Tutor Online: formazione, ricerca e condivisione

“Il galateo della rete”


Frequentando il corso di formazione a distanza “Tutor on line” ho avuto l’opportunità di riflettere sull’aspetto della Netiquette, aspetto che spesso si dà per scontato o addirittura si sottovaluta… Probabilmente non essendoci contatto fisico con gli altri utenti del web, né confini spazio-temporali, si pensa che internet sia un mondo “privo di regole”, dove tutto è permesso perché “nessuno vede o sente”: ecco che  vengono a mancare quel buon senso e quella buona educazione che sono essenziali anche negli ambienti virtuali e nelle relazioni in rete.

A tal proposito ho trovato una risorsa piuttosto interessante che consiglio di leggere, il cui link è :

http://www.bio.unipd.it/local/internet_docs/netiq.html

Qui dapprima si dà una definizione generale della Netiquette  ( da  Net – rete – e Etiquette – Etichetta o Galateo – ) come di un insieme di semplici regole per il rispetto delle risorse del web e degli altri utenti dello stesso, di seguito si specificano i corretti comportamenti da seguire nell’uso di alcuni specifici strumenti on line, quali:

– posta elettronica

– gruppi di discussione

– trasferimento di dati e documenti

– “World Wide Web”.

E’ importante che tutti conoscano e osservino tali norme: il tutor, lo studente e tutti coloro che  utilizzano la rete, anche se per fini diversi dalla formazione.

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maggio 8, 2012 Posted by | comunicazione, comunità, riflessioni | , , , , | Lascia un commento

riflessioni come studente nel corso tutor on-line


Alla fine del mio percorso di formazione in Tutor On line, ecco le mie riflessioni  nel ruolo di studente.

Quando ho intrapreso questa nuova avventura non mi rendevo conto di ciò che avrei “immagazzinato” e soprattutto di quante fossero le competenze di cui avrei avuto bisogno per portarla a termine!

Prima di ogni cosa competenze relazionali: mi sono accorta che se non si usano le giuste strategie per entrare in empatia con gli altri studenti … tanto avanti non si va! 😉

Devo dire che il rischio di scontri, in un corso on line, in cui le attività siano in altissima percentuale collaborative, è davvero alto! Le differenze individuali, lo stress dovuto al non dover solo pensare al corso, ma al proprio lavoro e problemi di vita quotidiana, alcune volte hanno scaturito incomprensioni fra i membri del gruppo.

Ma è giusto sottolineare anche la forte collaborazione, la solidarietà, il rispetto e la confidenza che d’altra parte, ho ricevuto da alcuni studenti con cui ho lavorato più a stretto contatto! Quindi a chi dice che un corso erogato interamente on line, priva completamente i corsisti del contatto diretto ed empatico con docenti e colleghi di corso…io rispondo: per me non è stato così!! E mi sono un giorno anche ricreduta su un’ opinione (forse stereotipo e pregiudizio) che da sempre ho sostenuto: la solidarietà femminile non esiste, gli uomini sanno collaborare e sostenersi di più!

Ora anche su questo posso dire: non è così!

Nelle ragazze con cui ho condiviso lo svolgimento di attività ho trovato sostegno, aiuto, comprensione, e voglia di fare bene unendo le forze, camminando nella stessa direzione senza rivalità e tenendoci per mano! Grazie ragazze!!

Un’altra competenza di cui ho avuto bisogno è stata quella tecnologica … e qui diversi problemi per me sono emersi a causa della mia scarsa padronanza sulle tecnologie informatiche e sui diversi strumenti di comunicazione in rete. Però ho scoperto che molti miei limiti erano mentali … è proprio vero che l’ignoranza crea barriere!! Nel momento in cui ero obbligata a svolgere attività in cui dovevo utilizzare strumenti di cui prima non avevo mai sentito parlare (wiki, diigo….) entravo nel pallone!! Poi magari mi accorgevo che erano strumenti semplicissimi!

Quindi sono felice non solo di aver appreso nuove nozioni “informatiche”, ma soprattutto di aver modificato il mio stato mentale di rifiuto verso di esse! Ora niente mi spaventa … perché so che con buona volontà e pazienza QUASI tutto è possibile!

