Tutor Online: formazione, ricerca e condivisione

“Il galateo della rete”


Frequentando il corso di formazione a distanza “Tutor on line” ho avuto l’opportunità di riflettere sull’aspetto della Netiquette, aspetto che spesso si dà per scontato o addirittura si sottovaluta… Probabilmente non essendoci contatto fisico con gli altri utenti del web, né confini spazio-temporali, si pensa che internet sia un mondo “privo di regole”, dove tutto è permesso perché “nessuno vede o sente”: ecco che  vengono a mancare quel buon senso e quella buona educazione che sono essenziali anche negli ambienti virtuali e nelle relazioni in rete.

A tal proposito ho trovato una risorsa piuttosto interessante che consiglio di leggere, il cui link è :

http://www.bio.unipd.it/local/internet_docs/netiq.html

Qui dapprima si dà una definizione generale della Netiquette  ( da  Net – rete – e Etiquette – Etichetta o Galateo – ) come di un insieme di semplici regole per il rispetto delle risorse del web e degli altri utenti dello stesso, di seguito si specificano i corretti comportamenti da seguire nell’uso di alcuni specifici strumenti on line, quali:

– posta elettronica

– gruppi di discussione

– trasferimento di dati e documenti

– “World Wide Web”.

E’ importante che tutti conoscano e osservino tali norme: il tutor, lo studente e tutti coloro che  utilizzano la rete, anche se per fini diversi dalla formazione.

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maggio 8, 2012 Posted by | comunicazione, comunità, riflessioni | , , , , | Lascia un commento

Gli effetti della CMC sugli individui


Frequentando il corso “tutor on line” ho avuto la possibilità di leggere, ricercare e scambiare molti materiali interessanti sulla comunicazione on line. Ho potuto sperimentare in prima persona i diversi strumenti che la rete offre e rendermi conto delle mie difficoltà a rapportarmi con persone sconosciute e lontane da me nel tempo e nello spazio.

Grazie a tutti gli articoli, alle informazioni recepite e all’esperienza diretta ho trovato molto significativo l’aspetto psicologico della comunicazione mediata dal computer.

Quali effetti hanno le nuove modalità comunicative sull’individuo? Quali comportamenti si adottano? Essi rispecchiano la realtà o una figura che ci si costruisce per la rete?

Queste domande mi hanno dato la possibilità di riflettere e di approfondire l’argomento.

Durante la mia ricerca ho trovato un interessante articolo della dottoressa Daniela Rigli, tratto dal sito http://www.psicologiaebenessere.it/la-comunicazione-mediata-dal-computer-cmc/, nel quale, attraverso il confronto fra la comunicazione mediata dal computer e la comunicazione “faccia a faccia”, si delineano i diversi comportamenti degli individui.

Dall’analisi dell’articolo è possibile affermare che sostanzialmente due sono gli approcci che solitamente le persone adottano negli ambienti di comunicazione online:

  1. I soggetti si disinibiscono, diventando più aperti e più liberi di esprimersi, poiché, in un certo senso, si isolano e non devono affrontare il contatto diretto con l’altro.
  2. le persone diventano più impulsive e irresponsabili; la mancanza di un contesto reale e l’idea di parlare con qualcuno “lontano e sconosciuto” provoca nell’individuo l’abbandono delle regole e la convinzione di poter dire tutto senza badare alla forma, al tono e quindi alla netiquette.

Ho scoperto, con molta sorpresa, di far parte del primo approccio (dico con sorpresa perché di solito preferisco il contatto fisico a qualsiasi altra forma di comunicazione); man mano che l’ambiente diventava più familiare e le persone più “conosciute” mi sono aperta e sono riuscita a dire il mio pensiero, anche se questo poteva essere in disaccordo con quello degli altri.

Non nego, però, che la tentazione e la voglia di incontrare “realmente” i miei compagni e di poterli guardare negli occhi siano forti, spero, infatti, di vederli finalmente tutti il giorno dell’esame finale.

In questa esperienza ho avuto modo di scoprire il piacere della comunicazione mediata dal computer e con essa l’insieme di emozioni, pensieri e legami che si intrecciano e che ci danno la possibilità di crescere e di migliorare.

Per concludere riporto un passo dell’articolo della dott.ssa Rigli che, come psicologa, ci dà un importante suggerimento:

… invito l’uomo moderno a non soppiantare i vecchi metodi di comunicazione con quelli moderni ma ad integrarli con la consapevolezza degli effetti positivi e negativi in modo da migliorare la qualità di vita e aumentare il benessere delle persone.

maggio 3, 2012 Posted by | riflessioni, tutor online | , | 2 commenti

Il futuro è nella crossmedialità?


