Tutor Online: formazione, ricerca e condivisione

La chat, fra simulazione e realtà


Giunti a conclusione del corso “Tutor online” sappiamo tutti oramai cosa sia una chat.

In sintesi possiamo dire che è uno strumento per la comunicazione in rete, è sincrona, basata su testi scritti, avviene in tempo reale e coinvolge più utenti contemporaneamente.

Grazie al corso ho avuto la possibilità e il privilegio di vivere l’esperienza della chat attraverso due ruoli diversi:

–         da studente (nelle attività del corso)

–         da Tutor (nella simulazione)

Riflettendo su entrambe le situazioni mi sono resa conto di quanto il mio approccio sia stato diverso sia per impegno che per modalità di esecuzione.

Affrontare una chat avendo il ruolo di tutor è più coinvolgente e allo stesso tempo molto più impegnativo: bisogna, infatti, essere preparati nei contenuti in modo da riuscire a risolvere qualsiasi dubbio venga proposto dai corsisti.

Inizialmente avevo ansia e timore di non riuscire a gestire le richieste e le esigenze di tutti gli studenti; avevo il pensiero fisso di dover poi essere valutata e questo ha frenato un po’ la mia iniziativa, anche se poi man mano mi sono sciolta e sentita più a mio agio.

Durante la chat cercavo di rispondere prontamente, sinteticamente e in modo preciso a ciascun messaggio, ricordandomi sempre di mettere il nome dello studente a cui stavo rispondendo.

Tentavo di leggere tutto con attenzione, senza dimenticarmi di nessuno e soprattutto capire le dinamiche e le problematiche che si stavano creando per farne fronte subito, prima che diventassero difficili da risolvere.

Alla fine della simulazione ammetto di aver avuto un gran mal di testa, ma anche una grandissima soddisfazione: non che pensassi di essere stata formidabile, ma sapevo di aver fatto del mio meglio e soprattutto di non aver creato grandi situazioni di disordine e di disagio.

Affrontare una chat da studente è davvero tutta un’altra cosa. Io personalmente ero più tranquilla, non avevo il timore di non capire anche perché ero io che usavo la chat per avere dei chiarimenti, quindi non dovevo per forza sapere tutto!!

Durante tutto il corso ho sempre preferito utilizzare la chat anziché il forum perché più immediata e perché la percezione della presenza dell’altro è molto più forte; inoltre è possibile scambiare anche quattro chiacchiere e frasi simpatiche per sdrammatizzare situazioni difficili.

Di tutti gli strumenti per la comunicazione online che ho conosciuto, dunque, il mio preferito è sicuramente la chat, forse proprio perché l’ho potuta sperimentare a tutto tondo.

Da questa mia esperienza ho potuto ricavare una serie di vantaggi e di svantaggi che spero possano essere utili a quanti vorranno utilizzare la chat come strumento per la comunicazione online.

VANTAGGI

  •  la sincronia della chat permette di prendere delle decisioni urgenti e di scambiare le informazioni con gli altri membri del   gruppoin modo immediato.
  • La presenza del tutor in chat ci dà la possibilità di ricevere dei feedback “istantanei” che evitano l’attesa della risposta ad un determinato problema.
  • Usando una modalità di interazione piuttosto informale, la chat favorisce la socializzazione e il senso di appartenenza al gruppo.
  • Attraverso la chat si rafforza il rapporto con il tutor: c’è uno scambio di fiducia reciproca.

 SVANTAGGI

  • Essendo una comunicazione piuttosto veloce, c’è il rischio che gli interventi si sovrappongano e si crei confusione.
  • Non c’è la possibilità di riflettere a lungo su quello che si vuole scrivere.

 

maggio 2, 2012 Posted by | riflessioni, tutor online | , , | Lascia un commento

La tecnologia ha reso l’e-mail meno asincrona?