Altra difficoltà da me incontrata durante il corso è stata quella di conciliare i tempi necessari allo studio con gli impegni lavorativi e personali della vita quotidiana … se ho resistito devo dire solo grazie ha coloro che hanno strutturato questo motivante e accattivante corso. Mi è piaciuto davvero!! Oltre le mie aspettative! Certo le attività erano molte, e il fatto che il proprio lavoro e i propri tempi di esecuzione condizionassero quelli degli altri, provocava spesso ansia, ma allo stesso tempo non ti permetteva di mollare la presa!!

Interessantissime le fasi in cui avvenivano simulazioni … proprio grazie alle quali ho compreso davvero meglio la figura del tutor.

maggio 7, 2012 Posted by | riflessioni | | Lascia un commento

Riflessioni riguardo la scrittura in rete.


Da quando ho letto il libro “Tecnologia e costruzione di mondi. Post-costruttivismo, linguaggi e ambienti di apprendimento” (P. G. Rossi) c’è un aspetto che mi ha particolarmente colpito, e che ho ritrovato in alcuni articoli che ho segnalato: si tratta delle peculiari caratteristiche che la scrittura assume nella comunicazione in rete e di come essa stia modificando (se sta modificando) le nostre “tradizionali” modalità di pensare e scrivere.

C’è un elemento che sembra emergere nella società odierna: la fretta. Viviamo in un’epoca in cui si tende a voler avere tutto e subito, in cui le facilitazioni offerte dai sevizi stanno accorciando i tempi di attesa per ogni cosa, un tempo in cui le tecnologie si modificano in tempi assai brevi, si continuano a inventare “innovazioni” che costringono a continui aggiornamenti.

Sembra esserci una vera e propria ossessione per la fretta, che ritroviamo in tutti gli ambiti della vita sia privati che pubblici, dal lavoro alle comunicazioni, alle relazioni interpersonali,  quasi una rincorsa continua in cui non possiamo più prenderci un po’ di  tempo per fermarsi a pensare.

È vero che tutto si muove più velocemente, ma la velocità è cosa ben diversa dalla fretta: nel testo on line “L’umanità dell’Internet. Le vie della rete sono infinite” cap. 26) (http://gandalf.it/uman/26.htm) ho trovato una frase di Svetonio che riassume in due parole questo concetto, festina lente – affrettati piano. Per essere al passo coi repentini cambiamenti della società sono certamente necessarie una costante attenzione, velocità di reazione, flessibilità ed elasticità, capacità di adattamento alle novità e rapidità di apprendimento, ma è altrettanto indispensabile possedere pazienza, capacità di selezione, attenzione, e riflessione, e soprattutto capacità di attesa. Insomma un misto tra urgenza e pazienza.

Cosa c’entra la scrittura in rete con tutto ciò? Basta dare uno sguardo a come gli utenti della rete comunicano tra loro per rendersi conto di quanto la rapidità sta avvolgendo la nostra vita.

Il linguaggio della rete (specie tra i giovanissimi, anche se è sempre più diffuso) è un linguaggio improntato all’immediatezza, ad una sempre maggiore informalità, e sebbene la comunicazione on line si avvalga della lingua scritta essa sembra sempre più avvalersi dei caratteri dell’oralità.

Si ricerca una velocità di scambio, un botta e risposta per comunicare quanti più contenuti possibili in un tempo brevissimo, pertanto si ricercano espedienti nelle forme di scrittura che agevolino tale immediatezza. L’uso degli emoticons ne è un esempio: con 3 o 4 caratteri si possono esprimere un gran numero di emozioni; a questi si aggiungano gli acronimi, le frequenti abbreviazioni (“x” al posto di “per”, “cmq” e “qlcn” per dire comunque e qualcuno, “k” a sostituire “ch”), l’assenza di punteggiatura, l’omissione di congiuntivi e forme verbali lunghe e complesse, e tutta una serie di altri espedienti per rendere la lingua (e la comunicazione) più snella e immediata possibile. Chi di noi non si è mai trovato di fronte ad un messaggio del tipo “ciao!cm stai?tt ok? C ved stsr? T v 1kdb”…

Negli sms, ad esempio, ci troviamo costretti ad essere brevi e concisi, a dover trovare espedienti linguistici per condensare un contenuto in uno spazio assai ristretto.