Il percorso formativo svolto nel  Corso Tutor on line dell’Università di Macerata, seppure breve ma intensivo, mi ha orientato a condividere le mille risorse del web con più consapevolezza e meno pregiudizi, diffidenza  e timori. Le attività di collaborazione e di ricerca hanno stimolato a leggere e aggiornarmi sulle nuove modalità di comunicazione online. Diverse risorse sono state utilizzate e tante altre sono da sperimentare, ed il futuro  è proprio nella sperimentazione di metodologie, tecniche digitali, media sempre più avanzati  in ogni settore della società (nell’area della formazione, marketing, editoria ecc..) al fine di rendere fruibili su più piattaforme lo stesso prodotto.

L’articolo “Prove tecniche di crossmedialità” (Vittorio Canavese, 2012) spiega come ha condotto una sperimentazione per “dimostrare la possibilità di sviluppare rapidamente risorse formative in rete facendo ricorso a tecnologie facilmente accessibili e di costo contenuto” . Il laboratorio creato da un gruppo di formatori è stato intitolato “ Prove tecniche di crossmedialità”, hannoa utilizzato software per le mappe mentali come Xmind, particolarmente flessibile e in grado di essere esportato in vari formati come flash,  MindMeister che offre funzionalità direttamente in rete , l’uso di You Tube per l’accesso ai video.

In breve mi sono chiesta cos’è la Crossmedialità ?  Secondo Alberto Bianchet – Crossmedia manager “ è un modo di coordinare strumenti, strategie e metodi di comunicazione al fine di progettare e produrre contenuti e messaggi da subito adatti a diversi e distinti mezzi e supporti di comunicazione (non necessariamente digitali)“.

La crossmedialità è la caratteristica di un prodotto di veicolare i propri contenuti tramite diversi media, da quelli tradizionali (teatro, cinema, televisione) a quelli di ultima generazione ( tv interattiva, siti internet, social network) utilizzando quindi device diversi. “(Isabel de Maurissens e Silvia Panzarotta, 2011 “Crossmedialità e apprendimento”)

A conclusione,  il significato di crossmedialità esposto in formato video dal titolo  Cos’è la crossmedialità ? di Edoardo Fleischner, docente di Nuovi media e comunicazione alla Statale di Milano, spiega come la crossmedialità consente con più formati di età diverse, tecnologie, prodotti /servizi di collegarsi tra loro e interscambiarsi come la Televisione, Internet e Twitter.

Sitografia:

http://www.aifonline.it/archivioLearningNews/articoli/2012_n03_07_Multilabpsecondaparte.pdf

http://crossmediale.blogspot.it/search/label/cross%20media

http://www.treccani.it/webtv/videos/Int_Edoardo_Fleischner_crossmedialita.html

http://www.screenweavermedia.com.au/crossmedia.html (Crossmedia Digital Marketing “The age of endless possibilities”)

Immagine tratta da: http://www.indire.it/content/index.php?action=read&id=1700 )

aprile 16, 2012 Posted by | presentazione | , , , | Lascia un commento

Communication between tutors – students in DL: uno studio presso la Hellenic Open University


L’articolo “Communication between tutors – students in DL” (Panagiotis, Chrysoula, 2010) pubblicato recentemente sulla rivista online European Journal of Open, Distance and E-Learning, presenta un’indagine condotta all’interno del corso “Open and Distance Education” tenuto presso la Hellenic Open University.

L’obiettivo della ricerca, condotto su tutor e studenti, è analizzare le diverse modalità comunicative intercorse tra i soggetti e, allo stesso tempo, le percezioni degli studenti in merito all’efficacia degli interventi comunicativi per il completamento del corso.

Link all’articolo.

luglio 20, 2010 Posted by | articoli, tutor online | , | Lascia un commento

AUMENTARE LA SICUREZZA PER CREARE FIDUCIA NELLA COMUNICAZIONE ONLINE


Comunicare online in modo da trasmettere FIDUCIA è sicuramente un obiettivo non facilmente raggiungibile. Si legge ogni giorno di frodi e furti di identità che terrorizzano non pochi utenti del social network allontanando potenziali fruitori delle incommensurabili risorse offerte dalla rete. La spersonalizzazione dei rapporti ha acuito non poco questo aspetto problematico per cui il primo ostacolo da superare per il Tutor online è l’istintiva diffidenza dei fruitori dei servizi offerti.