L’e-mail è uno strumento di comunicazione asincrono, offre al tutor e ai corsisti la possibilità di comunicare in vari modi, con messaggi rivolti al gruppo intero (uno/molti – molti/molti), con messaggi tutor/corsista o viceversa (uno/uno). Può essere utilizzato per l’invio di richieste, di consegne (notifiche), per la discussione di momenti organizzativi e la socializzazione (progettazione – interazione). Favorisce, inoltre, il clima di apprendimento cooperativo poiché la comunicazione non è asimmetrica e unidirezionale, bensì simmetrica e multidirezionale, con assidui scambi fra emittente e ricevente/i, anche se l’intenzionalità della comunicazione è maggiormente affidata all’emittente. Le innovazioni tecnologiche hanno comunque avvicinato l’e-mail agli altri strumenti sincroni: l’e-mail, infatti, si può collocare tra il telefono e la scrittura tradizionale; se ci pensiamo bene, i tempi di interazione della posta elettronica non differiscono troppo da quelli dei sistemi sincroni (chat ecc.). Rispetto alla distinzione tradizionale fra sistemi sincroni e asincroni della CMC, negli ultimi anni si sono aperte delle possibilità ibride, dovute alla convergenza di tecnologie o di programmi in origine separati. Ad esempio, ICQ supporta funzioni che vanno dall’e-mail alla videoconferenza; il WAP permette di navigare in internet con il cellulare, di leggere e di rispondere alla posta elettronica; si può, inoltre, comunicare via sms invece di chiamare il proprio interlocutore, scegliendo l’una o l’altra modalità in base all’esigenza, al tipo di messaggio o alla circostanza. Ogni messaggio diventa così il frammento di un dialogo continuo, mediato ora dal computer ora dal telefono cellulare. L’integrazione dei media consente perciò di mantenere sempre aperto il canale della comunicazione, indipendentemente dalla posizione fisica degli interlocutori. Tuttavia, molti studi sulla CMC esprimono oggi l’insufficienza metodologica delle categorie sincrono – asincrono, che sono state elaborate guardando alla comunicazione fra postazioni fisse collegate in rete. Si può affermare, quindi, che i confini tra sincrono e asincrono sono destinati ad assottigliarsi sempre di più perché non dipendono solo dalle caratteristiche del mezzo ma anche dalla volontà degli utenti. Che cosa ne pensate?

Bibliografia

Calvani, A., Rotta, M. (1999) Comunicazione e apprendimento in rete. Costruttivismo e apprendimento in rete. Roma: Erickson.

Pistolesi Elena, Il parlar spedito. L’italiano di chat, e-mail e sms, 2004, Esedra.

marzo 13, 2010 Posted by | strumenti didattici, tutor online | , , , | Lascia un commento

Importanza delle interfacce


Le interfacce ad esempio sono state caratterizzate per molto tempo da una modalità di tipo puramente testuale, da linguaggi con sintassi rigide, da elementi di natura tecnica spesso ostici per molti utenti. Gradatamente si è passati alle più moderne interfacce basate su finestre, menù a tendina ed icone evocative ed oggi esse si possono finalmente definire multimediali: l’utente non deve più conoscere linguaggi di comando troppo elaborati e le funzionalità di una applicazione diventano facilmente accessibili anche a chi non ha competenze tecniche. Ciò sta portando le interazioni con il computer ad essere sempre più naturali ed amichevoli. Di conseguenza anche il ruolo delle interfacce nelle applicazioni didattiche si è modificato. Inizialmente si riteneva che l’interfaccia fosse slegata dai contenuti, doveva solo evitare la formazione di barriere psicologiche e costituire un utile fattore di motivazione. Oggi la funzione che viene attribuita all’interfaccia è sicuramente più attiva: essa deve partecipare al processo di apprendimento suggerendo, ad esempio, la struttura del sapere in campi ancora sconosciuti per l’allievo, o facilitando la risoluzione di problemi, o ancora, usando il movimento e l’animazione per rappresentare cambiamenti di stato. L’interfaccia in un ambiente didattico interattivo non può quindi più essere indipendente dai contenuti, ma ne deve ricalcare la struttura e i processi diventando così elemento centrale della progettazione didattica.

febbraio 15, 2010 Posted by | riflessioni, strategie didattiche, strumenti didattici, tutorial, Uncategorized | , , , , , , | Lascia un commento

LA COMUNICAZIONE SINCRONA: VANTAGGI E LIMITI


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La mia prima esperienza come partecipante ad un corso totalmente on line, mi ha posto necessariamente di fronte all’utilizzo di strumenti multimediali nuovi, o comunque da me mai utilizzati in contesti didattici, come le chat. Questa forma di comunicazione di tipo sincrono ha subito stimolato la mia curiosità, ma nello stesso tempo il mio senso critico rispetto agli aspetti positivi e negativi. Il contatto interattivo diretto è oggettivamente meno noioso dell’accesso asincrono e quindi mantiene più alta la soglia d’attenzione. Si tratta di un metodo di comunicazione e di apprendimento interattivo in cui ogni partecipante può sentirsi parte attiva nel processo di formazione proprio e dei compagni di corso. Infine, un aspetto importante è costituito dalla possibilità d’avere un dialogo molto più rapido rispetto a quanto richiesto dai sistemi a lenta interattività.