I vantaggi offerti dalla rete ai fini di una comunicazione sempre più rapida, immediata e incurante delle barrire spazio temporali sono assolutamente ovvi e, in un certo senso, indiscutibili. ciò che mi fa riflette, però, è l’effetto che tutta questa velocità potrà avere sulle nostre modalità di pensiero. Tuttavia, mi trovo d’accordo con chi che teme che questa nuova tipologia di scrittura e comunicazione possa “inficiare” le nostre modalità di pensiero.  Il timore è che gli utenti si abituino ad “utilizzare le tecnologie come scappatoia per evitare il compito (assai più difficile e impegnativo) di offrire contenuti significativi e bene organizzati”.

Internet è essenzialmente grafica, immagini, colori, link, deve essere in primis accattivante a livello visivo. Oggi la comunicazione deve essere istantanea, la conoscenza può costruirsi e fruirsi con immediatezza e rapidità. Si parla di un’intelligenza simultanea che, sebbene abbia il pregio di saper saltare con rapidità da un contenuto all’altro, tuttavia spesso non scende nel profondo.

siamo stati abituati a ritenere che chi aveva troppa fretta correva il rischio di combinare dei pasticci. Oggi la fretta non si chiama più fretta ma velocità. […] di conseguenza abbiamo una produzione di messaggi poco strutturati, poco significativi, poco interessanti. La velocità della comunicazione telematica ci rende frettolosi, accelerati e, io credo, anche superficiali.

la conoscenza accelerata non e’ conoscenza. la conoscenza deve prendersi il suo tempo, specialmente se e’ conoscenza complicata”. (Simone, 2000; in “Tecnologia e costruzione di mondi”, P. G. Rossi).

Speriamo davvero che la rapidità non ci conduca alla sterilità..

maggio 5, 2012 Posted by | apprendimento, comunicazione, comunità, libri, riflessioni | , , , | 1 commento

Riflessioni al termine del corso Tutor on line: dinamiche comunicative-relazionali.


Un aspetto di me che non ha subito grandi benefici dal corso è quello relazionale: nonostante per altri ambiti sento di aver incrementato abbastanza le mie competenze, le interazioni a distanza rimangono per me ancora un ostacolo non indifferente. Sebbene abbia svolto tutte le attività didattiche con puntualità ed impegno, ho partecipato davvero poco alla vita della comunità, ho preferito dedicare il tempo che avevo allo svolgimento dei lavori e alla conoscenza dell’ambiente, più che allo scambio di “quattro chiacchiere”con i colleghi.

Grazie alle attività del corso, ho acquisto una buona familiarità con i diversi tools per la comunicazione in rete, ma le mie interazioni sono state per lo più circoscritte alle occasioni di lavoro, non ho sviluppato l’abitudine di scambiare costantemente esperienze, opinioni ecc. con gli altri utenti, infatti mi percepisco solo parzialmente come parte di una comunità.

Ciò che mi blocca nell’intrattenere interazioni on line è l’assenza fisica del mio interlocutore: non mi viene naturale “parlare” con qualcuno che non mi è di fronte, che non posso “toccare” e di cui non riesco a cogliere le espressioni e reazioni corporee alle mie parole. Spesso trovavo i discorsi già avviati, e personalmente faccio difficoltà ad inserirmi in un discorso già strutturato che non mi coinvolge in prima persona, e non sempre trovo qualcosa da dire perché non so se “di là” c’è qualcuno che mi ascolta.

I lavori in piccolo gruppo che abbiamo svolto nelle varie fasi del corso (negoziazione tag; scrittura collaborativa in wiki; chat) mi sono stati di grandissimo aiuto: mi hanno permesso di vincere le mie resistenze, la mia diffidenza e non-abitudine a lavorare in questo modo; ho trovato molto più semplice curare le interazioni nel piccolo gruppo rispetto che nel grande gruppo.