Finita l’era del web 1.0 durante la quale un sacco di gente si nascondeva dietro un nick pensando così di rimanere completamente anonima, oggi per comunicare online e FARSI ASCOLTARE, bisogna avere un nome, un cognome, un volto e una voce, e possibilmente, la gente deve anche sapere dove trovarti. Insomma, gli utenti devono essere certi di avere a che fare con una persona. Questo obiettivo si raggiunge solo rendendosi visibili, con tutto quello che ciò significa. Trasmettere fiducia nella comunicazione online significa comunicare, trasmettendo in modo chiaro e trasparente, con spontaneità, passione, impegno e mostrando il proprio volto. Dimostrando di comprendere i linguaggi utilizzati dai “nativi digitali” sempre più costituiti da simboli ed abbreviazioni all’apparenza incomprensibili. Da circa tre mesi utilizzo un social network per comunicare con i miei allievi e solo adesso riesco a piegarmi come mai loro utilizzano per comunicare per iscritto quella che è ironicamente chamato italiondo “italiano del terzo mondo”. Tale linguaggio è fatto di simboli abbreviazioni ed assenza completa di punteggiatura, è lo stesso linguaggio che i ragazzi utilizzano per scambiarsi messaggi via SMS. Loro, sono visibili, non hanno il problema di comprendersi nella comunicazione ma piuttosto quello di imparare a scegliere gli interlocutori, a difendersi dai rischi a cui la rete li e ci espone. Bisogna quindi cominciare a preoccuparsi di organizzare, già nella scuola dell’obbligo corsi di informazione, formazione online per insegnare agli allievi ad individuare i segnali di pericolo che dalla rete arrivano copiosi. Il tutor online quindi, non può essere solo una persona professionalmente preparata a gestire, nel significato più ampio del termine corsi di formazione, deve essere educatore online.

maggio 2, 2010 Posted by | comunicazione, Uncategorized | , , | Lascia un commento

La tecnologia ha reso l’e-mail meno asincrona?


L’e-mail è uno strumento di comunicazione asincrono, offre al tutor e ai corsisti la possibilità di comunicare in vari modi, con messaggi rivolti al gruppo intero (uno/molti – molti/molti), con messaggi tutor/corsista o viceversa (uno/uno). Può essere utilizzato per l’invio di richieste, di consegne (notifiche), per la discussione di momenti organizzativi e la socializzazione (progettazione – interazione). Favorisce, inoltre, il clima di apprendimento cooperativo poiché la comunicazione non è asimmetrica e unidirezionale, bensì simmetrica e multidirezionale, con assidui scambi fra emittente e ricevente/i, anche se l’intenzionalità della comunicazione è maggiormente affidata all’emittente. Le innovazioni tecnologiche hanno comunque avvicinato l’e-mail agli altri strumenti sincroni: l’e-mail, infatti, si può collocare tra il telefono e la scrittura tradizionale; se ci pensiamo bene, i tempi di interazione della posta elettronica non differiscono troppo da quelli dei sistemi sincroni (chat ecc.). Rispetto alla distinzione tradizionale fra sistemi sincroni e asincroni della CMC, negli ultimi anni si sono aperte delle possibilità ibride, dovute alla convergenza di tecnologie o di programmi in origine separati. Ad esempio, ICQ supporta funzioni che vanno dall’e-mail alla videoconferenza; il WAP permette di navigare in internet con il cellulare, di leggere e di rispondere alla posta elettronica; si può, inoltre, comunicare via sms invece di chiamare il proprio interlocutore, scegliendo l’una o l’altra modalità in base all’esigenza, al tipo di messaggio o alla circostanza. Ogni messaggio diventa così il frammento di un dialogo continuo, mediato ora dal computer ora dal telefono cellulare. L’integrazione dei media consente perciò di mantenere sempre aperto il canale della comunicazione, indipendentemente dalla posizione fisica degli interlocutori. Tuttavia, molti studi sulla CMC esprimono oggi l’insufficienza metodologica delle categorie sincrono – asincrono, che sono state elaborate guardando alla comunicazione fra postazioni fisse collegate in rete. Si può affermare, quindi, che i confini tra sincrono e asincrono sono destinati ad assottigliarsi sempre di più perché non dipendono solo dalle caratteristiche del mezzo ma anche dalla volontà degli utenti. Che cosa ne pensate?

Bibliografia

Calvani, A., Rotta, M. (1999) Comunicazione e apprendimento in rete. Costruttivismo e apprendimento in rete. Roma: Erickson.