Ma accanto agli aspetti positivi ce ne sono altri negativi legati tra l’altro al fatto che i sistemi di comunicazione di tipo sincrono non sono così diffusi. Uno degli svantaggi di questo tipo di comunicazione, è sicuramente il fatto che si richiedono agli utilizzatori delle conoscenze di base che, seppur minime, non è detto che siano acquisite.

Uno svantaggio non secondario è rappresentato, poi, dalla mancanza di quei segni di comunicazione non verbale che spinge alcune persone a trovare il mezzo di comunicazione “freddo” ed impersonale, rispetto al rapporto umano caratterizzante la formazione tradizionale.

Per la sua praticabilità, l’interazione sincrona esige spesso un’organizzazione degli interventi che richiede la presenza di un moderatore, il tutor, il quale non dovrà essere recepito come un “selezionatore” d’interventi, per evitare l’inevitabile abbandono della chat o il rifiuto di parteciparvi per paura d’essere giudicati.

Altro fattore da non sottovalutare è che, per avere delle situazioni di comunicazione

in tempo reale, i discenti devono essere, chiaramente, tutti presenti nello stesso momento, e tale aspetto comporta più problemi che vantaggi, così come il mio gruppo ha sottolineato nello studio di caso.

E’ evidente come tale strumento se non ben calibrato, possa rappresentare una costrizione, in quanto non tutti possono avere la facoltà di collegarsi ad Internet nel medesimo periodo e per i tempi richiesti dalla discussione, e questo per i più svariati motivi.

Ciò costituisce un elemento negativo in quanto rappresenta un limite alla libertà d’accesso temporale al corso, caratteristica prima dell’online learning.

La comunicazione in tempo reale, inoltre, può presentare problematiche nell’interazione rispetto ad altri strumenti come la posta elettronica. Questo avviene perché la conversazione del singolo viene ad essere inserita all’interno degli interventi di tutti i partecipanti alla chat, senza soluzione di continuità, ed il rischio di perdere il filo del discorso, tra tutti gli scritti degli altri, viene ad essere molto alta.

Come evidenziato, molti sono i pro dell’interazione sincrona, ma altrettanti i contro che ne limitano pesantemente l’utilizzo a favore dei sistemi comunicativi di tipo asincrono.

Dal punto di vista educativo, la comunicazione in modalità differita è preferibile a quella in tempo reale [ vedi Harasim, 1999].

In primo luogo, ciascuno ha la possibilità di collegarsi alla Rete e di studiare nei tempi a lui più comodi; uno dei vantaggi di un corso in Rete è proprio quello che può essere seguito in qualsiasi momento della giornata, secondo le singole esigenze. Il discente ha, quindi, la possibilità di procedere al proprio ritmo in base alle sue disponibilità, capacità ed interessi. Si concretizza l’idea d’apprendimento personalizzato, per cui ogni studente ha la possibilità di concorrere a definire il proprio progetto di formazione. Egli ha la possibilità di preparare il propriointervento con accuratezza: al contrario del sistema sincrono, in cui l’interazione è immediata, quello asincrono permette di preparare offline il proprio contributo dopo aver letto quelli degli altri e magari consultato materiale bibliografico.

Anche nel caso della comunicazione asincrono l’impatto iniziale può essere molto forte per chi non ha mai utilizzato la Rete per studiare o per aggiornare il proprio bagaglio di conoscenza.

È possibile meditare meglio quello che si scrive, senza cedere all’impulso, e si può accedere a tutta la documentazione di cui si necessita nei tempi più appropriati alle singole esigenze.

La comunicazione sincrona è consigliata per situazioni più informali o per contributi multimediali specifici, che richiedono la simultaneità di presenza online.

Entrambe sono importanti, anche se l’apporto delle tecnologie dell’informazione nello sviluppo dell’apprendimento “in Rete” manifesta i suoi risultati, come sottolineato, soprattutto nel caso dell’interazione di tipo asincrono.

 

 

 

 

 

 

febbraio 17, 2009 Posted by | comunicazione, strumenti didattici | , , | Lascia un commento