Al contempo, sempre inerentemente l’ambito comunicativo-relazionale, c’è un aspetto che mi ha molto colpito: la netiquette. Nel modulo 2 del corso “Sperimentare-La comunicazione in rete” ho potuto studiare diversi materiali riguardanti le regole per una buona comunicazione in rete, e grazie all’attività del case study ho preso consapevolezza di quanto sia importante avere un “codice” condiviso di comportamento quando si comunica e lavora con altre persone nella rete. In assenza del non verbale, è fondamentale avere una maggior cura di come ci si rapporta con l’altro, perché ogni cosa può essere facilmente fraintesa, col rischio di generare discussioni e situazioni spiacevoli all’interno della comunità. Dal di fuori sembra superfluo, ma mi sono accorta in prima persona di quanto sia difficile intrattenere una comunicazione corretta e proficua in rete, data la peculiarità della situazione. L’aver acquisito conoscenze al riguardo mi ha portato ad “analizzare” criticamente le mie usuali modalità d’interazione: è incredibili quanti errori si commettono (in buona fede ovviamente!). Sicuramente ora posso porre una maggiore attenzione quando intrattengo uno scambio comunicativo in rete per iscritto!

 

maggio 5, 2012 Posted by | comunicazione, comunità, corsi, riflessioni | , , | Lascia un commento

Come migliorare la formazione del tutor on line?


Giunta alla fine del mio percorso di perfezionamento sulla figura del tutor on line, pur ritenendomi estremamente soddisfatta di quanto appreso e sperimentato, sto provando ad auto-valutarmi per capire se, a questo punto, potrei essere in grado di agire correttamente come tutor in un reale corso on line. In che cosa mi sento ancora carente? Mi sento adatta a svolgere questo ruolo? In che cosa sento di dover migliorare? Gli interrogativi sono tanti e nascono dalla considerazione che il tutor on line deve possedere una molteplicità di competenze non sempre e non tutte raggiungibili attraverso la sola formazione esplicita. A questo punto mi sono chiesta: di che cosa avrei bisogno per sentirmi pronta all’azione?

Innanzitutto, ho pensato che potrebbe essere utile permettere a tutti i corsisti di sperimentare concretamente in prima persona il ruolo di tutor on line. Perché non prevedere, ad esempio, una sorta di tirocinio, anche breve, per misurarsi con il tutoraggio in un corso reale e non simulato? Naturalmente in questa fase di tirocinio bisognerebbe essere seguiti passo passo dal tutor reale del corso di perfezionamento, che dovrebbe fornire un feedback costante sull’operato del corsista/tutor. In tal modo si avrebbe la possibilità di mettere in pratica quanto appreso e soprattutto di verificare concretamente se si agisce in maniera corretta (attraverso il feedback del tutor reale). Si tratterebbe così di riscontrare il possesso di competenze operative e non teoriche.

Per “misurare” invece la propria attitudine allo svolgimento del ruolo di tutor on line, si potrebbe prevedere una sorta di test di autovalutazione che consenta ad ogni corsista di verificare se possiede le caratteristiche umane, caratteriali e relazionali adatte per poter esercitare tale ruolo. Io credo che non sia una figura facilmente interpretabile; necessita impegno, dedizione e soprattutto alcune attitudini umane e caratteriali che non sempre si possono acquisire attraverso la formazione. Si tratterebbe semplicemente di dare ai corsisti la possibilità verificare se si è più o meno adatti a svolgere questo tipo di ruolo/professione. I risultati di questo test non impedirebbero certamente a nessuno di cimentarsi ugualmente in questa professione, ma consentirebbero di acquisire maggiore consapevolezza sulle proprie predisposizioni e potenzialità.

Che ne pensate?

Noemi Nespoli

 

maggio 5, 2012 Posted by | riflessioni, tutor online | , , , , , , | 2 commenti

Gli effetti della CMC sugli individui


Frequentando il corso “tutor on line” ho avuto la possibilità di leggere, ricercare e scambiare molti materiali interessanti sulla comunicazione on line. Ho potuto sperimentare in prima persona i diversi strumenti che la rete offre e rendermi conto delle mie difficoltà a rapportarmi con persone sconosciute e lontane da me nel tempo e nello spazio.

Grazie a tutti gli articoli, alle informazioni recepite e all’esperienza diretta ho trovato molto significativo l’aspetto psicologico della comunicazione mediata dal computer.

Quali effetti hanno le nuove modalità comunicative sull’individuo? Quali comportamenti si adottano? Essi rispecchiano la realtà o una figura che ci si costruisce per la rete?

Queste domande mi hanno dato la possibilità di riflettere e di approfondire l’argomento.