Pistolesi Elena, Il parlar spedito. L’italiano di chat, e-mail e sms, 2004, Esedra.

marzo 13, 2010 Posted by | strumenti didattici, tutor online | , , , | Lascia un commento

L’evoluzione della comunicazione online: dal web 1.0 al web 2.0


Da un punto di vista strettamente tecnologico il Web 2.0 è del tutto equivalente al Web 1.0 , ma si discosta dai classici siti web statici, dall’e-mail, dall’uso dei motori di ricerca, dalla navigazione lineare con un world wide web più dinamico e interattivo.

Il Web 2.0  ( il termine è stato coniato durante una sessione di brainstorming di un gruppo[1] mentre rifletteva sulla progressiva importanza del Web nella vita quotidiana e sul pullulare di nuovi servizi di nuova qualità), è  usato per indicare un generico stato di evoluzione di Internet e in particolare del World Wide Web, è una nuova visione di Internet che ha cominciato ad influenzare il modo di lavorare ed interagire col le informazioni in rete.  La  particolarità sta nell’approccio con il quale gli utenti si rivolgono al Web, che passa fondamentalmente dalla semplice consultazione alla possibilità di contribuire popolando e alimentando il Web con propri contenuti che diventano indipendenti da chi li produce o dal sito in cui vengono creati. L’informazione può essere suddivisa in unità che viaggiano liberamente da un sito all’altro. Gli utenti hanno la possibilità di prendere informazioni da diversi siti simultaneamente e di distribuirli sui propri siti per nuovi scopi.

Il Web 2.0 si va costruendo sempre più sull’approccio collaborativo e aperto tipico dei prodotti open-source che permette di condividere le informazioni e la conoscenza. Il Web 2.0 lascia ai dati una loro identità propria, che può essere cambiata, modificata o remixata da chiunque per uno scopo preciso. Fra le applicazioni del web 2.0 quelle più diffuse sono:

  • Blog ( vero e proprio luogo di incontro, discussione e condivisione di argomenti e contenuti, disponibili come testo, immagini, audio e video);
  • Wiki[2] ( La logica che muove e sviluppa i wiki è la partecipazione degli utenti a un obiettivo comune, come la creazione di un glossario o di un argomento specifico. In questo caso chiunque può aggiungere o modificare il contenuto (testo, immagini e video) presenti in un wiki. E’ messo in risalto l’elemento umano quale partecipazione libera per la costruzione di un bene culturale comune usufruibile da tutti gratuitamente ( es. l’enciclopedia mondiale online “Wikipedia” );
  • Social network (le reti sociali) ovvero i raggruppamenti di persone con passioni e interessi comuni, intenzionate a condividere pensieri e conoscenze ed organizzate tecnologicamente in tal senso, (es. MySpace, Youtube e Flickr che si occupano di raccogliere le personalità dei partecipanti, i loro video e le loro foto);
  • Podcasting e videocast sono l’evoluzione audio e video del blog. Una via di mezzo tra un diario ed una radio che offre potenzialità limitate solo dalla propria creatività in termini di efficacia nella comunicazione.

La grande innovazione di fondo del Web 2.0 è quindi l’aver reso il contenuto fruibile in tutte le sue applicazioni multimediali, come prodotto dell’interazione tra persone attraverso software ad hoc e basato su un approccio innovativo alla proprietà intellettuale.


[1] Articolo “What is Web 2.0”: http://oreillynet.com/pub/a/oreilly/tim/news/2005/09/30/what-is-web-20.html

[2] Wiki è un termine hawaiano che letteralmente significa “molto veloce”.Il wiki è tra gli “emerging tool” legati al web 2.o, è uno strumento previsto come modulo, eventualmente aggiuntivo in alcune piattaforme open source. Molte comunità di lavoro e di formazione utilizzano al loro interno o accanto una piattaforma e-learning, altri sistemi per la comunicazione e la condivisione di risorse, quali Skype, podcast, you tube, google docs & spreadsheets, cmap, ecc…La principale caratteristica dei Wiki è quella di poter creare pagine web senza specifiche conoscenze tecniche, in maniera collaborativa. Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_principale)  è una particolare e molto conosciuta forma di Wiki, strutturata come un’enciclopedia ipertestuale, che è diventata uno dei principali strumenti di creazione e “condivisione del sapere dal basso” (D.De Kerchove)

febbraio 19, 2010 Posted by | comunicazione | , , | 2 commenti