo, attivo e propositivo nei confronti del corso e delle sue metodologie; deve avere una certa propensione a condividere con gli altri corsisti quanto conosciuto già o imparato strada facendo e deve essere capace di instaurare un rapporto di fiducia con docente e tutor, ai quali deve poter e saper rivolgersi in caso di difficoltà. In definitiva, uno studente che decide di intraprendere un corso in rete deve essere consapevole che si tratta di un’esperienza molto impegnativa e coinvolgente nella quale, aumentando l’entusiasmo con cui la si affronta, aumentano sicuramente i benefici che si possono ottenere.

Noemi Nespoli

maggio 3, 2012 Posted by | apprendimento, riflessioni | , , , , , , | 2 commenti

LA RETE : CONOSCENZA E INTERAZIONE


La rete ci conduce verso nuove e continue relazioni di scambio con altre persone , modificando, trasformando e arricchendo il nostro universo relazionale, ma non solo,  ci porta anche a sperimentare una nuova visione del sapere che da lineare diventa reticolare.

All’interno di questo nuovo processo diventiamo i protagonisti e i creatori di nuove conoscenze, di nuovi saperi. In rete anche l’insegnamento assume dimensioni e compiti diversi; emerge la necessità di poter fruire di diversi tempi e spazi per apprendere e per scoprire e ricercare conoscenze nuove e significative. Attraverso la collaborazione, un gruppo , una comunità possono sviluppare un percorso formativo e costruire insieme delle conoscenze e negoziarle successivamente per attribuire un significato e un valore a ciò che stanno costruendo.

Per esempio il learning by doing rappresenta una delle modalità più efficaci di apprendimento in rete, una particolare strategia di acquisizione di conoscenza basata sul ”fare”: le conoscenze vengono assimilate attraverso un processo di partecipazione e condivisione collettivo, mentre l’apprendimento di ciò che si cquisito rimane per il singolo  un processo individuale.

Attraverso la rete, la conoscenza si esprime mediante l’azione di più soggetti, un’interazione che unisce più individui , più soggettività creando così nuove condizioni e nuove modalità di relazioni.

maggio 2, 2012 Posted by | Uncategorized | , , , , | 1 commento

Visualizzare gli obiettivi del percorso di apprendimento


La frequentazione del corso “Tutor online” dell’Università di Macerata mi ha portato a svolgere una riflessione generale sugli obiettivi dell’apprendimento in ambiente on line ed in presenza, in particolare sull’importanza del percepire chiaramente le finalità formative del percorso che si sta affrontando e del misurare via via il raggiungimento degli obiettivi formativi intermedi.
A volte, da studenti potremmo aver sperimentato un certo senso di noia od inutilità nella frequentazione delle lezioni mattutine, e spesso potremmo esserci posti una domanda: “A quale scopo devo affrontare queste fatiche”? Non riuscivamo, forse, ad interiorizzare la finalità di quello che studiavamo, a comprenderne gli obiettivi progressivi, e dunque a misurare il nostro avvenuto miglioramento, se non in quelle materie od attività che “istintivamente” ci piacessero; ci sfuggiva, insomma, il senso complessivo del percorso che stavamo affrontando.
Questa predisposizione mentale nei confronti del nostro ambiente di apprendimento potrebbe aver causato conseguenze negative sulla qualità della nostra formazione: un apprendimento “sforzato” non invoglia ad impostare un proprio “piano di miglioramento”, un progetto personale sulla propria formazione che ognuno possa creare, verificandone i risultati e modificandolo, eventualmente, in corso d’opera. Se il percorso scolastico passa senza che se ne abbia contezza, come puro trascorrere del tempo, facilmente passa invano.
In effetti, la frequentazione di un corso on line permette invece di comprendere, anche visivamente, il perché si frequenti un percorso d’apprendimento; in esso risultano chiari gli obiettivi degli sforzi che si effettuano, specialmente se essi vengono esplicitamente formalizzati all’inizio del percorso.
Inoltre, la possibilità di ripercorrere visivamente a ritroso il proprio percorso formativo tramite la visione delle attività precedentemente svolte, dei documenti letti, delle opinioni personali espresse precedentemente, rende chiaro e comprensibile (nel senso etimologico del termine) il senso complessivo degli sforzi effettuati, nell’ottica dunque di una progettazione personale della propria formazione, ed, in ultima analisi, della propria vita; in questo, la compilazione di progressive proiezioni consente di creare dei punti di riferimento fissi nel proprio percorso.
Sono convinto che l’assidua applicazione di tali prassi, certo favorite dalla tecnologia nella formazione on line, ma non per questo necessariamente escluse dalla formazione in presenza, possa aiutare ogni studente (in senso lato) a intravedere un senso complessivo negli sforzi che effettua ogni giorno, durante il proprio percorso di formazione, e a misurare, giorno per giorno, il grado del proprio miglioramento in competenze e conoscenze.

aprile 18, 2012 Posted by | apprendimento, riflessioni, strategie didattiche | , , , | Lascia un commento

Progetto Scuol@Appennino


 

Finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bologna, nasce il progetto Scuola@Appennino, con l’obiettivo di migliorare e innalzare l’offerta formativa per le scuole di montagna, che nella regione Emilia-Romagna rappresentano il 6% della popolazione scolastica regionale.

Spesso capita che in territorio montano si formino delle pluriclassi, che vedono riuniti assieme alunni dalle età e dai ritmi di apprendimento differenti; ciò a discapito della qualità dell’apprendimento.

Scuol@Appennino si propone, tramite un progetto di durata biennale, di formare appositamente attraverso le nuove tecnologie i docenti che sono chiamati a lavorare in tali contesti, tramite l’istituzione della banda larga diffusa e l’impiego di strumenti adeguati come la lavagna interattiva multimediale, per migliorare l’accesso ai servizi educativi e la qualità dell’apprendimento.

Per maggiori dettagli è possibile consultare la pagina al seguente link:

http://www.istruzioneer.it/page.asp?IDCategoria=430&IDSezione=1778&ID=456807

marzo 15, 2012 Posted by | apprendimento, progetti, strategie didattiche | , , | Lascia un commento