Durante la mia ricerca ho trovato un interessante articolo della dottoressa Daniela Rigli, tratto dal sito http://www.psicologiaebenessere.it/la-comunicazione-mediata-dal-computer-cmc/, nel quale, attraverso il confronto fra la comunicazione mediata dal computer e la comunicazione “faccia a faccia”, si delineano i diversi comportamenti degli individui.

Dall’analisi dell’articolo è possibile affermare che sostanzialmente due sono gli approcci che solitamente le persone adottano negli ambienti di comunicazione online:

  1. I soggetti si disinibiscono, diventando più aperti e più liberi di esprimersi, poiché, in un certo senso, si isolano e non devono affrontare il contatto diretto con l’altro.
  2. le persone diventano più impulsive e irresponsabili; la mancanza di un contesto reale e l’idea di parlare con qualcuno “lontano e sconosciuto” provoca nell’individuo l’abbandono delle regole e la convinzione di poter dire tutto senza badare alla forma, al tono e quindi alla netiquette.

Ho scoperto, con molta sorpresa, di far parte del primo approccio (dico con sorpresa perché di solito preferisco il contatto fisico a qualsiasi altra forma di comunicazione); man mano che l’ambiente diventava più familiare e le persone più “conosciute” mi sono aperta e sono riuscita a dire il mio pensiero, anche se questo poteva essere in disaccordo con quello degli altri.

Non nego, però, che la tentazione e la voglia di incontrare “realmente” i miei compagni e di poterli guardare negli occhi siano forti, spero, infatti, di vederli finalmente tutti il giorno dell’esame finale.

In questa esperienza ho avuto modo di scoprire il piacere della comunicazione mediata dal computer e con essa l’insieme di emozioni, pensieri e legami che si intrecciano e che ci danno la possibilità di crescere e di migliorare.

Per concludere riporto un passo dell’articolo della dott.ssa Rigli che, come psicologa, ci dà un importante suggerimento:

… invito l’uomo moderno a non soppiantare i vecchi metodi di comunicazione con quelli moderni ma ad integrarli con la consapevolezza degli effetti positivi e negativi in modo da migliorare la qualità di vita e aumentare il benessere delle persone.

maggio 3, 2012 Posted by | riflessioni, tutor online | , | 2 commenti

La chat, fra simulazione e realtà


Giunti a conclusione del corso “Tutor online” sappiamo tutti oramai cosa sia una chat.

In sintesi possiamo dire che è uno strumento per la comunicazione in rete, è sincrona, basata su testi scritti, avviene in tempo reale e coinvolge più utenti contemporaneamente.

Grazie al corso ho avuto la possibilità e il privilegio di vivere l’esperienza della chat attraverso due ruoli diversi:

–         da studente (nelle attività del corso)

–         da Tutor (nella simulazione)

Riflettendo su entrambe le situazioni mi sono resa conto di quanto il mio approccio sia stato diverso sia per impegno che per modalità di esecuzione.

Affrontare una chat avendo il ruolo di tutor è più coinvolgente e allo stesso tempo molto più impegnativo: bisogna, infatti, essere preparati nei contenuti in modo da riuscire a risolvere qualsiasi dubbio venga proposto dai corsisti.

Inizialmente avevo ansia e timore di non riuscire a gestire le richieste e le esigenze di tutti gli studenti; avevo il pensiero fisso di dover poi essere valutata e questo ha frenato un po’ la mia iniziativa, anche se poi man mano mi sono sciolta e sentita più a mio agio.

Durante la chat cercavo di rispondere prontamente, sinteticamente e in modo preciso a ciascun messaggio, ricordandomi sempre di mettere il nome dello studente a cui stavo rispondendo.

Tentavo di leggere tutto con attenzione, senza dimenticarmi di nessuno e soprattutto capire le dinamiche e le problematiche che si stavano creando per farne fronte subito, prima che diventassero difficili da risolvere.

Alla fine della simulazione ammetto di aver avuto un gran mal di testa, ma anche una grandissima soddisfazione: non che pensassi di essere stata formidabile, ma sapevo di aver fatto del mio meglio e soprattutto di non aver creato grandi situazioni di disordine e di disagio.

Affrontare una chat da studente è davvero tutta un’altra cosa. Io personalmente ero più tranquilla, non avevo il timore di non capire anche perché ero io che usavo la chat per avere dei chiarimenti, quindi non dovevo per forza sapere tutto!!

Durante tutto il corso ho sempre preferito utilizzare la chat anziché il forum perché più immediata e perché la percezione della presenza dell’altro è molto più forte; inoltre è possibile scambiare anche quattro chiacchiere e frasi simpatiche per sdrammatizzare situazioni difficili.

Di tutti gli strumenti per la comunicazione online che ho conosciuto, dunque, il mio preferito è sicuramente la chat, forse proprio perché l’ho potuta sperimentare a tutto tondo.

Da questa mia esperienza ho potuto ricavare una serie di vantaggi e di svantaggi che spero possano essere utili a quanti vorranno utilizzare la chat come strumento per la comunicazione online.

VANTAGGI

  •  la sincronia della chat permette di prendere delle decisioni urgenti e di scambiare le informazioni con gli altri membri del   gruppoin modo immediato.
  • La presenza del tutor in chat ci dà la possibilità di ricevere dei feedback “istantanei” che evitano l’attesa della risposta ad un determinato problema.
  • Usando una modalità di interazione piuttosto informale, la chat favorisce la socializzazione e il senso di appartenenza al gruppo.
  • Attraverso la chat si rafforza il rapporto con il tutor: c’è uno scambio di fiducia reciproca.

 SVANTAGGI

  • Essendo una comunicazione piuttosto veloce, c’è il rischio che gli interventi si sovrappongano e si crei confusione.
  • Non c’è la possibilità di riflettere a lungo su quello che si vuole scrivere.

 

maggio 2, 2012 Posted by | riflessioni, tutor online | , , | Lascia un commento

Identità personale alla luce delle nuove tecnologie


La partecipazione al corso Tutor on line dell’Università di Macerata, come mia prima esperienza nel campo dell’e-learning, mi ha portato a riflettere sull’importanza dell’identità personale e al suo ripensamento alla luce del crescente sviluppo delle tecnologie digitali e delle nuove forme di comunicazione.

Il web è sicuramente un universo affascinante, ma non deve farci cadere nell’errore di perdere coscienza del proprio io.

La sperimentazione del corso simulato, inizialmente mi ha disorientata, ho assistito ad uno “sdoppiamento della mia persona”, una sorta di doppia identità “reale” e “virtuale” alla quale ho ceduto inconsapevolmente per poi ritornare ad essere me stessa.

Una bellissima esperienza che mi ha fatto riflettere su come oggi siamo un po’ tutti  utenti “inconsapevoli” di internet.

Mi chiedo,  a questo punto, saremo ancora in grado di mitigare le distanze tra il mondo reale e quello virtuale?

Riusciremo a conservare la nostra identità staccata da tutto ciò che internet rappresenta?

Capisco l’importanza della rete,  ma la mia paura risiede nella incapacità di conservare la propria libertà individuale e proiettarsi in un mondo virtuale sempre più diverso ma talmente integrato con il mondo reale da non riuscire a distinguere il vero dal falso  e il bene dal male.

Prendendo spunto da un noto film, non vorrei svegliarmi un giorno e scoprire di aver vissuto in un mondo virtuale, credendo che fosse la mia vita reale.  Lo so, è fantascienza e mi auguro che rimanga tale.

aprile 30, 2012 Posted by | riflessioni, tutor online | , , | 1 commento

La formazione del tutor online come richiamo alla professionalizzazione


Il corso di perfezionamento “Tutor on line” attivato dalle Università degli studi di Camerino, di Macerata e del Molise è giunto quasi alla sua conclusione e come studente mi trovo a riflettere sull’evoluzione del percorso formativo intrapreso. Rivedendo il percorso progettato, nella sua visione d’insieme, mi sono accorta che questo riprende in parte il principio dell’alternanza teoria-pratica-teoria tanto caro alla professionalizzazione (1).

Affinché si costruisca una professionalità occorre partire dai saperi teorici, cioè possedere dei saperi e conoscere gli strumenti essenziali del proprio mestiere. L’inizio del corso è stato fondamentale per esplorare l’ambiente OLAT, per approfondire le conoscenze degli strumenti che un tutor on line ha a disposizione nell’ambiente, per esaminare, mediante le letture di articoli (proposti dai docenti del corso o condivisi direttamente in diigo dai corsisti) sul ruolo di questa figura, sulle competenze che dovrebbe possedere, sulle problematiche che deve saper affrontare.

Dopo questo periodo di studio maggiormente teorico si è passati alla pratica: si è progettato un intero corso on line seguito dalla simulazione del percorso costruito insieme durante la quale alcuni studenti hanno avuto i ruoli da tutor e docente. Durante questa fase ho svolto il ruolo di tutor (per circa 10 giorni) e l’attività è risultata abbastanza impegnativa ma mi ha permesso di simulare, in sicurezza, il ruolo di e-tutor: ho dovuto trasformare i miei saperi teorici in saperi pratici, anche se alcune volte la realtà che avevo di fronte si è mostrata più complessa e imprevedibile rispetto a ciò che avevo studiato.  La figura del tutor deve da un lato collaborare con il docente del corso e dall’altro monitorare il percorso personale di ogni corsista. Il tutor deve instaurare un rapporto collaborativo e in accordo con il docente in modo da rendere più chiaro possibile il percorso, deve accordarsi con lui sulle modalità di svolgimento delle attività, deve informarlo delle problematiche dei corsisti in modo che ognuno abbia la possibilità di portare a termine con successo il percorso. Dall’altra parte il tutor è il punto di riferimento per i corsisti, rappresenta la figura centrale in un corso di FaD, “sono i tutor che fanno la qualità dell’e-learning creando la ‘vicinanza psicologica’, l’interattività in presenza e a distanza che permette di far percepire l’apprendimento come un’esperienza fondamentalmente sociale” (2). Devono saper gestire il corso, controllare che ogni corsista abbia preso parte alle attività proposte, risolvere i problemi che possono crearsi, sia a livello organizzativo che tecnico,… “Ecco allora la necessità, da parte del tutor di rete che gestisce e organizza la comunicazione, di riuscire a monitorare ciò che accade, indagando sia gli aspetti più propriamente quantitativi che quelli più specificatamente qualitativi, al fine di orientare il gruppo verso una identità che permetta di favorire la piena collaborazione e cooperazione. Se per i primi sarà indispensabile conoscere la frequenza con cui gli appartenenti alla comunità si scambiano i messaggi, il numero dei messaggi per ciascun thread di discussione, lo scarto tra chi interviene di più e chi rimane ai margini, per gli aspetti qualitativi sarà fondamentale verificare la coerenza dei contenuti con il compito assegnato, distinguendo gli aspetti teorici, quelli tecnici, le richieste di aiuto e collaborazione, la capacità di innescare reazioni e discussioni” (3).

Infine, dopo la parte pratica si è ritornati alla “teoria”, sempre in riferimento al ciclo teoria-pratica-teoria. L’esperienza di per sé non è sufficiente ma subentra il paradigma del professionista riflessivo che deve rendere conto di come ha agito e rielaborare la propria azione. Attraverso il processo riflessivo si prende le distanze dalla propria esperienza per estrarre un modello; si riflette per comprendere come si è operato, quali strategie sono state utilizzate, quali problematiche si sono incontrate. Nel percorso di formazione la fase finale sta prevedendo la riflessione su quanto è stato fatto durante la simulazione: si analizzano gli errori commessi come tutor o docenti, le problematiche incontrate, cosa migliorare,… E nel ruolo di studenti abbiamo osservato da vicino come opera un tutor, abbiamo avuto la possibilità di discutere insieme ai colleghi su cosa magari non ci è piaciuto di un determinato comportamento e, implicitamente, abbiamo riflettuto su cosa sarebbe meglio fare o non fare nel ruolo di e-tutor.

L’e-tutor risulta una figura poliedrica, con una grande competenza progettuale, tecnica, strategica, fenomenologia, comunicativo-relazionale…. Poi a seconda delle esigenze ci sono diverse tipologie di tutor:  il “tutor/istruttore ‘fa lezione’ a distanza sfruttando l’infrastruttura della rete come mezzo di erogazione e distribuzione di contenuti” (4); l’“e-teacher: corrisponde al tutor disciplinare, persona esperta sui contenuti che si fa carico del training del soggetto che apprende”; oppure l’e-moderator: è il tutor di sistema, responsabile delle dinamiche internazionali, della facilitazione, del monitoraggio delle attività in funzione della valutazione” (5).

Credo che ogni situazione richieda un ruolo differente al tutor, è importante però che sappia svolgere il ruolo giusto al momento adatto: a volte deve essere moderatore, altre maggiormente istruttore, a seconda di come richieda il contesto. Il professionista, quindi, possiede e si costruisce dei repertori d’azione e deve essere in grado di recuperarli e costruire altre combinazioni pertinenti a seconda di ciò che richiede il contesto.

(1) Altet M. (2003), La ricerca sulle pratiche d’insegnamento in Francia, Editrice La scuola, Brescia.

(2) Cfr. A. Calvani, Intervista a cura di S. Panzavolta (Indire) al Convegno E-learning, apprendimento, società della conoscenza, Firenze, 5 settembre 2003:  http://www.indire.it/content/index.php?action=read&id=242.

(3) Calvani A. e Rotta M. (1999), Comunicazione e apprendimento in Internet, Erickson, Trento.

(4) Cfr. M. Rotta, Il tutor on line: tipologie, “Form@re – Newsletter per la formazione in rete”, n. 8, Febbraio 2002: in http://formare.erickson.it/archivio/febbraio/tipologie.html.

(5) Livia Petti, E-tutor: una figura strategica per l’e-learning; in: http://www.liviapetti.net/LiviaPetti_IIpaper.pdf.

aprile 22, 2012 Posted by | tutor online | , , , , , , | 2 commenti

Visualizzare gli obiettivi del percorso di apprendimento


La frequentazione del corso “Tutor online” dell’Università di Macerata mi ha portato a svolgere una riflessione generale sugli obiettivi dell’apprendimento in ambiente on line ed in presenza, in particolare sull’importanza del percepire chiaramente le finalità formative del percorso che si sta affrontando e del misurare via via il raggiungimento degli obiettivi formativi intermedi.
A volte, da studenti potremmo aver sperimentato un certo senso di noia od inutilità nella frequentazione delle lezioni mattutine, e spesso potremmo esserci posti una domanda: “A quale scopo devo affrontare queste fatiche”? Non riuscivamo, forse, ad interiorizzare la finalità di quello che studiavamo, a comprenderne gli obiettivi progressivi, e dunque a misurare il nostro avvenuto miglioramento, se non in quelle materie od attività che “istintivamente” ci piacessero; ci sfuggiva, insomma, il senso complessivo del percorso che stavamo affrontando.
Questa predisposizione mentale nei confronti del nostro ambiente di apprendimento potrebbe aver causato conseguenze negative sulla qualità della nostra formazione: un apprendimento “sforzato” non invoglia ad impostare un proprio “piano di miglioramento”, un progetto personale sulla propria formazione che ognuno possa creare, verificandone i risultati e modificandolo, eventualmente, in corso d’opera. Se il percorso scolastico passa senza che se ne abbia contezza, come puro trascorrere del tempo, facilmente passa invano.
In effetti, la frequentazione di un corso on line permette invece di comprendere, anche visivamente, il perché si frequenti un percorso d’apprendimento; in esso risultano chiari gli obiettivi degli sforzi che si effettuano, specialmente se essi vengono esplicitamente formalizzati all’inizio del percorso.
Inoltre, la possibilità di ripercorrere visivamente a ritroso il proprio percorso formativo tramite la visione delle attività precedentemente svolte, dei documenti letti, delle opinioni personali espresse precedentemente, rende chiaro e comprensibile (nel senso etimologico del termine) il senso complessivo degli sforzi effettuati, nell’ottica dunque di una progettazione personale della propria formazione, ed, in ultima analisi, della propria vita; in questo, la compilazione di progressive proiezioni consente di creare dei punti di riferimento fissi nel proprio percorso.
Sono convinto che l’assidua applicazione di tali prassi, certo favorite dalla tecnologia nella formazione on line, ma non per questo necessariamente escluse dalla formazione in presenza, possa aiutare ogni studente (in senso lato) a intravedere un senso complessivo negli sforzi che effettua ogni giorno, durante il proprio percorso di formazione, e a misurare, giorno per giorno, il grado del proprio miglioramento in competenze e conoscenze.

aprile 18, 2012 Posted by | apprendimento, riflessioni, strategie didattiche | , , , | Lascia un commento